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	<title>Crotone &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<description>La rete del Made in Calabria</description>
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	<title>Crotone &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Elio incanta il Teatro Garden di Rende con “Quando un Musicista Ride”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 10:29:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Premi e spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Elio]]></category>
		<category><![CDATA[Elio e le storie Tese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elio, noto per la sua carriera con Elio e le Storie Tese, ha portato sul palco un mix di musica e comicità, accompagnato da una band di giovani talenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora un successo per la rassegna <a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/taurianova-legge-la-fiera/">teatrale</a> “Prima Fila” grazie allo spettacolo “Quando un Musicista Ride” di Elio, andato in scena al Teatro Garden di Rende. Il numeroso pubblico ha potuto così assistere ad una performance unica e coinvolgente da parte di un artista poliedrico.</p>
<h3>Elio e le Storie Tese</h3>
<p>Elio, noto per la sua carriera con Elio e le Storie Tese, ha portato sul palco un mix di musica e comicità, accompagnato da una band di giovani talenti. Lo spettacolo ha messo in mostra la capacità di Elio di giocare con la musica e le parole creando un’atmosfera magica con il pubblico, che ha potuto ridere e riflettere allo stesso tempo.</p>
<p>Durante la serata, Elio ha eseguito brani celebri di grandi artisti, reinterpretandoli con arrangiamenti inediti e sorprendenti. Molte canzoni, poi, sono state introdotte da aneddoti e battute che hanno svelato il lato più ironico dell’artista.</p>
<p>La sua performance ha messo in luce non solo il suo talento musicale, ma anche la sua sensibilità verso temi di attualità e il suo impegno nel promuovere valori positivi attraverso la musica.</p>
<p>“Quando abbiamo scritto lo spettacolo – ha detto Elio – l’intenzione è stata quella di raccontare tutto il mondo comico degli anni ‘70 dell’area del derby club a Milano. Non solo derby, ma al centro di questo cerchio immaginario c’è proprio il derby perché volevo proprio far risaltare questa differenza enorme che c’è fra la libertà creativa di quegli anni con questo amore per l’assurdo e per il surreale, che a me piace tanto, e quello che, invece, sta accadendo ora. Dopo tanti anni, invece di andare avanti dal punto di vista della creatività e della libertà creativa, abbiamo fatto tantissimi passi indietro e questo spettacolo penso che lo metta molto bene in luce”.</p>
<p>La rassegna “Prima Fila”, giunta alla sua XXII edizione, continua a portare sul palco spettacoli di alta qualità, confermandosi come un appuntamento imperdibile per gli amanti del teatro e della musica. I due prossimi spettacoli sono in programma venerdì 20 dicembre alle ore 21 al Teatro Sybaris di Castrovillari con lo spettacolo “Via del Popolo” di e con Saverio La Ruina e sabato 21, sempre alle ore 21, al Teatro Apollo di Crotone con i Gemelli di Guidonia.</p>
<p>Scopri altre eccellenze nel sito <a href="http://www.eccellenzeitaliane.eu" target="_blank" rel="noopener">www.eccellenzeitaliane.eu</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La nuova era di Abramo CC: intervista ad Angelo Strazzella</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/abramo-cc-intervista-angelo-strazzella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2024 13:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Strazzella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri come la Enosi Holding e Steel Telecom stanno rilanciando Abramo CC, garantendo stabilità e nuove opportunità lavorative a Crotone.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Angelo Strazzella</strong>, presidente della <a href="https://www.enosi.it/" target="_blank" rel="noopener">Enosi Holding</a>, ha annunciato che la nuova proprietà della <strong>Abramo CC non si limiterà ad occupare solo 229 dipendenti. La Enosi Holding, insieme alla Steel Telecom, ha acquisito il ramo d&#8217;azienda dell&#8217;Abramo CC relativo alla commessa Tim Business, che scade il 30 giugno.</strong> Il passaggio di consegne avverrà il prima possibile, compatibilmente con le procedure previste dalla normativa.</p>
<h3>La visione di Enosi Holding</h3>
