Liquirizia Amarelli: la pianta

La pianta della liquirizia (Glycyrrhiza glabra) è conosciuta ed impiegata da molti secoli e cresce in molti paesi, ma – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”.

La storia della sua trasformazione è molto antica. La famiglia dei Baroni Amarelli si dedica all’estrazione del succo di liquirizia già dal 1500, alternando alla cura del proprio patrimonio agricolo anche un forte impegno militare e culturale. Nel 1731 viene fondato l’attuale “concio” Amarelli, alla cui attività fu dato particolare impulso nel 1800 con il miglioramento dei trasporti marittimi e con i privilegi e le agevolazioni fiscali concesse dai Borbone a queste industrie tipiche.

Dal 1840 in poi abbiamo testimonianza dell’attività di Domenico Amarelli e dei suoi discendenti, fino a giungere a Nicola, che nel 1907 ammodernò la lavorazione con due caldaie a vapore. Da allora la Amarelli ha incrementato sempre più la sua attività, rimanendo erede pressoché unica di una tradizione tipica della Regione Calabria.

In tutti i mercati nazionali

Con la sua produzione la Amarelli è presente in tutti i mercati nazionali, in Europa, nell’America del Nord ed in quella meridionale ed in Australia, con particolare attenzione, ovunque, sia al settore dolciario che ai circuiti farmaceutico ed erboristico.
Il 21 luglio 2001 si è inaugurato il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”. La famiglia ne ha voluto fortemente la realizzazione nel desiderio di presentare al pubblico una singolare esperienza imprenditoriale, nonché la storia di un prodotto unico del territorio calabrese: in mostra preziosi cimeli di famiglia, utensili agricoli, una collezione di abiti antichi e, infine, macchine per la lavorazione della liquirizia, documenti d’archivio, libri e grafica d’epoca.

Gli uffici hanno ancora oggi la sede in un’antichissima dimora di famiglia, risalente al 1400. Di fronte, accanto ai capannoni del reparto produzione, svetta la ciminiera della caldaia del 1907, che fu considerata all’epoca un impianto modernissimo. Nei capannoni dove si lavora la liquirizia troviamo ancora una grande macina di pietra del 1700, che veniva utilizzata per schiacciare i rami di liquirizia. Oggi le radici, sminuzzate da un apposito macchinario, passano attraverso una serie di fasi modernissime e computerizzate, mentre nei cuocitori finali si ritorna allo stadio artigianale. La pasta densa, scura, lucida e profumata viene portata alle forme desiderate attraverso una serie di macchinari prototipo, frutto della centenaria esperienza aziendale. La lucidatura avviene ancora esclusivamente con l’impiego di forti getti di vapore acqueo, senza aggiunta di alcuna sostanza chimica.
A questo punto le liquirizie, nere, brillanti e seducenti, sono pronte per essere confezionate in eleganti scatolette metalliche che riproducono antiche immagini tratte dagli archivi della Casa.

I riconoscimenti

Tra i molti riconoscimenti ricevuti dall’azienda e dal suo Presidente Pina Amarelli, il “Premio Guggenheim – Premio Speciale Il Sole 24 Ore” del 2001, per l’impegno di valorizzazione della cultura d’impresa nel Mezzogiorno. Il 2 giugno 2003 Pina Amarelli  è stata insignita dal Presidente Ciampi del titolo di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per aver saputo coniugare impresa e cultura.
Nel 2004 le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo al “Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli”; nello stesso anno l’azienda è stata inserita nell’Albo delle “Aziende Gemellate con l’Associazione delle Imprese Storiche Toscane”.
Pina Amarelli ha presieduto la Sezione Agroalimentare dell’Assindustria di Cosenza, è Accademico aggregato dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, è nel Comitato Mezzogiorno di Confindustria, nella Commissione Nazionale Cultura di Confindustria ed è componente del Consiglio Direttivo dell’AIDI (Associazione Aziende Dolciarie Italiane) con delega per il Sud. Infine, nel Giugno 2006, Pina Amarelli è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica, Prima donna in Calabria ad ottenere questo prestigioso riconoscimento.

 

Amarelli: i gustosi prodotti

La gamma dei prodotti comprende tutto quanto si può ricavare dalle radici di liquirizia: il bastoncino di legno grezzo, le liquirizie pure dal profumo naturale o con aggiunta di aroma di anice o di menta, le liquirizie gommose profumate all’arancia e alla viola ed infine la liquirizia  confettata, dal  classico  “bianconero” al  ricercatissimo “sassolino dello Jonio”. E poi il liquore, il rosolio, la grappa, il cioccolato, i biscotti, i torroncini, i tagliolini sempre alla liquirizia e, infine, l’acqua di colonia e lo shampoo-doccia alla liquirizia.

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