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Cirò

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Cirò: la città del vino

Cirò è un comune di 3.342 abitanti della provincia di Crotone.

La storia

Alcuni ritrovamenti di armi e manufatti fanno risalire la storia millenaria di Cirò all’eta del Bronzo ma è sicuramente con l’arrivo di coloni greci che venne fondata la città di Krimisa (Crimisa o Crimissa) e che colonizzarono l’area compresa tra Sibari e Crotone.

La posizione territoriale precisa della città di Krimisa è oggi oggetto di discussione e tesi differenti tra archeologi e storici: c’è chi individua l’area costiera dell’attuale Cirò Marina come probabile sede dell’antica Krimisa o l’area collinare che domina il litorale ionico dell’attuale Cirò. L’idea più condivisa individua l’area nella zona di Punta Alice. Secondo il mito, Cirò sarebbe stata fondata da Filottete e chiamata Chone; il geografo greco Strabone pone la città di Chone (Ypsicron) in posizione più elevata rispetto a Krimisa. Questo indizio avvalora l’idea che colloca Krimisa nella zona di Punta Alice. La Città conobbe un fiorente periodo e vennero eretti alcuni templi per il culto in varie zone del territorio; quello dedicato ad Apollo Aleo è il più famoso grazie ai pochi ma inequivocabili rinvenimenti di alcuni capitelli e vari elementi architettonici ad opera dell’archeologo Paolo Orsi. Oggi infatti molte aree e zone presentano nomi locali che richiamano all’antichità ellenica nel dialetto locale degli abitanti: Santa Venere ne è un esempio molto esaustivo. Probabilmente è molto legato il passaggio dalla costa alle colline tra l’VIII e il X secolo a.C. per ragioni politici e militari di sicurezza a difesa dalle incursioni ad opera di popolazioni come i Saraceni. Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e dei Cartaginesi e distrutta diverse volte durante la guerra Gotico-Bizantina.

Krimisa fu probabilmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un’ottima posizione strategica e contribuirono a popolare la città di Chone, l’attuale Cirò.

Personaggi illustri

Tra i personaggi illustri si ricorda Luigi Lilio (o Giglio, in latino Aloysius Lilius; Cirò, intorno al 1510 – forse a Roma, verso il 1576). Ideatore assieme al fratello Antonio della riforma del calendario gregoriano. Vedi anche personaggi_Storici.A seguire si ricorda  Gian Teseo Casoppero (15xx): scrittore, latinista, filosofo, autore di opere tra il 1527 ed il 1535, ispiratore di Luigi e Antonio Lilio. E poi ancora Elia Astorini , intellettuale di fama europea, frate carmelitano, medico. Aderì in Svizzera alla riforma protestante; insegnò filosofia e fu vice prefetto dell’Università di Marburgo. Giovan Francesco Pugliese, giurista, scrittore, autore di “Descrizione e istorica narrazione di Cirò”, testo di rilievo per la dettagliata descrizione socio-economica della realtà di un comune del sud Italia nel IXX secolo.  Domenico Siciliani ,  generale di corpo d’Armata, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Regio, Governatore della Cirenaica. Autore materiale del Bollettino della Vittoria della I guerra mondiale, firmato dal generale Armando Diaz (…”I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.). Luigi Siciliani ,   poeta e scrittore. Fratello del generale Domenico Siciliani. Potrebbe essere l’ispiratore del Bollettino della Vittoria della guerra contro l’Austria del ’15-’18, firmato dal generale Armando Diaz.  Vittorio Pugliese,  politico, parlamentare, più volte Segretario di Stato e principale esponente della Democrazia Cristiana in Calabria tra il dopoguerra e gli anni sessanta, fu relatore della Legge di riforma agraria (c.d. Legge Gullo). Stefano Pugliese,  medaglia d’oro al valor militare per l’affondamento dell’incrociatore San Giorgio a Tobruk. Ammiraglio di squadra navale con incarichi speciali, comandante in capo della flotta NATO del Mediterraneo centrale. Ilio Adorisio  ingegnere, filosofo, organizzatore industriale, economista, drammaturgo, ordinario di Economia dei trasporti e di Economia matematica nelle università di Cagliari, L’Aquila e Roma, consulente della Banca Mondiale e di svariati governi per la pianificazione dei trasporti.