<p>Angelo Strazzella ha fondato il Gruppo Enosi nel 2013, un nome che significa &#8220;Unione&#8221;. L&#8217;obiettivo principale della holding è <strong>rilanciare le aziende in crisi.</strong> &#8220;Enosi è una holding che cerca di rilanciare le aziende in crisi,&#8221; ha spiegato Strazzella in un&#8217;intervista a il <a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/crotone/">Crotonese</a>. &#8220;Abbiamo iniziato un percorso di acquisizione di un ramo della Abramo CC insieme a un operatore specializzato nel settore come Steel Telecom.&#8221;</p>
<p>Attualmente, Abramo CC impiega 347 persone. Tuttavia, la nuova proprietà <strong>si è impegnata ad assumere 229 tra dipendenti e collaboratori.</strong> &#8220;Nell’auspicio che il rapporto con Tim possa proficuamente proseguire,&#8221; ha precisato Strazzella, &#8220;ne potrebbero essere trasferiti in numero maggiore rispetto alla proposta.&#8221;</p>
<h3>Stabilità e Futuro</h3>
<p>Sul futuro dei dipendenti, Strazzella ha dichiarato che i lavoratori del ramo di azienda aggiudicato resteranno in sede a Crotone, in Calabria. &#8220;Anche gli eventuali ulteriori dipendenti che dovessero essere assunti resteranno in sede,&#8221; ha aggiunto. &#8220;Stiamo dando prova di serietà ed affidabilità e ci faremo parte diligente per cercare di estendere il numero di occupati.&#8221;</p>
<p><strong>L’obiettivo della Enosi Holding è rendere l’azienda produttiva sul medio e lungo periodo. &#8220;È un’operazione industriale di lungo periodo, perché investiamo capitali nostri e riteniamo di poter rilanciare Abramo CC,&#8221; ha concluso Strazzella.</strong></p>
<h3>Un passo importante per Crotone</h3>
<p>Questa acquisizione rappresenta un passo significativo per l&#8217;economia locale di Crotone e per i dipendenti della Abramo CC. La promessa di <strong>stabilità lavorativa e la possibilità di crescita futura</strong> sono segnali positivi per la comunità.</p>
<h3>Una strategia di rilancio</h3>
<p>La strategia della Enosi Holding si basa su una visione di lungo termine, puntando sulla <strong>stabilità</strong> e la <strong>crescita</strong>. L&#8217;acquisizione del ramo d&#8217;azienda dell&#8217;Abramo CC è solo l&#8217;inizio di un processo che mira a rendere l’azienda più competitiva e sostenibile nel tempo.</p>
<p><strong>Investire in un’azienda in crisi richiede coraggio e visione. La fiducia che la Enosi Holding sta mostrando nei confronti di Abramo CC è un segnale di speranza per i lavoratori e per la comunità. L&#8217;impegno a mantenere e possibilmente aumentare i posti di lavoro è un elemento fondamentale per il successo di questa operazione.</strong></p>
<p>L&#8217;acquisizione del ramo d&#8217;azienda dell&#8217;Abramo CC da parte di Enosi Holding e Steel Telecom segna <strong>l&#8217;inizio di una nuova era per l&#8217;azienda</strong>. Con una strategia di rilancio a lungo termine, un impegno concreto verso i dipendenti e una visione chiara per il futuro, Angelo Strazzella e il suo team sono pronti a trasformare Abramo CC in un&#8217;azienda produttiva e competitiva.</p>
<p>Fonte dell&#8217;articolo <a title="www.ilcrotonese.it" href="https://www.ilcrotonese.it/2024/06/07/abramo-cc-venduta-parla-il-nuovo-proprietario-investimento-sul-lungo-periodo/1703360/" target="_blank" rel="noopener">www.ilcrotonese.it</a>.</p>
<h3></h3>
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		<title>Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/il-santuario-della-dea-hera-a-vigna-nuova-di-crotone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 12:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cavalleria]]></category>
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		<category><![CDATA[Equipaggiamento equino]]></category>
		<category><![CDATA[santuario della dea Hera a Vigna Nuova]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone Museo Archeologico Nazionale di Crotone, Martedì 3 marzo 2020 – Ore 17.00 &#160; Martedì 3 marzo 2020, alle ore 17.00, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone, diretto dal dottor Gregorio Aversa, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, nell’ambito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone</h1>
