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	<title>Nel mondo &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>Nel mondo &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Giuseppe Samà</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 13:56:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giuseppe Samà: la storia dell&#8217;architetto calabrese che brilla in America L’architetto Giuseppe Samà, di origini calabresi, dopo aver conseguito la sua laurea in architettura a Roma e successivamente un master in restauro monumentale, si è trasferito a New York. Giovane, brillante, moderno ma soprattutto elegante, dopo aver maturato con successo 10 anni di attività professionale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Giuseppe Samà: la storia dell&#8217;architetto calabrese che brilla in America</h1>
<p>L’architetto <strong>Giuseppe Samà</strong>, di origini calabresi, dopo aver conseguito la sua laurea in architettura a Roma e successivamente un master in restauro monumentale, si è trasferito a New York.</p>
<p>Giovane, brillante, moderno ma soprattutto elegante, dopo aver maturato con successo 10 anni di attività professionale in Italia, l’architetto italiano ha espresso straordinariamente nelle strade di Manhattan la sua idea di design e di fare architettura. E proprio nel cuore di Manhattan, di fronte la Trump Tower, diventa Associate Architect per questo studio di architettura e interior design. Studio che vanta clienti come <strong>Max Mara, Davide Cenci, Jacob &amp; Co., Tommy Hilfiger solo per citarni alcuni.</strong><br />
E proprio a Manhattan avviene l’incontro tra l’architetto <strong>Giuseppe Samà</strong> e la catena di ristoranti-pizzerie Numero 28.</p>
<p>Numero 28 ormai è diventato un vero e proprio “Must” della qualità italiana nel mondo. Solo a New York ne esistono sei,  e poi a Miami, Austin (Texas), Londra.<br />
Desiderosi di continuare a espandersi in altri paesi del mondo, i fratelli Biamonte hanno deciso di instaurare una stretta collaborazione professionale con l’<strong>architetto Giuseppe Samà. </strong><br />
È a Bergen Street, in Brooklyn, il primo Numero 28 che porta la firma dell’architetto Giuseppe Samà. (<a href="http://www.eccellenzecalabresi.it/giuseppe-sama-larchitetto-calabrese-che-ha-conquistato-brooklyn/">Leggi l&#8217;articolo</a>)<br />
Coniugare bellezza e funzionalità è uno dei must dell’architetto italiano.<br />
La sua passione per i dettagli, per i materiali artigianali, per l’eleganza delle linee rivisti in uno stile contemporaneo-vintage sono ormai diventati un suo marchio di fabbrica e il ristorante-pizzeria Numero 28 di Bergen street, un esempio di come la cura e il confronto dialettico con l’esistente diventano parte integrante del progetto, è diventato un’attrazione per i cosmopoliti abitanti di New York.<br />
Un ristorante e bar di design concepito come uno spazio di ricerca, dove gli interni e la costruzione stessa fanno da cornice a cibo e cocktail, in un equilibrio di creatività differenti.<br />
La fama di architetto di particolare valore apre molte porte a Samà, con una nuova sfida pronta ad attenderlo, progettare un nuovo Numero 28 ad Austin, Texas.<br />
<strong>Un giovane calabrese che fa onore alla nostra terra e al nostro Paese</strong>. Ragazzi che si fanno da soli, al prezzo di grandi sacrifici, lontani da casa e dagli affetti. Ragazzi che meritano il successo che sanno costruire, meritano tutta la nostra ammirazione.</p>
<div class="code-block code-block-3"></div>
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		<title>Marco Carbone</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/marco-carbone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2018 12:54:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Carbone: la biografia del secondo italiano a conquistare l’ambito riconoscimento a Los Angeles Marco Carbone, 41enne di Varapodio, paese dell’area grecanica della provincia di Reggio, laureato in Informatica all’Università di Pisa, si è aggiudicato a Los Angeles il “Most Influential POPL Paper Award 2018”. (Per maggiori info clicca qui) Marco Carbone ha lasciato l’Italia diciassette anni fa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Marco Carbone: la biografia del secondo italiano a conquistare l’ambito riconoscimento a Los Angeles</h1>
<p><strong>Marco Carbone, 41enne di Varapodio</strong>, paese dell’area grecanica della provincia di Reggio, laureato in Informatica all’Università di Pisa, si è aggiudicato a Los Angeles il <strong>“Most Influential POPL Paper Award 2018”. </strong><strong>(Per maggiori info <a href="http://www.eccellenzecalabresi.it/il-calabrese-marco-carbone-si-aggiudica-prestigioso-premio-di-ricerca-informatica/">clicca qui</a>)</strong></p>
