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Riace

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Riace: la città dei bronzi

Storia

Le origini del nome sono da attribuire a un diminutivo del volgare greco-bizantino Ryaki, piccolo ruscello. Nel tempo il nome subì qualche modifica. Si chiamò, infatti, Reatinum, Reatino, Reace e, infine, assunse l’attuale denominazione Riace. Si vuole, infatti, che il piccolo centro abitato sia stato, ai primordi, un centro di vita basiliana, incrementato dall’afflusso di gente della costa via via abbandonata sotto la pressione di ragioni militari e per la conseguente avanzante insalubrità della costa. Divenne casale di Stilo di cui seguì le vicende politiche e amministrative. Rimase nel demanio regio anche al tempo degli Aragonesi. Il terremoto del 1783, che investì gran parte della Calabria, provocò ingenti danni anche all’abitato di Riace che, negli anni seguenti, riuscì con molti sacrifici a condurre una buona campagna di ricostruzione. Nel 1799, il generale Championnet dando assetto amministrativo alla regione, riconobbe Riace comune indipendente includendolo nel cantone di Satriano. I francesi ne fecero un Luogo (1807) nel cosiddetto Governo di Stilo. All’atto dell’istituzione dei Comuni (1811) venne compreso tra questi e mantenuto nella giurisdizione di Stilo divenuto capoluogo del Circondario.

Da vedere

Bronzi di Riace: Riace è famosa per aver regalato al mondo, due opere d’arte di inestimabile valore: i “Bronzi”, adesso esposti nel museo nazionale di Reggio Calabria. I Bronzi di Riace, capolavori della scultura ellenistica, sono stati ripescati in mare nel 1972, di fronte alla località Agranci, da un sub dilettante, a circa 200 metri dalla costa e 8 metri di profondità. Furono presi in consegna dai restauratori della Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria, e successivamente trasferiti al piu` attrezzato Centro di Restauro Archeologico della Soprintendenza Archeologica di Firenze. Oggi è possibile ammirarli nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

La statua A è attribuita allo scultore ateniese Mirone e datata 460-450 a.C, periodo di transizione tra lo stile severo e quello classico: sono ancora evidenti le tracce di una rigida impostazione delle spalle e del torace. Era armato di un’asta che impugnava tra indice e medio, e che doveva toccare terra e scaricare parte del peso, e non indossava elmo, come si evince dalla capigliatura, rifinita anche sulla parte alta della testa. E’ alta mt. 1.98.

La statua B è stata prodotta in tempi posteriori rispetto alla precedente (430-420 a.C.). Risulta, infatti, piu` moderna, sia nella lavorazione (il bronzo è spesso 7.5 mm contro gli 8.5 mm dell’altra statua) sia nello stile (la composizione più armoniosa della posa, la sinuosa congruenza tra l’inclinazione del bacino, la posizione del torace leggermente inclinata e la spalla destra giustamente abbassata). Si ritiene fosse armata di lancia (bilanciata, non toccava terra) scudo ed elmo corinzio. E’ alta mt. 1.97.

Tradizioni

Particolare a Riace la processione dei SS Medici Cosma e Damiano. Pellegrini e gitani arrivano qui da ogni luogo per onorare i Santi con musiche e balli di tarantella.

Elemento distintivo la fiera in cui vengono offerti, i tipici “Sarsizzi” (salsicce di maiale alla brace).Durante la festa dei Santi medici Cosma e Damiano si offrono ex voto in cera raffiguranti le parti del corpo da sanare, costumanza proveniente da antichi riti pagani delle Poleis magno greche della costa Jonica.

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