<h2>Museo Archeologico Nazionale di Crotone, Martedì 3 marzo 2020 – Ore 17.00</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Martedì 3 marzo 2020, alle ore 17.00, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Crotone</strong>, diretto dal dottor <strong>Gregorio Aversa</strong>, afferente al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa <strong>Antonella Cucciniello</strong>, nell’ambito della mostra <strong><em>Il cavallo, compagno di viaggio. Equipaggiamento equino e arte della cavalleria presso gli antichi greci</em></strong>, si terrà una conversazione sul <strong><em>tema </em></strong><strong><em>Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone.</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/?attachment_id=20869"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-20869" src="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2020/02/Il-santuario-della-dea-Hera-a-Vigna-Nuova-di-Crotone-locandina-693x1024.jpg" alt="Il santuario della dea Hera a Vigna Nuova di Crotone- Locandina" width="250" height="430" /></a></em></strong>Verrà tenuta dal dottor <strong>Roberto Spadea</strong>, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Crotone.</p>
<p>Sebbene poco noto, il <strong>santuario di Vigna Nuova risale ad età greca ed era dedicato al culto della principale divinità degli Achei, Hera</strong>. Da qui proviene la museruola in bronzo esposta lo scorso dicembre nel Museo archeologico nazionale di Crotone che l’ha ricevuta in consegna dal Comando del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dopo un rocambolesco recupero. Del santuario di Vigna Nuova, dell’eccezionale contesto e dei suoi rinvenimenti parlerà, assieme al Direttore del Museo Gregorio Aversa, il dott. Roberto Spadea che negli anni &#8217;90 effettuò una campagna di indagine a Vigna Nuova ed ebbe l&#8217;opportunità di discutere dell’eccezionale reperto (che ha recentemente arricchito il museo archeologico nazionale di Crotone) con la grande archeologa francese Juliette de La Géniere, allora professore ordinario presso l&#8217;Università di Lille.</p>
<p>Sarà un modo interessante per sentire dalla viva voce di uno dei protagonisti, quanto sia importante preservare e indagare con scrupolo e sistematicità contesti di assoluta rilevanza  quali appunto il santuario greco di Vigna Nuova, uno dei principali della grecità d&#8217;Occidente.</p>
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		<title>Una medaglia commemorativa per la Madonna di Capocolonna</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 12:34:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;orafo Michele Affidato realizza una medaglia commemorativa per la Madonna di Capocolonna &#160; Quest’anno ricorre un evento storico nella città di Crotone, il quinto centenario del ritrovamento della tela della B.V. Maria di Capocolonna, Patrona e simbolo della città che ricade anche nel settennale tanto atteso dalla comunità crotonese. Per tale evento il maestro orafo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>L&#8217;orafo Michele Affidato realizza una medaglia commemorativa per la Madonna di Capocolonna</h1>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_20504" aria-describedby="caption-attachment-20504" style="width: 255px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-20504" src="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-880x1024.jpg" alt="" width="255" height="297" srcset="https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-880x1024.jpg 880w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-258x300.jpg 258w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-768x894.jpg 768w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-361x420.jpg 361w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-300x350.jpg 300w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-640x745.jpg 640w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA-681x793.jpg 681w, https://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2019/04/TELA-MADONNA-CAPOCOLONNA.jpg 1000w" sizes="(max-width: 255px) 100vw, 255px" /></a><figcaption id="caption-attachment-20504" class="wp-caption-text">La Tela della Madonna di Capocolonna</figcaption></figure>
<p><strong>Quest’anno ricorre un evento storico</strong> <strong>nella città di Crotone</strong>, <strong>il quinto centenario del ritrovamento della tela</strong> della B.V. <strong>Maria di Capocolonna, Patrona e simbolo della città</strong> che ricade anche nel settennale tanto atteso dalla comunità crotonese. <strong>Per tale evento</strong> il maestro orafo <strong>Michele Affidato</strong>  <strong>ha pensato alla creazione di una medaglia commemorativa che celebri questo momento storico</strong>, <strong>un omaggio</strong> al culto e alla venerazione <strong>verso la Vergine Maria di Capocolonna</strong>. Con la medaglia commemorativa, realizzata in argento 925° fronte-retro a rilievo, <strong> Affidato ha inteso  raffigurare la tradizione secolare del pellegrinaggio</strong>, segno di fedeltà e devozione <strong>del popolo