Da vedere

IL CASTELLO CARAFA

La città si avvolge attorno a un manufatto mili­tare, il castello dei Carafa (oggi di proprietà pri­vata), che ne condiziona l’assetto abitativo. Fu quasi certamente fatto costruire dai suddetti feudatari, spinti sia da esigenze di difesa verso assalti nemici, sia dalla volontà di controllare gli abitanti della cittadina. Il castello ha una forma trapezoidale, i cui vertici sono occupati da quattro torri circolari, ed è diviso in tre parti: i sotterranei, che per l’alone leggendario che li circonda, hanno sempre suscitato curiosità; il piano magazzini con il lastricato del cortile in pietra locale (particolare la stella centrale a nove punte ripetute, in modo concentrico, all’interno di un cerchio); il piano superiore che comprendeva due appartamenti e altre stanze per la servitù.

PALAZZO ADORISIO

Edificio su tre livelli in via S. Giuseppe. Il portale con arco a tutto sesto è provvisto di lucer­nario.

PALAZZO QUATTROMANI

Si trova in piazza San Giovanni, per anni ha ospitato gli uffici della Pretura. Sulla facciata posteriore, che affaccia su vico San Cataldo, si nota un’ampia apertura a doppio arco con pilastro centrale.

PALAZZO SICILIANI

Costruito nel 1919 in via Marconi, oggi ospita il liceo scientifico “Ilio Adorisio”. Particolare il portale d’ingresso a doppio arco con piccola rampa di scale e balconcino balaustrato sovrastante. Sulle finestre del piano superiore spicca­no una serie di maschere in pietra. L’imponente edificio della seconda metà dell’800 ha la caratteristica di essere stato costruito sopra uno dei torrioni della cinta muraria del borgo. Nel 1950 fu venduto dal conte Umberto Siciliani alle famiglie Arcuri, Conci e De Franco.

PALAZZO SUSANNA

La costruzione si trova in via Lilio ed è caratte­rizzata da un portale ad arco con mascherone apotropaico alla chiave di volta e lucernario in ferro battuto finemente lavorato. In alto si apre un delizioso terrazzino.

PALAZZO TERRANOVA

L’edificio in via Casoppero fu abitato dalla famiglia Terranova, una delle più illustri del paese, che ne rimase in possesso fino al 1947. Degno di nota è l’imponente portale d’ingresso con piedritti modanati su cui poggia un arco a tutto sesto con decoro alla chiave di volta. Bello anche il lucernario a raggiera in ferro battuto.

PALAZZO TETI

L’antico edificio di via Pugliese pare sia stato abitato nel ‘700 dalla famiglia Mauro e nell’800 da quella dei Cristiani per poi passare, infine, nelle proprietà di Oreste Teti. Degno di nota il portale d’ingresso ad arco con cancello in ferro battuto.

PALAZZO VERGI (oggi Baffa)

Edificio in via Marconi. Costruito in pietra facciavista, si presenta su due livelli più un corpo rialzato. Il portale è arricchito da un portale ad archi concentrici. In alto un piccolo balcone con mensole in pietra e ringhiera in ferro battuto. Gli angoli sono evidenziati da pietre squadrate.

EX PALAZZO VESCOVILE

Questo edificio era utilizzato in passato come residenza estiva del vescovo di Umbriatico. Si caratterizza per un corpo avanzato nel quale si apre un arco poggiante su colonne modanate che introduce nella corte interna.

PALAZZO PIGNATARI

Si trova lungo via Casoppero ed è noto per il balcone “della Madonna delle Lacrime”, così chiamato per via della presenza di un quadro della Vergine che pare abbia lacrimato. La loggia con angioletti e targa centrale è abbellita da colonne monolitiche dotate di semplici capitelli reggenti una copertura in muratura finemente decorata.

PALAZZO VITETTI

In piazza Bandiera. In passato appartenne al marchese Susanna che pare vi abbia ospitato re Ferdinando d’Aragona.

PALAZZO VITO

È molto particolare questo palazzo che ha ospi­tato in passato vari uffici comunali e scuole. L’ingresso, più basso rispetto all’assetto strada­le, si raggiunge per mezzo di una scalinata che scende fino a una piccola corte esterna. Composto da corpi irregolari, ha un portale con arco a tutto sesto sovrastato da due finestre ad arco.

MONUMENTO AI CADUTI

È un monumento composito addossato alla fac­ciata principale della chiesa madre. Circondato da una ringhiera in ferro battuto, è formato da una lapide in bronzo (inaugurata nel 1921) sulla quale sono incisi i nomi dei 96 cirotani caduti nella Prima guerra mondiale e da una lapide in marmo (inaugurata nel 1949) che riporta, inve­ce, i nomi dei 41 soldati morti nella Seconda guerra mondiale e di un caduto della guerra d’Africa. Tra le due lapidi c’è lo stemma di Cirò e in alto una statua (ideata da Salvatore Ianni) che raffigura un soldato ferito.

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