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	<title>Locride &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>Locride &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Grotteria alla BMT</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 07:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Grotteria alla Borsa Mediterranea del Turismo– Una Terrazza sul Mare di Calabria Grande successo alla BMT di Napoli Lo splendido borgo di Grotteria, centro della Locride situato sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria e posizionato sulla cima di una collina con una vista mozzafiato sul mare, è stato protagonista della Borsa Mediterranea del Turismo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Grotteria alla Borsa Mediterranea del Turismo– Una Terrazza sul Mare di Calabria</h1>
<h2>Grande successo alla BMT di Napoli</h2>
<p>Lo splendido borgo di Grotteria, centro della Locride situato sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria e posizionato sulla cima di una collina con una vista mozzafiato sul mare, è stato protagonista della <strong>Borsa Mediterranea del Turismo</strong>, organizzata alla Mostra d’Oltremare di Napoli dal 18 al 20 marzo 2016.</p>
<p>Grotteria ha partecipato alla fiera valorizzando l’intera area della Locride, un territorio particolarmente vocato al turismo e ricco di un patrimonio agroalimentare importante.</p>
<p>Conclusasi positivamente domenica 20 marzo, la BMT si conferma un importante appuntamento del settore turistico in grado di radunare, per la sua diciannovesima edizione, i principali tour operator italiani e circa 300 buyers internazionali interessati al “prodotto Italia”.</p>
<p>Tre giorni intensi durante i quali il Comune di Grotteria ha messo in vetrina una selezione di prodotti tipici locali della Locride, mostrando, attraverso brochure, cartelloni e monitor, le bellezze paesaggistiche del centro calabrese.</p>
<p>Lo stand ha ospitato, inoltre, figure esperte e uno chef qualificato, da anni impegnato nella valorizzazione dei prodotti tipici calabresi, per propinare consigli sull’abbinamento dei cibi e far degustare formaggi, salumi, vini, e altre tipicità caratteristiche della Regione mediterranea.</p>
<p>Adiacenti gli stand di altri centri calabresi nell’ottica di creare una Rete tra comuni e promuovere un sistema regionale, ancor più che provinciale.</p>
<p>Oltre alla promozione delle peculiarità enogastronomiche, Grotteria ha puntato a veicolare l’attenzione dei visitatori verso le attrazioni di interesse turistico-culturale dell’intera area della Locride.</p>
<p>In un progetto di più ampio respiro, l’obiettivo è infatti quello di promuovere lo sviluppo economico del territorio puntando sul ricco patrimonio culturale e turistico che caratterizza i piccoli centri della zona.</p>
<p>La manifestazione ha registrato la partecipazione di autorità e rappresentanti istituzionali della Regione Calabria.</p>
<p>Ai microfoni del giornalista <strong>Piero Muscari</strong>, il Presidente di Coldiretti Calabria e componente della Giunta nazionale <strong>Pietro Molinaro</strong>, che ha voluto dare il suo personale contributo per promuovere e incoraggiare l’iniziativa.</p>
<p>“<em>La Calabria è un territorio unico al mondo” afferma Molinaro, “con odori, sapori e colori singolari e inconfondibili.</em></p>
<p><em>Bisogna investire nelle tradizioni promuovendo gli aspetti culturali che caratterizzano il territorio e bisogna confidare nei giovani e nella loro capacità di innovare con grande fantasia</em>”.</p>
<p>Presente alla fiera anche il Presidente del Consiglio Comunale <strong>Vincenzo Loiero.</strong></p>
<p>“<em>La Calabria &#8211; sostiene Loiero &#8211; è una Regione particolarmente vocata al turismo: la presenza del mare, di zone collinari e paesaggi montani, rendono il territorio particolarmente interessante dal punto di vista paesaggistico”.</em></p>
<p><em>La Borsa Mediterranea del Turismo rappresenta un appuntamento interessante per il comune di Grotteria per mettere in vetrina la gastronomia locale e le bellezze del territorio</em>”.</p>
<p>Di rilievo la presenza del Direttore generale dei settori Turismo e Beni culturali<strong> Pasquale Anastasi,</strong> che si è soffermato sulla ripresa del settore turistico indicando i dati statistici registrati negli ultimi anni.</p>
<p>Una grande opportunità, dunque, per il Comune di Grotteria, che ha avuto la possibilità di accendere i riflettori sulla propria realtà, sfruttando la popolarità della BMT, fiera visitata da oltre 6.000 agenzie di viaggio e attualmente il più grande veicolo di vendita sul pubblico nazionale e internazionale.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.982186991816607.1073741830.213277022040945&amp;type=3" target="_blank" rel="noopener"><strong>CLICCA QUI PER VEDERE TUTTE LE FOTO</strong></a></p>