crotonese</strong>, <strong>che da secoli si reca sul promontorio di Capocolonna all’antico Santuario dove sino al 1 Giugno del 1519 l’icona della Madonna era custodita</strong>. La Colonna a rilievo,  oggi, unica rimasta delle quarantotto che sorreggevano il tetto del grandioso tempio dedicato ad Hera Lacinia, vuole indicare che la Madonna insieme al suo Figlio, è l’unica Colonna che sorregge il mondo. La raffigurazione della Stella: la Stella del mattino illumina il viandante dal buio verso la luce, mentre la barca (la nave di Pietro) raffigura la Chiesa che solca il mare dell’umanità guardando a Maria, sospinta dal vento dello Spirito Santo. <strong>La medaglia</strong> inserita in un apposito astuccio, <strong>sarà corredata da un opuscolo che racconta per cenni la storia della Madonna di Capocolonna</strong> a cura di Don Bernardino Mongelluzzi Rettore del Santuario di Capocolonna. <strong>Michele Affidato ha da sempre una grande venerazione verso la Madonna di Capocolonna</strong>, negli anni ha avuto modo di servirla con le sue cure artistiche, e da diversi anni è anche membro del Comitato organizzatore delle festività mariane. Ma diversi saranno gli impegni che vedranno partecipe il maestro Affidato nella realizzazione di varie opere di arte sacra che resteranno a ricordo del cinquecentesimo anniversario. <em>“La Madonna di Capocolonna è la Madre di tutti noi crotonesi &#8211; </em>commenta Michele Affidato<em> &#8211; tante tradizioni con il tempo si affievoliscono sempre di più, ma questa per noi non è una semplice tradizione. E’ il momento in cui la comunità si unisce nella venerazione della propria Mamma, si sente popolo davvero e rivive da secoli le stesse emozioni. Dall’uscita del Quadro dalla Basilica al pellegrinaggio, nel corso del quale rivolgendosi a Lei, i crotonesi affidano alla Madonna le proprie preghiere e le loro speranze per poi accompagnarla fino al suo rientro”</em>.</p>
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		<title>Al museo Pitagora la premiazione di Simonetta Agnello Hornby</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 16:06:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al museo Pitagora di Crotone la premiazione di Simonetta Agnello Hornby mercoledì 21 Febbraio Presso il Museo Pitagora di Crotone, domani mercoledì 21 febbraio 2018, ore 18:00, Simonetta Agnello Hornby, scrittrice di fama internazionale torna in città per visitare la mostra &#8220;Dario Fo: dal disegno alla scena&#8220;, in esposizione fino al 18 marzo presso la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.eccellenzecalabresi.it/al-museo-pitagora-la-premiazione-di-simonetta-agnello-hornby/">Al museo Pitagora la premiazione di Simonetta Agnello Hornby</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.eccellenzecalabresi.it">Eccellenze Calabresi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><span class="Apple-style-span">Al museo Pitagora di Crotone la premiazione di Simonetta Agnello Hornby mercoledì 21 Febbraio</span></h1>
<p><strong><span class="Apple-style-span">Presso il Museo Pitagora di Crotone, domani mercoledì 21 febbraio 2018, ore 18:00, Simonetta Agnello Hornby</span></strong>, scrittrice di fama internazionale torna in città per visitare la mostra &#8220;<strong>Dario Fo: dal disegno alla scena</strong>&#8220;, in esposizione fino al 18 marzo presso la struttura museale pitagorica.</p>
<p>Il Consorzio Jobel premierà l’autrice, impegnata nella difesa delle pari opportunità e dei diritti dei diversamente abili, con il <strong>Pitagora d&#8217;argento</strong> realizzato da <strong><a href="http://www.eccellenzecalabresi.it/michele-affidato/"><span class="Apple-style-span">Michele Affidato</span></a></strong>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.eccellenzecalabresi.it/al-museo-pitagora-la-premiazione-di-simonetta-agnello-hornby/">Al museo Pitagora la premiazione di Simonetta Agnello Hornby</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.eccellenzecalabresi.it">Eccellenze Calabresi</a>.</p>
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		<title>Cirò</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 13:16:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Kr</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cirò: la città del vino</h1>
<p><strong>Cirò</strong> è un comune di 3.342 abitanti della provincia di Crotone.</p>
<h2>La storia</h2>
<p>Alcuni ritrovamenti di armi e manufatti fanno risalire la storia millenaria di Cirò all&#8217;eta del Bronzo ma è sicuramente con l&#8217;arrivo di coloni greci che venne fondata la città di Krimisa (Crimisa o Crimissa) e che colonizzarono l&#8217;area compresa tra Sibari e Crotone.</p>