<p><strong>Marco Carbone</strong> ha lasciato l’Italia diciassette anni fa approdando infine in Danimarca dove è <strong>Associate Professor/Head of MSc Programme in Software Development presso il Computer Science Department della IT University di Copenhagen</strong>. Come ha raccontato nell’unica intervista rilasciata in Italia dopo l’assegnazione del premio ed appena uscita su <em>Il Sole24Ore, </em>proviene da una famiglia semplice con padre impiegato alle Poste e madre insegnante di Scuola Media, oggi entrambi in pensione. Dopo gli studi al Liceo Scientifico “Francesco Marino Zuco” di Oppido Mamertina e la laurea a Pisa, un’esperienza Erasmus ad Amesterdam è stata determinante – complice anche una fidanzata inglese – per la scelta di costruire il proprio futuro professionale all’estero. Ha quindi fatto domanda, con successo, per entrare in una delle migliori scuole europee di dottorato in informatica teorica (Basic Research in Computer Science) ad Aarhus, seconda maggiore città della Danimarca. Una scelta cui hanno fatto seguito l’incontro con una ragazza danese poi diventata sua moglie e il trasferimento a Londra per un post-doc all’Imperial College e alla Queen Mary, dove <strong>nel 2008 assieme ai colleghi Kohei Honda e Nobuko Yoshida ho scritto il paper che si è ora aggiudicato il premio consegnato negli Stati Uniti</strong>. I dieci anni intercorsi fra la stesura della pubblicazione scientifica e l’assegnazione del premio hanno permesso a Carbone di maturare oltre seicento citazioni e una crescente influenza del suo lavoro sulla comunità scientifica.</p>
<p>Dopo l’esperienza londinese si è presentato il dilemma fra piantare radici in Danimarca o tornare in Italia. Ha prevalso la prima soluzione che lo ha portato ad assicurarsi un posto di docente associato presso la IT University di Copenhagen grazie ad un esaminatore della sua tesi di dottorato ad Aarhus, che nel frattempo si era trasferito ad insegnare in quell’ateneo. Dal 2014 Carbone è infine diventato responsabile dell’intero Master in Computer Science. Un’esperienza che – come emerge dal suo racconto – gli ha permesso di cogliere tutta la peculiarità dell’ambiente universitario danese rispetto a quello italiano: forte interazione e grande confidenza fra docenti e studenti, pur sempre nel pieno rispetto dei ruoli e, soprattutto, una grande fiducia nei giovani, ai quali si affida da subito la giusta responsabilità dopo un percorso di studi che dà prevalenza alla pratica rispetto alla teoria.</p>
<p>Un percorso di successo che non impedisce a<strong> Marco Carbone</strong> di rimpiangere il clima e il cibo italiani, sebbene – ammette – abbia imparato ad apprezzare alcuni piatti danesi. Della Danimarca afferma di stimare soprattutto l’efficienza e il buon senso, praticati con intelligenza, senza rigidità,  ma il calore degli italiani è ciò di cui avverte maggior nostalgia.</p>
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		<title>Matteo e Salvatore Aloe</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/matteo-e-salvatore-aloe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2018 07:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo e Salvatore Aloe: la storia dei due fratelli calabresi Aloe Una storia ed una tenacia incredibile, da veri calabresi Doc quella di Matteo e Salvatore Aloe: due fratelli calabresi inventori delle pizzerie Berberè. Sono gli inventori di Berberè, le pizzerie che da Castelmaggiore a Bologna, da Firenze a Torino, da Milano a Londra, diffondono un’identità precisa, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Matteo e Salvatore Aloe: la storia dei due fratelli calabresi Aloe</h1>
<p>Una storia ed una tenacia incredibile, da veri calabresi Doc quella di <strong>Matteo </strong>e<strong> Salvatore Aloe</strong>: due <strong>fratelli calabresi</strong> inventori delle<strong> pizzerie Berberè</strong>.</p>
<p><a href="http://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2018/01/berbere.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-6038 alignleft" src="http://www.eccellenzecalabresi.it/wp-content/uploads/2018/01/berbere.jpg" alt="" width="488" height="323" /></a>Sono gli inventori di <strong>Berberè</strong>, le pizzerie che da Castelmaggiore a Bologna, da Firenze a Torino, da Milano a Londra, diffondono un’identità precisa, un chiaro progetto imprenditoriale: locali accoglienti; pizza slow con lievito madre; farine alternative; prodotti sostenibili in collaborazione con Alce Nero, noto marchio del biologico italiano; bevande adeguate alla proposta gastronomica, con una buona selezione di birre artigianali e vini bio-dinamici.</p>