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		<title>Grotteria</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 10:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Grotteria]]></category>
		<category><![CDATA[Locride]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Vallata del Torbido]]></category>
		<category><![CDATA[versante jonico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Reggio Calabria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Grotteria: il piccolo centro agricolo della Locride</h1>
<p><strong>Grotteria</strong> è un comune di 3.381 abitanti della provincia di Reggio Calabria. Grotteria è un piccolo centro agricolo della Vallata del Torbido nella Locride, sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria.</p>
<h2>Storia</h2>
<p><strong>Grotteria</strong> è stata, nel corso dei secoli, un importante centro amministrativo e feudale: la contea di Grotteria arrivò ad inglobare, in pratica, tutti i centri della Locride tra la contea di Gerace e quella dell&#8217;antica Caulonia (Monasterace). Tra i centri della contea si annoveravano gli attuali comuni di Martone, di San Giovanni di Gerace, Mammola, Siderno e buona parte di Gioiosa Jonica. I Signori feudali di Grotteria furono i De Luna d&#8217;Aragona.</p>
<h2>Economia</h2>
<p>Il clima aveva favorito in passato l&#8217;economia agricola basata prevalentemente sulla produzione di grano, olive, uva, pomodori, e accompagnata da allevamenti di ovini e caprini, nonché quella del baco da seta, oggi praticamente scomparsa.</p>
<p>Dell&#8217;intensa attività artigianale locale di un tempo (tra l&#8217;altro va ricordata la fiorente attività per la fabbricazione della pipa), oggi rimane soltanto una piccolissima traccia: sarti, falegnami, calzolai, fabbri, barbieri, che una volta avevano delle vere e proprie scuole, oggi si contano sulle dita della mano.</p>
<p>Tutto questo causato dalla massiccia emigrazione iniziata negli anni &#8217;50, e tuttora in corso in maniera inarrestabile, che ha svuotato quasi completamente il paese (gli abitanti attuali sono circa 3600 contro i 9242 del censimento del 1951), cosa comune a tutti i paesi dell&#8217;entroterra calabrese.</p>
<h2>Luoghi di interesse</h2>
<h3>Chiese e cappelle</h3>
<p>La religiosità dei grotteresi è testimoniata dal fatto che, nella sua storia, Grotteria giunse a possedere ben 23 luoghi di culto. Oggi rimangono le chiese del SS. Crocefisso; San Domenico; S. Maria Assunta (Matrice); S. Nicola; Cappella della Concezione; S. Antonio. Molte altre non esistono più: parrocchia di San Nicola de&#8217; Protonotaris; chiesa del Carmine; chiesa di S. Giorgio; chiesa di Valverde; chiesa del Soccorso; chiesa della SS. Annunziata; chiesa detta dell&#8217;Oratorio; chiesetta/cappelleta della Bofia</p>
<h3>Palazzi privati</h3>
<p>Percorrendo le vie del paese, si possono ammirare diversi portali che ornano le facciate dei principali Palazzi, testimonianza della storia del paese, ed elemento distintivo e di prestigio delle famiglie nobili locali. Generalmente i blocchi che compongono i portali sono in granito e lo stemma nobiliare è inserito nella chiave di volta, con sotto inciso l&#8217;anno di costruzione. Della loro storia si occupa ampiamente la &#8220;Cronaca di Grotteria&#8221;.</p>
<p>&#8211;  Palazzo Macedonio</p>
<p>&#8211; Palazzo Palermo</p>
<p>&#8211; Palazzo Arena</p>
<p>&#8211; Villa Falletti</p>
<h3>Castello Medioevale e i Piani della Menta</h3>
<p>Nel punto più alto del centro abitato di Grotteria, in posizione dominante sulla Vallata del Torbido, rimangono visibili i ruderi del castello, importante testimonianza di un glorioso passato.  Il complesso, che occupa una vasta area, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni nei secoli, ma presumibilmente fu costruito in periodo normanno su una struttura molto più remota non tanto come abitazione, ma come roccaforte, a cavallo tra &#8216;400 e &#8216;500 il periodo di massimo splendore. Infine destinato come complesso carcerario prima del suo abbandono, ma già nell&#8217;Ottocento era un rudere.</p>