<p>La posizione territoriale precisa della città di Krimisa è oggi oggetto di discussione e tesi differenti tra archeologi e storici: c&#8217;è chi individua l&#8217;area costiera dell&#8217;attuale Cirò Marina come probabile sede dell&#8217;antica Krimisa o l&#8217;area collinare che domina il litorale ionico dell&#8217;attuale Cirò. L&#8217;idea più condivisa individua l&#8217;area nella zona di Punta Alice. Secondo il mito, Cirò sarebbe stata fondata da Filottete e chiamata Chone; il geografo greco Strabone pone la città di Chone (Ypsicron) in posizione più elevata rispetto a Krimisa. Questo indizio avvalora l&#8217;idea che colloca Krimisa nella zona di Punta Alice. La Città conobbe un fiorente periodo e vennero eretti alcuni templi per il culto in varie zone del territorio; quello dedicato ad Apollo Aleo è il più famoso grazie ai pochi ma inequivocabili rinvenimenti di alcuni capitelli e vari elementi architettonici ad opera dell&#8217;archeologo Paolo Orsi. Oggi infatti molte aree e zone presentano nomi locali che richiamano all&#8217;antichità ellenica nel dialetto locale degli abitanti: Santa Venere ne è un esempio molto esaustivo. Probabilmente è molto legato il passaggio dalla costa alle colline tra l&#8217;VIII e il X secolo a.C. per ragioni politici e militari di sicurezza a difesa dalle incursioni ad opera di popolazioni come i Saraceni. Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e dei Cartaginesi e distrutta diverse volte durante la guerra Gotico-Bizantina.</p>
<p>Krimisa fu probabilmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un&#8217;ottima posizione strategica e contribuirono a popolare la città di Chone, l&#8217;attuale Cirò.</p>
<h2>Personaggi illustri</h2>
<p>Tra i personaggi illustri si ricorda <strong>Luigi Lilio </strong>(o Giglio, in latino Aloysius Lilius; Cirò, intorno al 1510 – forse a Roma, verso il 1576). Ideatore assieme al fratello Antonio della riforma del calendario gregoriano. Vedi anche personaggi_Storici.A seguire si ricorda <strong> Gian Teseo Casoppero</strong> (15xx): scrittore, latinista, filosofo, autore di opere tra il 1527 ed il 1535, ispiratore di Luigi e Antonio Lilio. E poi ancora <strong>Elia Astorini , </strong>intellettuale di fama europea, frate carmelitano, medico. Aderì in Svizzera alla riforma protestante; insegnò filosofia e fu vice prefetto dell&#8217;Università di Marburgo. <strong>Giovan Francesco Pugliese,</strong> giurista, scrittore, autore di &#8220;Descrizione e istorica narrazione di Cirò&#8221;, testo di rilievo per la dettagliata descrizione socio-economica della realtà di un comune del sud Italia nel IXX secolo.  <strong>Domenico Siciliani ,  </strong>generale di corpo d&#8217;Armata, Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Esercito Regio, Governatore della Cirenaica. Autore materiale del Bollettino della Vittoria della I guerra mondiale, firmato dal generale Armando Diaz (&#8230;&#8221;I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza&#8221;.). <strong>Luigi Siciliani ,   </strong>poeta e scrittore. Fratello del generale Domenico Siciliani. Potrebbe essere l&#8217;ispiratore del Bollettino della Vittoria della guerra contro l&#8217;Austria del &#8217;15-&#8217;18, firmato dal generale Armando Diaz.  <strong>Vittorio Pugliese,  </strong>politico, parlamentare, più volte Segretario di Stato e principale esponente della Democrazia Cristiana in Calabria tra il dopoguerra e gli anni sessanta, fu relatore della Legge di riforma agraria (c.d. Legge Gullo). <strong>Stefano Pugliese,  </strong>medaglia d&#8217;oro al valor militare per l&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore San Giorgio a Tobruk. Ammiraglio di squadra navale con incarichi speciali, comandante in capo della flotta NATO del Mediterraneo centrale. <strong>Ilio Adorisio</strong>  ingegnere, filosofo, organizzatore industriale, economista, drammaturgo, ordinario di Economia dei trasporti e di Economia matematica nelle università di Cagliari, L&#8217;Aquila e Roma, consulente della Banca Mondiale e di svariati governi per la pianificazione dei trasporti.</p>
<h2>Da vedere</h2>
<p>IL CASTELLO CARAFA</p>