<p>Trasferitesi da Maida (Cz) a Bologna per studiare Economia, aprono la <strong>prima pizzeria Berberè</strong> nel 2010 a Castel Maggiore, hinterland di Bologna.</p>
<p>Nel giro di pochi anni si fanno conoscere in tutta Italia, la loro pizza non è napoletana, né tanto meno gourmet.</p>
<p>È un prodotto artigianale, completo e leggero da condividere grazie alla formula cosiddetta “a degustazione”.</p>
<p>Le pizze sono servite tagliate a spicchi ciascuna con un gusto diverso e assaggiate da tutti i commensali che possono così degustare più tipologie nello stesso pasto.</p>
<p>Forno elettrico per scelta, per garantire il massimo controllo della temperatura.</p>
<p>Impasto realizzato con lievito madre e lunghi tempi di lievitazione – almeno 24 ore a temperatura controllata – steso in modo da consentire il formarsi di una crosta sottile e croccante all’esterno e soffice all’interno.</p>
<p>Il loro fatturato nel 2017 è di circa 4 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.eccellenzecalabresi.it/aloe-i-due-fratelli-calabresi-e-il-loro-successo-con-le-pizzerie-berbere/"><strong>Leggi di più</strong></a></p>
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		<title>Roberto Furfaro</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/roberto-furfaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2017 14:36:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Furfaro, un ingegnere aerospaziale italiano, di origini calabresi Si chiama Roberto Furfaro, 47 anni, di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria. Quella di Roberto è la classica storia di fuga di cervelli all’estero. Da studente di Ingegneria Aeronautica alla Sapienza di Roma partecipa ad un convegno scientifico. Incontra l’allora direttore del NASA Space Engineering Research Center e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="chapter">
<h1><strong>Roberto Furfaro, un ingegnere aerospaziale italiano, di origini calabresi</strong></h1>
<p>Si chiama Roberto Furfaro, 47 anni, di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria.</p>
<p>Quella di Roberto è la classica storia di<strong> fuga di cervelli all’estero.</strong> Da studente di Ingegneria Aeronautica alla Sapienza di Roma partecipa ad un convegno scientifico. Incontra l’allora direttore del <em>NASA Space Engineering Research Center</em> e si propone per svolgere un periodo di studi per realizzare la sua tesi.  Da lì una carriera tuttora in salita. Roberto è <strong>a capo del gruppo di ricerca interdisciplinare dell’ateneo statunitense</strong> che sta realizzando e testando le “<em>Mars Greenhouses</em>”, serre idroponiche che, in assenza di gravità, saranno in grado di fornire ortaggi e frutta ai coloni sulla superficie del pianeta rosso.<em>O ggi è professore di Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali e Direttore dello Space Systems Engineering Laboratory dell’Università dell’Arizona.</em></p>
<p>«Amo la mia terra d’origine –afferma Furfaro- genitori ed amici vivono in Calabria. E’ una terra dove si sente un calore ed un affetto che raramente si trovano in altri luoghi».</p>
<div class="crp_related "></div>
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		<title>Giorgio Sardo</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/giorgio-sardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2016 11:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Congresso Nazionale UN.I.CO.]]></category>
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		<category><![CDATA[Microsoft Corporation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- nel mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Giorgio Sardo: Senior Director di Windows</h1>
<p>Il giovane calabrese <strong>Giorgio Sardo</strong>, laureato presso il Politecnico di Torino, oggi è <strong>Senior Director</strong> di W<strong>indows, Windows Phone</strong> e Xbox Evangelism Tecnico e Sviluppo di <strong>Microsoft Corporation</strong>.</p>
<p>Nel video un contributo a Giorgio Sardo da parte del Vicedirettore del Tg1, Gennaro Sangiuliano, durante il <strong><a href="http://commercialista.tv/unico-ii-congresso-nazionale/" target="_blank" rel="noopener">Congresso Nazionale UN.I.CO.</a></strong> svolto il 28 Aprile 2016.</p>
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		<item>
		<title>Frank Bisignano</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/frank-bisignano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 11:58:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Amministratore Delegato]]></category>
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		<category><![CDATA[innovazione tecnologica]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[transazioni elettroniche di pagamento]]></category>
