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Grotteria

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Grotteria: il piccolo centro agricolo della Locride

Grotteria è un comune di 3.381 abitanti della provincia di Reggio Calabria. Grotteria è un piccolo centro agricolo della Vallata del Torbido nella Locride, sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria.

Storia

Grotteria è stata, nel corso dei secoli, un importante centro amministrativo e feudale: la contea di Grotteria arrivò ad inglobare, in pratica, tutti i centri della Locride tra la contea di Gerace e quella dell’antica Caulonia (Monasterace). Tra i centri della contea si annoveravano gli attuali comuni di Martone, di San Giovanni di Gerace, Mammola, Siderno e buona parte di Gioiosa Jonica. I Signori feudali di Grotteria furono i De Luna d’Aragona.

Economia

Il clima aveva favorito in passato l’economia agricola basata prevalentemente sulla produzione di grano, olive, uva, pomodori, e accompagnata da allevamenti di ovini e caprini, nonché quella del baco da seta, oggi praticamente scomparsa.

Dell’intensa attività artigianale locale di un tempo (tra l’altro va ricordata la fiorente attività per la fabbricazione della pipa), oggi rimane soltanto una piccolissima traccia: sarti, falegnami, calzolai, fabbri, barbieri, che una volta avevano delle vere e proprie scuole, oggi si contano sulle dita della mano.

Tutto questo causato dalla massiccia emigrazione iniziata negli anni ’50, e tuttora in corso in maniera inarrestabile, che ha svuotato quasi completamente il paese (gli abitanti attuali sono circa 3600 contro i 9242 del censimento del 1951), cosa comune a tutti i paesi dell’entroterra calabrese.

Luoghi di interesse

Chiese e cappelle

La religiosità dei grotteresi è testimoniata dal fatto che, nella sua storia, Grotteria giunse a possedere ben 23 luoghi di culto. Oggi rimangono le chiese del SS. Crocefisso; San Domenico; S. Maria Assunta (Matrice); S. Nicola; Cappella della Concezione; S. Antonio. Molte altre non esistono più: parrocchia di San Nicola de’ Protonotaris; chiesa del Carmine; chiesa di S. Giorgio; chiesa di Valverde; chiesa del Soccorso; chiesa della SS. Annunziata; chiesa detta dell’Oratorio; chiesetta/cappelleta della Bofia

Palazzi privati

Percorrendo le vie del paese, si possono ammirare diversi portali che ornano le facciate dei principali Palazzi, testimonianza della storia del paese, ed elemento distintivo e di prestigio delle famiglie nobili locali. Generalmente i blocchi che compongono i portali sono in granito e lo stemma nobiliare è inserito nella chiave di volta, con sotto inciso l’anno di costruzione. Della loro storia si occupa ampiamente la “Cronaca di Grotteria”.

–  Palazzo Macedonio

– Palazzo Palermo

– Palazzo Arena

– Villa Falletti

Castello Medioevale e i Piani della Menta

Nel punto più alto del centro abitato di Grotteria, in posizione dominante sulla Vallata del Torbido, rimangono visibili i ruderi del castello, importante testimonianza di un glorioso passato.  Il complesso, che occupa una vasta area, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni nei secoli, ma presumibilmente fu costruito in periodo normanno su una struttura molto più remota non tanto come abitazione, ma come roccaforte, a cavallo tra ‘400 e ‘500 il periodo di massimo splendore. Infine destinato come complesso carcerario prima del suo abbandono, ma già nell’Ottocento era un rudere.

I Piani della Menta ospitano, tra immense pinete secolari, una vastissima area turistica attrezzata con fontane, piani di cottura, capanne, tavoli, campi ed aree da gioco, oltre ad una piccola cappella dedicata alla Madonna ed a S. Gualberto, protettore delle foreste. Non molto lontano, uno splendido laghetto artificiale, circondato da faggi di rara bellezza e, poi, il monte Palazzi (la cui vetta, con i suoi 1215 metri sul livello del mare, è il tetto del territorio comunale), su cui sono ancora visibili i ruderi di una costruzione circolare in pietra di probabile origine romana, che doveva essere una stazione di sosta, posizionata in prossimità del valico di Croceferrata, sulla pista che conduceva al versante tirrenico . Le frazioni sono numerosi: Zinni, Cambruso, Farri-Ricciardo, Bonbacone, Agliona, Pirgo, Marcinà che si estendono dalla montagna al mare.

Feste e tradizioni locali

La Cunfruntata

La domenica di Pasqua, dopo la messa, alcuni fedeli danno vita ad una suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo durante la quale portano sulle spalle le statue dell’Addolorata, di San Giovanni e del Cristo risorto. San Giovanni si reca dalla Madonna per annunciarle che il figlio è risorto. Inizialmente lei non crede, ma poi decide di seguire l’apostolo. Percorrendo le strade del centro storico le statue di Gesù e della Vergine si incontrano in piazza San Domenico e, improvvisamente, alla Madonna viene tolto il velo nero che le copre il capo per far posto a un drappo azzurro.

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