<p>La città si avvolge attorno a un manufatto mili­tare, il castello dei Carafa (oggi di proprietà pri­vata), che ne condiziona l&#8217;assetto abitativo. Fu quasi certamente fatto costruire dai suddetti feudatari, spinti sia da esigenze di difesa verso assalti nemici, sia dalla volontà di controllare gli abitanti della cittadina. Il castello ha una forma trapezoidale, i cui vertici sono occupati da quattro torri circolari, ed è diviso in tre parti: i sotterranei, che per l&#8217;alone leggendario che li circonda, hanno sempre suscitato curiosità; il piano magazzini con il lastricato del cortile in pietra locale (particolare la stella centrale a nove punte ripetute, in modo concentrico, all&#8217;interno di un cerchio); il piano superiore che comprendeva due appartamenti e altre stanze per la servitù.</p>
<p>PALAZZO ADORISIO</p>
<p>Edificio su tre livelli in via S. Giuseppe. Il portale con arco a tutto sesto è provvisto di lucer­nario.</p>
<p>PALAZZO QUATTROMANI</p>
<p>Si trova in piazza San Giovanni, per anni ha ospitato gli uffici della Pretura. Sulla facciata posteriore, che affaccia su vico San Cataldo, si nota un&#8217;ampia apertura a doppio arco con pilastro centrale.</p>
<p>PALAZZO SICILIANI</p>
<p>Costruito nel 1919 in via Marconi, oggi ospita il liceo scientifico &#8220;Ilio Adorisio&#8221;. Particolare il portale d&#8217;ingresso a doppio arco con piccola rampa di scale e balconcino balaustrato sovrastante. Sulle finestre del piano superiore spicca­no una serie di maschere in pietra. L&#8217;imponente edificio della seconda metà dell&#8217;800 ha la caratteristica di essere stato costruito sopra uno dei torrioni della cinta muraria del borgo. Nel 1950 fu venduto dal conte Umberto Siciliani alle famiglie Arcuri, Conci e De Franco.</p>
<p>PALAZZO SUSANNA</p>
<p>La costruzione si trova in via Lilio ed è caratte­rizzata da un portale ad arco con mascherone apotropaico alla chiave di volta e lucernario in ferro battuto finemente lavorato. In alto si apre un delizioso terrazzino.</p>
<p>PALAZZO TERRANOVA</p>
<p>L&#8217;edificio in via Casoppero fu abitato dalla famiglia Terranova, una delle più illustri del paese, che ne rimase in possesso fino al 1947. Degno di nota è l&#8217;imponente portale d&#8217;ingresso con piedritti modanati su cui poggia un arco a tutto sesto con decoro alla chiave di volta. Bello anche il lucernario a raggiera in ferro battuto.</p>
<p>PALAZZO TETI</p>
<p>L&#8217;antico edificio di via Pugliese pare sia stato abitato nel &#8216;700 dalla famiglia Mauro e nell&#8217;800 da quella dei Cristiani per poi passare, infine, nelle proprietà di Oreste Teti. Degno di nota il portale d&#8217;ingresso ad arco con cancello in ferro battuto.</p>
<p>PALAZZO VERGI (oggi Baffa)</p>
<p>Edificio in via Marconi. Costruito in pietra facciavista, si presenta su due livelli più un corpo rialzato. Il portale è arricchito da un portale ad archi concentrici. In alto un piccolo balcone con mensole in pietra e ringhiera in ferro battuto. Gli angoli sono evidenziati da pietre squadrate.</p>
<p>EX PALAZZO VESCOVILE</p>
<p>Questo edificio era utilizzato in passato come residenza estiva del vescovo di Umbriatico. Si caratterizza per un corpo avanzato nel quale si apre un arco poggiante su colonne modanate che introduce nella corte interna.</p>
<p>PALAZZO PIGNATARI</p>
<p>Si trova lungo via Casoppero ed è noto per il balcone &#8220;della Madonna delle Lacrime&#8221;, così chiamato per via della presenza di un quadro della Vergine che pare abbia lacrimato. La loggia con angioletti e targa centrale è abbellita da colonne monolitiche dotate di semplici capitelli reggenti una copertura in muratura finemente decorata.</p>
<p>PALAZZO VITETTI</p>
<p>In piazza Bandiera. In passato appartenne al marchese Susanna che pare vi abbia ospitato re Ferdinando d&#8217;Aragona.</p>
<p>PALAZZO VITO</p>
<p>È molto particolare questo palazzo che ha ospi­tato in passato vari uffici comunali e scuole. L&#8217;ingresso, più basso rispetto all&#8217;assetto strada­le, si raggiunge per mezzo di una scalinata che scende fino a una piccola corte esterna. Composto da corpi irregolari, ha un portale con arco a tutto sesto sovrastato da due finestre ad arco.</p>
<p>MONUMENTO AI CADUTI</p>
<p>È un monumento composito addossato alla fac­ciata principale della chiesa madre. Circondato da una ringhiera in ferro battuto, è formato da una lapide in bronzo (inaugurata nel 1921) sulla quale sono incisi i nomi dei 96 cirotani caduti nella Prima guerra mondiale e da una lapide in marmo (inaugurata nel 1949) che riporta, inve­ce, i nomi dei 41 soldati morti nella Seconda guerra mondiale e di un caduto della guerra d&#8217;Africa. Tra le due lapidi c&#8217;è lo stemma di Cirò e in alto una statua (ideata da Salvatore Ianni) che raffigura un soldato ferito.</p>
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		<title>Crotone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Capocolonna]]></category>