		<category><![CDATA[Western Union Money Transfer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - Nel mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Frank Bisignano: leader mondiale nelle transazioni elettroniche di pagamento.</h1>
<p><strong>Di origini calabresi, e&#8217; Amministratore Delegato e Presidente della First Data Corporation, leader mondiale nelle transazioni elettroniche di pagamento.</strong></p>
<p>E&#8217; un grande esempio per i suoi meriti nella innovazione tecnologica. Il New York Institute of Technology gli ha conferito la laurea honoris cause di dottore in scienze commerciali, come riconoscimento per i suoi successi nel mondo degli affari e per i suoi impegni filantropici. Stiamo parlando di <strong>Frank Bisignano</strong>, di origini calabresi, ora Amministratore Delegato e Presidente della First Data Corporation Leader mondiale nelle transazioni elettroniche di pagamento. First Data è titolare, tra gli altri, del marchio <strong>Western Union Money Transfer</strong>. Nell’ultimo anno, la società ha elaborato quasi 59 miliardi di transazioni elettroniche in tutto il mondo, con un volume pari a 1.800 miliardi di dollari. Frank Bisignano, Grand Marshall nell&#8217;ultima edizione della parata Columbus Day a New York, è stato insignito della Medaglia del Cancelliere della Syracuse University. L’imprenditore sarà a Cosenza Giovedì 28 maggio 2015 per una conferenza stampa nella sala De Cardona della BCC Mediocrati.</p>
<p>Nato e cresciuto a Brooklyn, New York, le sue origini familiari lo riportano direttamente alla città di Bisignano, da dove, ai primi del Novecento, sono emigrati i suoi nonni. La sua visita* in provincia di Cosenza assume un rilievo che va al di là della sfera personale. La BCC Mediocrati, in virtù dei meriti acquisiti in campo tecnologico, economico, finanziario e non ultimo sociale, gli ha attribuito la qualifica di socio onorario. Un riconoscimento prestigioso che viene assegnato per la prima volta nella storia ultrasecolare dell’istituto di credito cosentino.</p>
<h2><strong>Frank Bisignano, il curriculum </strong></h2>
<p>Il 13 ottobre 2014 si è svolta a New York la più grande parata annuale degli italiani nel mondo, denominata Columbus Day. L’edizione 2014 è particolarmente significativa per la comunità calabrese e, in particolare, per il territorio di riferimento della Banca poiché il Grand Marshall, principale rappresentante dell’evento, colui che apre la parata dinanzi a oltre un milione di visitatori, è stato Mr. Frank Bisignano. Presidente e amministratore delegato di First Data Corporation, la più grande società al mondo di elaborazione delle transazioni di pagamento (in qualità di leader riconosciuto a livello mondiale), First Data protegge e processa transazioni di pagamento, sia con bancomat sia con carta di credito, carta-regalo, telefoni cellulari o online. Nel 2013, la società ha elaborato quasi 59 miliardi di transazioni elettroniche in tutto il mondo che rappresentano un volume di transazioni pari a 1.800 miliardi di dollari.</p>
<p>Con sede ad Atlanta, First Data opera in 36 paesi e impiega più di 24.000 persone. Prima di entrare in First Data, Bisignano è stato il Co-Chief Operating Officer di JPMorgan Chase e il CEO di Mortgage Banking presso JP Morgan Chase. Sotto la guida di Bisignano, l&#8217;unità Mortgage Banking ha registrato nel 2012 un utile netto di $ 3,3 miliardi, contro una perdita netta di $ 2,1 miliardi nel 2011. Precedentemente, nel 2005, Bisignano è stato Amministratore Delegato di Citigroup GlobalTransaction Services e membro del Management Committee di Citigroup. Sotto la sua direzione (2002-2005), le entrate della Global Transaction Services sono cresciute da $ 4 miliardi a $ 6 miliardi all&#8217;anno. Bisignano è stato anche il responsabile della funzione amministrativa per la Corporate e Investment Bank del Citigroup, senior vice presidente esecutivo e vice capo di Citigroup tecnologia e operazioni. Ha ricoperto questo incarico durante la crisi 2009/2011 ed è stato l’artefice della creazione ed esecuzione del piano di continuità operativa Citigroup, che ha trasferito 16.000 dipendenti sfollati dalle torri gemelle. Bisignano è stato insignito della Medaglia del Cancelliere della Syracuse University, nel 2010, per i suoi meriti nella innovazione tecnologica. Nello scorso maggio 2014 il New York Institute of Technology gli ha conferito la laurea honoris causae di dottore in scienze commerciali, come riconoscimento per i suoi successi nel mondo degli affari e per i suoi impegni filantropici. Nato e cresciuto a Brooklyn, New York, le sue origini familiari lo riportano direttamente alla città di Bisignano, da dove, ai primi del Novecento, sono emigrati i nonni e suo padre in età prescolare. La BCC Mediocrati, in virtù dei meriti acquisiti in campo tecnologico, economico, finanziario e non ultimo sociale, ha attribuito al dott. Frank Bisignano la qualifica di socio onorario. Un riconoscimento prestigioso che viene assegnato per la prima volta nella storia ultrasecolare dell’istituto di credito cosentino. (fonte: <a href="http://notizie.tiscali.it/regioni/calabria/feeds/15/05/26/t_74_20150526_1459_news_Innovazione-e-Management-Globale-lectio-magistralis-alla-Unical-con-Frank-Bisignano.html?calabria" target="_blank" rel="noopener">Tiscali</a>)</p>