<p>I Piani della Menta ospitano, tra immense pinete secolari, una vastissima area turistica attrezzata con fontane, piani di cottura, capanne, tavoli, campi ed aree da gioco, oltre ad una piccola cappella dedicata alla Madonna ed a S. Gualberto, protettore delle foreste. Non molto lontano, uno splendido laghetto artificiale, circondato da faggi di rara bellezza e, poi, il monte Palazzi (la cui vetta, con i suoi 1215 metri sul livello del mare, è il tetto del territorio comunale), su cui sono ancora visibili i ruderi di una costruzione circolare in pietra di probabile origine romana, che doveva essere una stazione di sosta, posizionata in prossimità del valico di Croceferrata, sulla pista che conduceva al versante tirrenico . Le frazioni sono numerosi: Zinni, Cambruso, Farri-Ricciardo, Bonbacone, Agliona, Pirgo, Marcinà che si estendono dalla montagna al mare.</p>
<h2>Feste e tradizioni locali</h2>
<p>La Cunfruntata</p>
<p>La domenica di Pasqua, dopo la messa, alcuni fedeli danno vita ad una suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo durante la quale portano sulle spalle le statue dell&#8217;Addolorata, di San Giovanni e del Cristo risorto. San Giovanni si reca dalla Madonna per annunciarle che il figlio è risorto. Inizialmente lei non crede, ma poi decide di seguire l&#8217;apostolo. Percorrendo le strade del centro storico le statue di Gesù e della Vergine si incontrano in piazza San Domenico e, improvvisamente, alla Madonna viene tolto il velo nero che le copre il capo per far posto a un drappo azzurro.</p>
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		<title>Locri</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 13:22:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Centro culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Centro religioso]]></category>
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		<category><![CDATA[Parco archeologico di Locri Epizeferi]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Reggio Calabria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Locri: centro culturale e religioso del territorio della Locride</h1>
<h2>I confini</h2>
<p><strong>Locri</strong>, e’ una cittadina di quasi 13.000 abitanti e confina con le città di Siderno, Gerace , Antonimina e Portigliola. Gli abitanti, vengono chiamati Locresi.</p>
<h2>Le origini</h2>
<p>Anch’essa ha delle origini molto antiche, a testimonianza della quali, le diverse chiese della citta’ che sono di gran lunga meta ambita da tanti turisti. E’ un centro di grande interesse grazie ad una presenza amministrativa possente all’interno della citta’ stessa. (Tribunale, Ospedale, Sede Vescovile,Archivio di Stato, ecc).</p>
<h2>Il terreno fertile</h2>
<p>Gode di un terreno fecondo e molto fertile , la cui migliore attivita’ agricola e l’olivocoltura. E’ situata in una posizione lungimirante per i trasporti, i quali avvengono attraverso la SS 106, che collega tutti i paese della zona Jonica della Calabria e con la SS 111, superstrada che congiunge i due versanti della penisola calabrese.</p>
<p>Oltre ad essere ricca di terra fertile, <strong>Locri</strong>, sembra come una venere sdraiata lungo la costa del suo mare che si estende per kilometri. Vanta ancora delle sue sorgenti termo-minerali, che hanno forti poteri curativi e ancora grande attrazione storico-culturale e ‘ data dalle vestigia archeologiche greco-romane.</p>
<h2>Da visitare</h2>
<p>&#8211; <strong>Parco archeologico di <em>Locri Epizeferi</em></strong>, di cui sono visibili le mura che perimetrano la vecchia citta’ per circa 7,5 kilometri; &#8211; rione “Centocamere”;</p>
<p>&#8211; il tempio Jonico di Marasa’ e le torridi avvistamento;</p>
<p>&#8211; il teatro greco-romano;</p>
<p>&#8211; Museo Nazionale.</p>
<h2>Eventi</h2>
<p>Tra le manifestazioni piu’ antiche e importanti, il premio nazionale  di Poesia <em>“Giugno Locrese”;</em></p>
<p>&#8211; la  rassegna di teatro, che si svolge nella parte archeologica di <em>“Locri Antica”.</em></p>
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		<title>Mirco Pio Coniglio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 12:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Bivongi]]></category>
		<category><![CDATA[Gioiosa Jonica]]></category>
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		<category><![CDATA[Squillace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - emergenti </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Mirco Pio Coniglio: da Vibo a Io Canto</h1>