		<category><![CDATA[costa ionica]]></category>
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		<category><![CDATA[Locri]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Crotone: il quinto comune più popoloso della regione</h1>
<h2><strong>La storia</strong></h2>
<p>Si estende verso il mare su un promontorio della costa ionica, allo sbocco della regione collinare del Marchesato.<br />
La città vanta una storia prestigiosa e molto antica. Fondata da coloni greci intorno al 710 a.C., ben presto divenne un centro florido ed estese il suo dominio lungo la costa calabra, scontrandosi con la potente colonia di Locri, che sconfisse i crotonesi intorno al 560 a.C.<br />
Negli stessi anni delle guerre di espansione, Crotone ospitò il grande filosofo e matematico greco Pitagora, che qui decise di fondare la sua scuola. Pitagora, con la sua autorità ed il suo prestigio influenzò molto la vita culturale della città ed il suo governo e pare che il suo appoggio sia stato determinante nella battaglia di Nike contro <em>Sibari</em>, vinta dai crotonesi.<br />
Dopo anni di splendore culturale ed economico, Crotone fu conquistata dai Siracusani e successivamente dai Romani, perdendo la propria autonomia. Durante il Medioevo rimase un importante centro strategico sia sotto i bizantini che sotto i normanni, che ne rinforzarono le mura ed ampliarono il porto. Nel 1284 divenne feudo dei Conti Ruffo e nel corso del Medioevo e del Rinascimento fu un florido porto commerciale. Ancora oggi, Crotone è il porto calabrese più attrezzato sullo Ionio.</p>
<h2> <strong>Da vedere:</strong></h2>
<p><strong><em> Il Duomo</em></strong>, costruito nel IX sec., è stato profondamente rinnovato nel Cinquecento, utilizzando anche materiale di scarto proveniente dal tempio greco di Hera Lacinia. Al suo interno è conservata una tavola in stile bizantino raffigurante la Madonna nera o Madonna di Capocolonna.</p>
<p><strong><em>Il Palazzo Vescovile</em></strong>, del XVI secolo.</p>
<p><strong><em> La Chiesa di S. Chiara</em></strong>, del ‘700 ma parte di un complesso risalente al ‘400, mostra una interessante facciata con decorazioni a “graffito”.<br />
Il Castello è stato realizzato alla metà del 1500 fortificando i resti di un precedente castello normanno, sul sito dell’antica acropoli greca. L’edificio ospita oggi la Biblioteca comunale e il Museo Civico.</p>
<p><strong><em>Il Museo Archeologico Nazionale</em></strong> accoglie i reperti dell’antica <strong><em>Kroton</em></strong>, recuperati durante le numerose campagne di scavi o donati da collezionisti privati.</p>
<p><em>Pescheria </em>è il quartiere più suggestivo del centro storico, dove si possono trovare i palazzi nobiliari risalenti al ‘400 e al ‘500, le cui facciate austere dominano le strette viuzze.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Isola Capo Rizzuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 16:01:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Isola Capo Rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[Le Castella]]></category>
		<category><![CDATA[Tempio di Hera Lacinia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Crotone </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Isola Capo Rizzuto: una bellezza di rivelazione immediata</h1>
<h2>La storia</h2>
<p>E&#8217; un comune di 14.800 abitanti della provincia di Crotone.</p>
<p>La fondazione della cittadina pare sia stata voluta da una della sorelle di Priamo, Astiochena, che volle un centro abitato presso il promontorio <strong>Capo Rizzuto</strong>, vicino al tempio di Hera. Altri fanno derivare il nome “Insula” dalla esistenza di alcune isole prospicienti i tre promontori “Japigi”, identificati in <em>Capo Rizzuto, Capo Cimiti e Punta Le Castella</em>, così denominati dalla presenza del mitico Japyx, figlio di Dedalo, uno degli artisti più valenti dell’antica Grecia. Infatti, secondo quanto riportano alcune testimonianze letterarie antiche (Erodoto, Strabone, etc), Japyx o Japige fuggì da Creta seguendo il padre in una spedizione in Sicilia; ma durante il ritorno, una violenta tempesta lo fece naufragare presso le coste dell&#8217;odierna Calabria, ed alla località fu dato il nome di <em>“terra Japigia”.</em></p>
<p>Sul promontorio di Capo Piccolo, compreso tra Capo Rizzuto e Le Castella, nel 1977 l&#8217;archeologo Domenico Marino ha scoperto, e successivamente scavato, un insediamento del Bronzo antico 2 e del Bronzo medio 1-2 che ha restituito alcuni frammenti di ceramica minoico-micenea, tra i più antichi rinvenuti nella penisola italiana, testimonianza certa di contatti tra i popoli indigeni enotrio-japygi e il mondo minoico-miceneo. I reperti sono esposti e conservati nel Museo archeologico nazionale di Crotone.</p>