<p><strong><em>*Il 28 Maggio 2015 Frank Bisignano fà visita al suo paese natale in occasione di una lectio magistralis, in suo onore, all&#8217;Unical.</em></strong></p>
<p><strong><em>Durante la Giornata Piero Muscari, fondatore di EccellenzeCalabresi consegna il volume delle Eccellenze. Nelle foto la connsegna del volume e la conferenza.</em></strong></p>
<p>[huge_it_portfolio id=&#8221;16&#8243;]</p>
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		<title>Maurizio Macri</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/maurizio-macri/</link>
		
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 11:49:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- nel mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Maurizio Macri: un calabrese Presidente dell&#8217;Argentina</strong></h1>
<p>24/11/2015 &#8211; <strong>Maurizio Macri</strong>, calabrese di origine e sindaco della capitale argentina Buenos Aires, è il nuovo presidente dell&#8217;Argentina. Il candidato del partito conservatore ha vinto il ballottaggio con il 51% dei voti e si insedierà il 10 dicembre per un mandato di 4 anni. Dal primo ballottaggio della storia dell’Argentina, esce sconfitto Daniel Scioli, il candidato peronista e del governo uscente di Cristina Kirchner, che con il 96% delle schede scrutinate si era fermato al 48% delle preferenze.</p>
<p>Di origine calabrese, il padre è di Polistena, nel reggino, il nuovo presidente dell&#8217;Argentina, 56 anni, è laureato in ingegneria all&#8217;Università cattolica argentina. Cresciuto nel &#8216;<em>Barrio Parque&#8217;</em>, il più esclusivo quartiere della capitale, il padre era imprenditore nelle costruzioni diventato miliardario. Sequestrato nel 1991, fu infilato in una bara dentro un furgone. Fu tenuto nascosto per dodici giorni, fino al pagamento di un riscatto di sei milioni di dollari.E&#8217; stato presidente del Boca Juniors dal 1995 al 2008 e poi, per due mandati, sindaco di Buenos Aires.</p>
<p>&#8220;<em>Oggi è una giornata storica, un cambio d&#8217;epoca che ci deve portare al futuro&#8221;.</em> Queste le prime parole del presidente eletto dell&#8217;Argentina, Mauricio Macri.</p>
<p>Fonte: <a href="http://lacnews24.it/15758/italia-mondo/calabrese-maurizio-macri-nuovo-presidente-argentina.html" target="_blank" rel="noopener">Lacnews24</a></p>
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		<title>Tony Bennet</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/tony-bennet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 12:25:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Anthony Dominick Benedetto]]></category>
		<category><![CDATA[cantante]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Bennett]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- nel mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Tony Bennett e le origini calabresi</h1>
<p><strong>Tony Bennett</strong>, al secolo Anthony Dominick Benedetto (New York, 3 agosto 1926), è un cantante statunitense di origini Italiane (suo padre era emigrato da Podàrgoni, una circoscrizione del Comune di Reggio Calabria), considerato l&#8217;ultimo grande crooner americano, dopo la morte di Dean Martin, Perry Como e Frank Sinatra.</p>
<h2>Biografia</h2>
<p>Anthony Benedetto fu uno dei tre figli di John Benedetto e di Anna Suraci. Suo padre era un negoziante che nel 1906 era emigrato in USA da Podàrgoni, vicino Reggio Calabria; sua madre era una sarta che era nata in USA subito dopo l’emigrazione dei suoi genitori anch’essi calabresi. </p>
<p>Inizia a studiare canto all&#8217;età di dieci anni, nella città natale, alla <em><strong>High School of Industrial Arts</strong></em>. Si esibisce giovanissimo all&#8217;inaugurazione di un noto ponte sospeso di New York e occasionalmente anche in diversi ristoranti del Queens.</p>
