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Fabrizio Dionigi Ruffo

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Fabrizio Dionigi Ruffo: biografia

Fabrizio Dionigi Ruffo nasce a San Lucido nel 1744.

Discendente della famiglia principesca dei Ruffo di Calaria intraprese da giovane la carriera ecclesiastica grazie agli appoggi dello zio il Cardinale Tommaso Ruffo e di Papa Pio VI. Eletto tesoriere generale della Camera Apostolica (1786) dimostrò notevoli capacità amministrative; è suo il provvedimento delle “dogane ai confini di Stato” (1786), ma si inimicò l’aristocrazia romana per l’equità dei suoi provvedimenti fiscali. Così lo stesso pontefice, cedendo alle pressioni della borghesia romana, destituì l’allora monsignor Fabrizio Ruffo dal prestigioso incarico, prospettandogli il cardinalato come ringraziamento ed apprezzamento per il lavoro svolto. Amareggiato dall’ostilità crescente nei propri confronti, decise di lasciare Roma e tornare nel Regno di Napoli, ponendosi al servizio di re Ferdinando IV di Borbone, che gli dimostrò subito profonda stima. Famoso per aver creato il movimento sanfedista, e comandato l’Esercito della Santa Fede, principale arma antigiacobina che segnò la fine della Repubblica partenopea del 1799. Tenacemente attaccato ai principi della monarchia assoluta, radunò bande di contadini in Calabria con un proclama nel quale si proponeva di cacciare i francesi dal Regno di Napoli e ristabilire la monarchia. Postosi alla testa di 25.000 uomini, si impadronì di Crotone per entrare poi vittorioso.