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L’artista calabrese Angelo Ventimiglia in mostra all’Expo Cinese

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L’artista calabrese Angelo Ventimiglia in mostra all’Expo Cinese dal 20 al 24 Settembre è stato scelto per rappresentare in Cina le eccellenze dell’arte contemporanea italiana.

L’artista calabrese Angelo Ventimiglia in mostra all’Expo Cinese dal 20 al 24 Settembre

Il pittore e scultore metamorfico è stato scelto per rappresentare in Cina le eccellenze dell’arte contemporanea italiana.

C’è anche il pittore e scultore calabrese Angelo Ventimiglia fra i sei artisti selezionati dall’Art-Curator, il Professore Giuseppe Di Bella, in rappresentanza delle eccellenze dell’arte contemporanea italiana in mostra all’Expo Internazionale 2018, giunta alla sua diciassettesima edizione e dedicata alle eccellenze produttive, commerciali e culturali dell’Italia, che si svolgerà dal 20 al 24 settembre a Chengdu, in Cina. L’artista 34enne calabrese, direttore del MAVI-Museo Identitario di Villapiana all’Aperto, suo paese natale, esporrà i suoi lavori in Cina insieme ai colleghi Luciano Vadalà, Raimondo Lorenzetti, Silvia Zambon, Vittorio Menditto e Teresa Noto, artisti molto diversi tra loro per provenienza geografica, stile e approccio intellettuale, le cui opere sono state appositamente scelte proprio allo scopo di evidenziare il ricco panorama dell’arte contemporanea italiana. La manifestazione sarà inaugurata il 20 settembre 2018 alla presenza delle maggiori personalità politiche, economiche e culturali di Cina e Italia, che quest’anno è il Paese Ospite d’onore.

Angelo Ventimiglia ama definirsi artista metamorfico, alludendo alla sua capacità di “trasformare i materiali in opere d’arte, nobilitandoli e liberandoli dalla loro forma primigenia per farli nascere a nuova forma, continuando così il processo di trasformazione cui la terra sottopone ogni elemento, animato e non”. Nella sua opera classicismo e contemporaneità dialogano in un continuo rimando, e risuona forte l’eco della civiltà della Magna Grecia, la musa da cui trae preminentemente ispirazione. Le suggestioni di una storia secolare trovano espressione in un’originale combinazione di pittura e scultura, in cui il presente evoca il passato senza limitarsi a essere un mero scavo atto a riportare alla luce le tracce sepolte dallo scorrere del tempo ma diventando una ricerca metaforica delle proprie radici, della propria terra e della propria visione del mondo. La sua arte, con la sensibilità e la forza delle mani, trascende il passato e, in una sorta di rituale magico, invoca l’anima del futuro, in cui la terra è il fondamento di ogni creazione.

Il Professor Di Bella ha scritto di lui: “Ventimiglia ha una laurea in ingegneria civile, ma non eserciterà mai la professione perché il richiamo dell’arte è più forte, proprio in quella sua terra dalle millenarie tradizioni storiche e culturali, oggi profondamente ferita dalle organizzazioni criminali che ne controllano il territorio, impedendo quel naturale sviluppo a vocazione turistica che sarebbe normale vista la considerevole presenza di scavi archeologici, a volte quasi del tutto abbandonati, che però Angelo visita periodicamente, come si fa con un malato, per studiarli e trarne ispirazione, nell’intento di riportare alla luce la verità di antichi splendori, in risposta alle molteplici contraddizioni di cui sono pervasi questi luoghi”.