<p>Nel 1944, quando gli Stati Uniti si armano dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Bennett, ormai maggiorenne, viene arruolato nella 63.ma divisione di fanteria e si ritrova in Germania, dove partecipa alla liberazione del campo di concentramento di Landsberg. Ritornato negli States nel 1946, riprende a esibirsi nelle tavole calde della Grande Mela, dove lavora anche come cameriere; intanto studia Bel canto, cosa che gli sarà utilissima nel resto della sua carriera. Nel 1949 una nota interprete Jazz e attrice a Broadway, Pearl Bailey, lo nota e lo invita a cantare in apertura di una sua esibizione al Greenwich Village. Allo spettacolo interviene anche il comico Bob Hope, che consiglia all&#8217;ancora Anthony Benedetto di cambiare il suo nome in Tony Bennett.</p>
<h2>Professionista</h2>
<p>Nel 1950 firma il suo primo ingaggio discografico con la Columbia Records, che stava per lasciar scadere il contratto con Frank Sinatra. La prima raccomandazione che gli viene fatta dai produttori è appunto di cercare di non imitarlo.</p>
<p>Il suo primo successo commerciale è Because of You, che ha un altissimo gradimento nei juke box e rimane al primo posto nelle classifiche dei singoli per quasi 3 mesi consecutivi, vendendo più di un milione di copie. Sulla scia arrivano Cold, Cold Heart e Blue Velvet. Ormai divenuta star di prima grandezza soddisfa la moltitudine di fans accorsi a New York, al Paramount Theatre, con 7 spettacoli al giorno, dalle 10:30 del mattino alle 3 di notte.</p>
<p>Nel 1952 sposa una sua fan, Patricia Beech, che gli dà due figli e dalla quale divorzierà nel 1971.</p>
<p>Dopo altri successi come Rags to Riches e In the Middle of an Island, a partire dal 1955 la carriera musicale subisce una svolta, dovuta sia alla nascita del Rock sia alla sua passione per la musica jazz. Realizza un ottimo album come The Beat of My Heart nel quale si avvale della collaborazione di musicisti del calibro di Herbie Mann e Nat Adderley; la sonorità è profondamente cambiata rispetto ai lavori precedenti, basti pensare all&#8217;utilizzo delle percussioni nello stile di Art Blakey. Il progetto ottiene un buon consenso sia di critica sia di pubblico.</p>
<p>In seguito ha l&#8217;onore di lavorare con la Count Basie orchestra con la quale pubblica due album nel biennio 1958-1959. Riesce nell&#8217;impresa, analogamente a Frank Sinatra, di costruirsi la fama di cantante di qualità, oscillante, con disinvoltura, tra la musica leggera e il jazz.</p>
<p>Nel 1956 in tv viene trasmesso il Tony Bennett Show, che va in onda d&#8217; estate, facendo staffetta con il Perry Como Show.</p>
<p>Nella prima metà degli anni sessanta Bennett intensifica i concerti, tra i quali spicca quello al Carnegie Hall del 1962. Nello stesso anno incide la canzone che probabilmente più di ogni altra lo rappresenta: I left my heart in San Francisco, che gli fa vincere ben 2 Grammy Awards. Nonostante i numerosi impegni si occupa anche di sociale, mettendosi contro il regime dell&#8217;apartheid in Sud Africa.</p>
<h2>Gli anni Settanta</h2>
<p>Bennett entra in crisi coniugale dal 1965, divorzia dalla prima moglie sei anni dopo e si risposa con l&#8217;attrice Sandra Grant, dalla quale avrà altre due figlie. Nel frattempo l&#8217;attività diviene ancora più frenetica: canta con Lena Horne e Barbra Streisand, si separa artisticamente dalla Columbia e approda alla MGM, dove inspiegabilmente non sembra essere molto considerato. Nel 1975 e nel 1976, in collaborazione con il grande pianista Jazz Bill Evans, realizza due album, il &#8220;Tony Bennett/Bill Evans album&#8221; e &#8220;Together Again&#8221;. Alla fine degli anni settanta si esibisce solo a Las Vegas, e incomincia ad avere problemi di droga: il culmine è nel 1979, quando rischia la vita per un&#8217;overdose di cocaina, dalla quale però, anche grazie all&#8217;aiuto dei figli, si riprende presto. Nel dicembre del 1979 appare in perfetta forma come ospite d&#8217;onore alla cerimonia per i quarant&#8217;anni di carriera di Frank Sinatra, esibendosi in alcune delle sue canzoni più celebri.</p>
<p>Durante gli anni ottanta si toglie l&#8217;etichetta di cantante dei casinò. Si riunisce con vecchi collaboratori e sigla un nuovo contratto con la Columbia Records, pubblicando un nuovo album dopo più di 10 anni, &#8220;The Art of Excellence&#8221;, nel 1986.</p>
<h2>La rinascita</h2>
<p>Nel nascere degli anni novanta, gli eccessi della disco, della new wave e del punk rock favoriscono un ritorno alle canzoni classiche americane e ai loro interpreti, tra i quali c&#8217;è lo stesso Bennett. Il figlio Danny gli fa da manager e lo accompagna come direttore d&#8217;orchestra nei numerosi show televisivi nei quali il padre appare come guest-star, come il David Letterman Show, Il Late night with Conan O&#8217;Brien, diversi spettacoli di MTV e un episodio del cartone animato The Simpson. Nel 1990 esce &#8220;Astoria: Portrait of the Artist&#8221;, nel 1992, &#8220;Perfectly Frank&#8221;, dove canta i più grandi successi di The Voice e nel 1993 omaggia Fred Astaire con &#8220;Steppin&#8217; Out&#8221;, che gli vale l&#8217;ennesimo Grammy.</p>