<p>Dodici anni, una voce che penetra l’anima e una buona dose di allegria. Si chiama Mirco Pio Coniglio ed è originario di Bivongi, il giovane talento che ha conquistato il pubblico e lo staff di “Io canto”, il talent show per piccoli prodigi in onda in prima serata sabato su Canale 5. Semplicemente con la sua voce e una solarità tipica del Sud, Mirco è riuscito in ogni esibizione a donare alla giuria e al pubblico il calore e la passione dei Calabresi sfoderando un talento innato apprezzato anche dalla critica. La potenza vocale e un timbro unico per la giovane età, ci lascerà ancora una volta esterrefatti ma soprattutto, ci regalerà quella magia e quella purezza che solo i bimbi riescono a donare agli adulti. Mirco si è fatto amare sin da subito al talent show con una straordinaria interpretazione di “Perdere l’amore”, canzone di Massimo Ranieri ì vincitrice del festival di Sanremo del 1988, che ha riscosso notevoli apprezzamenti tra i giurati. Il piccolo cantante di Bivongi, che studia tra Catanzaro e Gioiosa Jonica, con i maestri Anna Laura Badolato e Vincenzo Nizzardo, in ogni sua esibizione è riuscito a regalare forti emozioni e a coinvolgere il pubblico. Nonostante la giovanissima età, Mirco Pio ha un curriculum invidiabile: a sei anni partecipa al concorso “Bimbo Show condotto da Paolo Marra di Video Calabria classificandosi al quinto posto; nel 2007 si piazza al secondo al I° Festival Canoro di Musica e Canto dei ragazzi di Stilo e primo nella categoria interpreti ed ancora, sempre lo stesso anno,  conquista il primo posto nella kermesse di San Lucido. Nel 2008 ancora un secondo posto a Stilo e a Montepaone e terzo posto al “Bimbo Show di Pizzo. Nel 2009, ha intensificato le sue partecipazioni canore: primo posto a Stilo, secondo a Squillace, quinto posto a Livorno al “Golden Disc” dove partecipa anche come paroliere con la sua canzone “Addio” musicata dal Maestro Antonio Andrea Gallelli e conquista l’ottava posizione su 80 concorrenti quasi tutti adulti. Ma il percorso di Mirco non è ancora completato: si distingue alla kermesse “Microfono d’Oro” a Laureana di Borrello dove vince il primo premio, secondo “Una voce per lo Jonio” a Davoli ed infine al Politeama di Catanzaro nel concorso “Adesso Insegno Io” si appropria del primo posto. Ora però il piccolo Mirco ha un’altra sfida da superare, quella di sabato 4 dicembre, giorno in cui si disputerà la semi finale, la penultima puntata della seconda edizione di “Io Canto” . Mirco rappresenta l’immagine pulita e bella di una Calabria che è madre di tanti talenti che mettono in mostra con molta umiltà le loro capacità ma soprattutto, cercano di far uscire fuori le bellezze di un territorio troppo poco conosciuto, come la Locride. In questi mesi, Mirco è stato messo a dura prova, ha affrontato parecchie difficoltà, tiene duro di settimana in settimana, si fortifica, cresce e vince.</p>
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		<title>Olio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 14:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Olio, il protagonista della dieta mediterranea e della gastronomia In Calabria la presenza dell&#8217;ulivo è documentata almeno sin dal tempo dei greci (VIII/VII sec. a.C.) ma si deve ai Romani , con l&#8217;introduzione di importanti innovazioni e il perfezionamento delle tecniche olearie , l&#8217;enorme sviluppo e la diffusione di questa coltura antichissima. Alberi sempreverdi e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Olio, il protagonista della dieta mediterranea e della gastronomia</h1>
<p>In Calabria la presenza dell&#8217;ulivo è documentata almeno sin dal tempo dei greci (VIII/VII sec. a.C.) ma si deve ai Romani , con l&#8217;introduzione di importanti innovazioni e il perfezionamento delle tecniche olearie , l&#8217;enorme sviluppo e la diffusione di questa coltura antichissima. Alberi sempreverdi e molto longevi, col loro verde argento straordinario, gli olivi sono oggi parte inconfondibile del nostro paesaggio agrario. Gli impianti arborei, veri e propri monumenti della natura , si adattano a terreni anche impervi, con coltivazioni a terrazzamento per le forti pendenze. La raccolta, che inizia ad ottobre-novembre, prima della semina del grano, può avvenire con mezzi meccanici, per brucatura o per caduta spontanea sulle reti. In Calabria nella quale sono presenti 3 DOP <em>(&#8221; Bruzio &#8220;, &#8220;Lametia&#8221; , &#8220;Alto Crotonese&#8221; ),</em> si producono  circa 10 milioni di quintali di olive e 2 milioni di quintali di <strong>Olio</strong>; le aree maggiormente vocate sono quelle del Cosentino , del Lametino e del Reggino ( in particolare la Piana di Gioia Tauro e la Locride). Nell&#8217;areale cosentino, tra le cultivar autoctone piu&#8217; diffuse, la Carolea, la Coratina, la Tondina e l&#8217;Ottobratica; e, nel centro di Santa Sofia d&#8217;Epiro, introdotta con le migrazioni arbereshe del XV sec., anche la cultivar &#8220;Ulliri Gjateshor&#8221; (denominata comunemente &#8220;Ghiacciora&#8221;), che oggi si sta cercando di preservare e di valorizzare con la <strong>De.Co</strong>.