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La tradizione manifatturiera

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L’eccellenza della tradizione manifatturiera

La radicata persistenza di una cultura agropastorale o marinara, a contatto, per secoli, con influssi “esterni” e un paesaggio difficile, spesso connotato da un’impenetrabilità e da un isolamento cui si legava la necessità di produrre autonomamente tutto ciò di cui c’era bisogno: di qui la peculiare vitalità ed eccellenza delle tradizioni artigiane in molti centri della provincia reggina.

I maestri ceramisti di Seminara, celebri sin dal Cinquecento, ricalcano, per continuità, motivi formali e plastici molto antichi, di derivazione magnogreca e bizantina. È un tripudio di forme e di motivi di indubbio valore simbolico, dominati dalle tonalità del verde e dell’azzurro o da un singolare cromatismo giocato sulle sfumature del giallo-arancio: anfore e boccali, fiasche e brocche antropomorfe, maschere e “teste di greco” (gli orci raffiguranti volti di guerrieri dall’espressione sdegnosa) richiamano spesso le fattezze di oggetti arcaici di carattere sepolcrale o votivo oppure rievocano, nelle forme, motivi allegorici cari alla ritualità cristiana o, ancora, rivendicano una natura apotropaica connessa con tradizioni animistiche della civiltà mediterranea.

Un’origine antichissima vanta anche la lavorazione del legno: essa è particolarmente diffusa nei paesi dell’area grecanica, dove ancora oggi gli artigiani intagliano con sapiente maestria oggetti tradizionali di uso comune (caratteristica, ad esempio, la produzione di stampi per i formaggi recanti figure femminili incorniciate in sequenze di raffinati motivi floreali) o sculture di notevole valore artistico. Degne di nota, infine, la produzione di strumenti musicali di eccellente fattura, come quelli realizzati con legni pregiatissimi a Delianuova, e la tessitura, per la quale spiccano i manufatti prodotti con gli splendidi telai in faggio di Gerace e di Pardesca di Bianco.