<p>Intanto si avvicina a nuovi stili e duetta con numerosi cantanti e gruppi, come i Red Hot Chili Peppers, Elvis Costello e Plácido Domingo. Moltiplica i concerti e nel 1998 pubblica un&#8217;autobiografia, The Good Life: The Autobiography of Tony Bennett. Nel 1997 viene iscritto nella Hall of fame degli interpreti jazz e nel 2001 gli viene consegnato il grammy alla carriera.</p>
<p>Nello stesso anno fonda la Frank Sinatra School of the Arts, scuola per giovani artisti, voluta dallo stesso Sinatra che non poté vedere realizzato il suo sogno, perché si spense nel 1998. Bennett volle esaudire il desiderio del collega, ricambiandolo di un elogio ricevuto durante un&#8217;intervista alla rivista Life nel 1965, nella quale Sinatra affermava di considerare Tony il più grande cantante dello show business e che ne restava incantato ogni volta che lo guardava esibirsi.</p>
<h2>I suoi primi 80 anni</h2>
<p>Nell&#8217;agosto del 2006 compie 80 anni e, come nell&#8217;occasione del compleanno di Sinatra, tutto il mondo dello spettacolo gli rende omaggio. In cambio lui appare in molte cerimonie e show televisivi. Duetta con Christina Aguilera al Saturday night live e pubblica l&#8217;album Duets: An American Classic che vince 2 Grammy awardsdove e dove canta, tra gli altri, con Barbra Streisand, Stevie Wonder, Michael Bublè. Il regista Rob Marshall realizza per l&#8217;occasione un documentario su di lui, Tony Bennett: An American Classic, in onda sulla NBC.</p>
<p>Continua tuttora a esibirsi e ha dichiarato che continuerà a cantare finché ne avrà la forza.</p>
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		<title>Luigi Ferraro</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/luigi-ferraro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Aug 2013 08:31:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Cassano allo Ionio]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
		<category><![CDATA[cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Kremlino Dinner Gala]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Ferraro]]></category>
		<category><![CDATA[The Westchester Italian Cultural Center]]></category>
		<category><![CDATA[Wine e Food Society]]></category>
		<category><![CDATA[Word Travel Market di Londra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Biografia.<br />
Personaggi- Eccellenze Calabresi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Luigi Ferraro: Biografia</h1>
<p><strong>Luigi Ferraro</strong> è nato ed ha trascorso la sua infanzia e parte della sua adolescenza a Cassano allo Ionio, in Calabria. Nel corso dei suoi anni scolastici di media inferiore decise di lasciare gli studi cercando di provare a fare qualcosa, anche se non sapeva affatto che cosa!? Questo però non piacque affatto ai suoi genitori, continuamente vigili per prevenire proprio che ciò accadesse, sempre attenti per evitare che finisse per intraprendere una strada sbagliata che decisero quindi di farlo lavorare in una marmeria, nonché l’azienda di famiglia, cosicché potesse essere tenuto sempre sotto controllo. Fu così che iniziò a lavorare con il padre dove non fu mai trattato da figlio ma sempre e solo da semplice operaio. Non fu proprio per niente una bella avventura, ma da lì Luigi iniziò a capire sempre di più che il suo posto era altrove e cominciò a pensare ripetutamente alla sua grande passione per la cucina. Fin da ragazzo infatti amava pasticciare ai fornelli di casa, in modo particolare la domenica quando la mamma preparava la tradizionale pasta fatta in casa, fin da piccolo la parola cucina per Luigi era sinonimo di scoperta, gli piaceva inoltre sbirciare sui libri, tra le culture di tutto il mondo, così pensò di far combaciare le due cose. Pertanto dopo sei mesi di duro lavoro in marmeria decise di riprendere gli studi per completare la scuola media e iscriversi all’istituto alberghiero per approfondire questa sua passione per la cucina, ma pensava già anche al fatto che questa in più l’avrebbe potuto portare anche in giro per il mondo; certo non era quello che avrebbero voluto i suoi genitori, ma lui ormai presa la decisione non ascoltava più nessuno, sempre meglio comunque che vagabondare. E fu così che già dal primo anno di scuola cominciò a lavorare, finalmente era emerso il suo carattere deciso, testardo e determinato. Iniziò a muovere i suoi primi passi nel mondo della ristorazione iniziando a lavorare in ristoranti e hotel della Costa Jonica per poi spostarsi in Basilicata, Toscana e Sardegna. Conseguito il diploma nel 2001 ha iniziato a viaggiare e a vivere fuori dall’Italia per lavoro, prima a Sharm El Sheik, poi Stoccarda, Bangkok, Londra, George Town e New York; ha rappresentato la sua Calabria in grandi manifestazioni gastronomiche internazionali come:</p>