(<em>Denominazione Comunale</em>). La Piana di Gioia Tauro (ca. 33.000 gli ettari olivetati) si caratterizza per la presenza di &#8220;giganti&#8221; secolari, che superano i 20 metri. Anche qui numerose varietà, l&#8217;Ottobratica, la Sinopolese, la Roggianella, il Leccino. Nella Locride, invece, dove le piante vengono coltivate con haditus vegetativo basso , si ottiene <strong>Olio</strong> di elevata qualità da cultivar come la Geracese (o Grossa di Gerace) e la Nocellara. Componente fondamentale della dieta mediterranea e protagonista indiscusso della gastronomia, utilizzato sia con cibi cotti che crudi, <strong>l&#8217;Olio</strong> si esalta anche con una fetta di pane caldo e fragrante, appena uscito dal forno a legna.</p>
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		<title>Fico dottato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 13:35:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[PRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[cibo povero]]></category>
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		<category><![CDATA[Fico essiccato]]></category>
		<category><![CDATA[Fico fresco]]></category>
		<category><![CDATA[Ficus carica sattiva]]></category>
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		<category><![CDATA[Locride]]></category>
		<category><![CDATA[Mantonico passito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>pregiata cultivar in Italia </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Fico dottato: la cultivar per eccellenza</h1>
<p>I <strong>Fichi dottati</strong> sono tra le più pregiate cultivar in Italia dell&#8217;albero di Fico (Ficus carica sattiva), hanno un sapore particolare: infatti l&#8217;hinterland cosentino rappresenta l&#8217;habitat ideale per la coltivazione di questa pianta, da sempre legata alla tradizione agricola e gastronomica calabrese.<br />
Il <strong>Fico</strong> fresco o essiccato, è stato da sempre un cibo &#8220;povero&#8221; e tipicamente contadino: mangiato col pane faceva da companatico e se il pane non c&#8217;era, lo sostituiva. Questo frutto (che oggi,una filiera di centotrenta produttori e trasformatori tenta di proteggere e valorizzare) si raccoglie a mano, da giugno ad ottobre: maturo, dal sapore mieloso, di pezzatura medio-piccola, buccia chiara, polpa morbida e semi minuscoli, essiccato, e con sapiente lavorazione artigianale, per secoli ha rappresentato una  delle provviste più gradite e meglio conservate.<br />
L&#8217;essiccazione, che fino a pochi decenni fa si faceva al sole, su rudimentali stuoie di canne, oggi avviene in appositi forni; ma, dalla trasformazione, ancora tante prelibatezze: crocette, trecce, coroncine, palloni, confettura. Squisite sempre, ma ancor più, se gustate con un Mantonico passito della Locride.</p>
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		<title>Clementine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 13:54:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[clementine]]></category>
		<category><![CDATA[clementine di Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[Locride]]></category>
		<category><![CDATA[marchio IGP]]></category>
		<category><![CDATA[prodotto tipico calabrese]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prodotti</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Clementine: prodotto tipico calabrese a marchio IGP</h1>
<p>Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le <strong>clementine </strong>provengono forse dall&#8217;Algeria (secondo un&#8217;ipotesi più accreditata, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Clément Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute). Coltivate in Italia dagli anni &#8217;30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria, dove si producono nel Cosentino, sopratutto nella Piana di Sibari, in alcune aree del Lametino e in provincia di Reggio Calabria, nella Piana di Rosarno e nella Locride. Prodotto tipico Calabrese a marchio <strong>IGP</strong>, esse vengono controllate e garantite dal Consorzio per la tutela della <strong>I.G.P.</strong> &#8220;Clementine di Calabria&#8221;. Raccolte da ottobre a febbraio, a seconda delle varietà (<em>Comune, Spinoso, SRA, Corsica, Hernandina</em>, <em>Rubino, Caffin</em>,etc.), sono pressochè apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l&#8217;epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori.</p>
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