<p>Altri studiosi ancora, fanno derivare il nome di Isola al fatto che “Insula” era il luogo dove chi vi viveva godeva di diritto d’asilo. L’imperatore di Costantinopoli, Leone VI (886-911), elevò Isola di Capo Rizzuto a sede vescovile. La diocesi e quindi la cittadina è indicata nei documenti bizantini con il termine greco <em>“Aesylon”</em> che significa <em>“luogo sacro”,</em> dove l’uomo non può essere perseguitato.</p>
<p>Con la trasformazione della scrittura greca in quella latina il nome divenne Isola. Con decreto regio del 22 gennaio 1863, assunse definitivamente l’attuale denominazione: Isola Di Capo Rizzuto. Molto attiva in ambito turistico, ad Isola di Capo Rizzuto sono presenti diversi campeggi, oltre ad infrastrutture alberghiere</p>
<h2>Principali monumenti</h2>
<p>Nel centro storico vi sono avanzi del complesso fortificato cinquecentesco del Castello Feudale (in via S. Marco), eretto in periodo medievale, ampliato nel 1549, dal feudatario napoletano Giovanni Antonio Ricca; resti di torri quadrilatere angolari speronate; Reliquie delle muraglie della cortina perimetrale con pivellini; &#8221; l&#8217;Orologio&#8221;, la Porta del borgo medievale, sormontata da una torretta dell’orologio posteriore, che divide la zona antica da quella più moderna.</p>
<p>Sulla costa sorge la <em><strong>&#8220;Torre Vecchia&#8221;</strong></em>, una torre cilindrica, con massiccia cordonatura a conci lapidei, eretta nel sec. XVI a guardia costiera contro le incursioni barbariche. La torre era custodita da un caporale e da un milite, che avevano il compito di vigilare giorno e notte e segnalare la presenza di navi sospette con particolari segnali: fumo durante il giorno e falò la notte. L’accesso all’interno della torre avveniva mediante un rustico ponte elevatoio in legno.</p>
<p><em><strong>Il Santuario della Madonna Greca</strong></em>, in località Capo Rizzuto, è dedicato alla Protettrice di Isola di Capo Rizzuto. Semplice e maestoso, è di nuova costruzione: la posa della prima pietra è datata infatti 1991. La superficie del Santuario è di circa 800 m2 e si arricchisce di altri 200 m2 di balconate.</p>
<p>Nella frazione di<em><strong> Le Castella</strong></em>, si trova la celebre fortificazione, di origine cinquecentesca,  protesa su di una piccola penisola sul mare. Fu costruita per contrastare le frequenti invasioni. Importantissime sono le monumentali cave di blocchi e di rocchi di colonna di età greca (VI-III secolo a.C.) sulla Punta Cannone e nell&#8217;area del porto. Da esse sono stati presumibilmente estratti i rocchi delle colonne del Tempio di Hera Lacinia, posto sul Capo Colonna (Crotone).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pecorino di Crotone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:36:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[PRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[formagio]]></category>
		<category><![CDATA[pecorino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pecorino del Poro e le sue caratteristiche Nel Marchesato Crotonese, dove la natura è selvaggia e ricca di pascoli, dal 1500 si produce il Pecorino, formaggio ottenuto da latte intero di pecora della razza Gentile con l’aggiunta di caglio in pasta di capretto. È un formaggio a pasta dura e compatta dal gusto pieno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il Pecorino del Poro e le sue caratteristiche</h1>
<p>Nel Marchesato Crotonese, dove la natura è selvaggia e ricca di pascoli, dal 1500 si produce il<strong> Pecorino, formaggio</strong> ottenuto da latte intero di pecora della razza Gentile con l’aggiunta di caglio in pasta di capretto.</p>
<p>È un formaggio a pasta dura e compatta dal gusto pieno e saporito. Le forme cilindriche presentano i segni del canestro dove sono messe a stagionare dai 4mesi ai 2anni. La crosta è di colore variabile dal giallo carico al marrone scuro col procedere della stagionatura e pasta paglierina, granulosa, friabile dal sapore più piccante nei tipi stagionati. Al naso si sente l’odore di pecora con varie sfumature di fieno, erbe mature di campo e a volte nocciole tostate e sentori di fumo.</p>
<p>E’ consumato sia fresco che grattugiato o per insaporire polpette di melanzane, minestre di verdure e pasta al forno. Si abbina con un Costa Viola e se molto stagionato con un passito come il Mantonico della Locride.</p>
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