<p>&#8211; al Word Travel Market di Londra nel 2007;</p>
<p>&#8211; al “The International Wine e Food Society” sulle Isole Cayman nel 2009;</p>
<p>&#8211; al “ The Westchester Italian Cultural Center” di New York nel 2009;</p>
<p>&#8211; al “Kremlino Dinner Gala” a Mosca nel 2010.</p>
<h2>Il presente</h2>
<p>Adesso è arrivato a sostare in Russia dove è executive chef del lussuoso ristorante “Cafe Calvados” di Mosca. Qui oggi Luigi dirige la brigata di uno dei migliori locali della capitale russa dove ora regna il made in Italy. Ha impostato una cucina mediterranea briosamente intrigante, nonché invitante ed appetitosa pensando sempre al Sud e soprattutto ai prodotti della sua amata Calabria. Ha continuato sempre e comunque a pensare e ad essere legato alla sua terra è appena possibile ci ritorna, ma quel lavoro che da piccolo non immaginava avrebbe potuto mai offrirgli un “futuro”, lo ha portato ad essere felice. Luigi ha sempre immaginato la cucina in nuovi modi ed ha incessantemente voluto proporre e diffondere la qualità, motivo per cui trova sempre nuovi mezzi per poter migliorare se stesso e le sue creazioni culinarie, perché ama osare e crede vivamente che tutto è rinnovabile e modificabile a proprio piacere , in particolar modo lo è l&#8217;arte del cucinare, per questo cerca sempre di dare il massimo nel creare e proporre la sue creazioni.</p>
<h2>La passione per la cucina</h2>
<p>Luigi cerca sempre e comunque di impegnarsi, in qualsiasi parte del mondo sia, per far ricordare che l’Italia ha una storia gastronomica straordinaria, che le sue regioni sono tantissime e che innumerevoli sono di conseguenza le sue delizie culinarie e lui adora fondere queste tradizioni all’innovazione. Chi lo conosce lo elogia infatti per la sua professionalità e il rigore che veste quando lavora, ma lo loda anche per la sua gentilezza d&#8217;animo e per la sua umiltà, tutte qualità che ne fanno una persona a suo modo rara. In questo resterà sempre un meridionale, un vero Calabrese, perché la Calabria è soprattutto tradizioni, gente calorosa, paesaggi bellissimi, ma la Calabria è soprattutto una delle regioni con una cultura culinaria straordinaria. Luigi oggi è cambiato, o meglio è sempre stato e sempre sarà in corso di cambiamento, di miglioramento. Si è formato nel corso degli anni, cercando di imparare più particolari possibili, di affinare sempre più le sue tecniche, di migliorarsi ulteriormente; questo perché secondo Luigi quando si fa il cuoco non si finisce mai di imparare e quindi questo mestiere o lo si sente dentro oppure è meglio non intraprenderlo proprio, perché bisogna essere disposti a fare dei sacrifici, bisogna lavorare per migliorare sempre di più, impegnarsi e ricordarsi che abbiamo una storia gastronomica da difendere e diffondere. Quello Luigi è oggi è frutto dei suoi viaggi in varie parti del mondo uniti ad uno studio interiore basato sui propri gusti, sulla sua filosofia di cucina che è incentrata sulla ricerca continua di innovazioni, sull&#8217;uso di prodotti sempre freschi e di ottima qualità, afferma infatti: il prodotto giusto e nella giusta stagione da gusto!Ma bisogna conoscere anche la tecnologia che è indispensabile per cuocere bene, per assemblare in modo corretto i vari ingredienti. Oggi sono tantissime le tecniche di cottura, i gusti da contrapporre, i sapori da esaltare! La cucina deve riflette il pensiero e l’anima di chi la crea! Bisogna metterci testa e cuore davvero, come in tutte le cose del resto ma nelle passioni si sa si dà sempre di più! Ogni ingrediente dev’essere acquistato e conservato fresco; quando si impiatta bisogna creare armonia tra i vari elementi, rispettando sempre la tradizione come valore culturale dei sapori dei nostri ricordi, ma rinnovando sempre il gusto! Quando Luigi parla del suo lavoro traspare proprio la passione e l’amore che ha per lui, e lo conferma quando dice che ama il cibo, e quando viaggia esplora sempre i sapori e le fragranze del territorio in cui si trova. Da vero chef è convinto che la cucina sia il luogo dove si conosce realmente la storia e il carattere di un luogo. Questa sua passione per la cucina non diminuisce mai, anzi ogni giorno che passa aumenta sempre di più ed è per questo che propone sempre una cucina creativa, perché chi ama si sa non si stanca mai! In fondo la sua è una cucina fatta di ingredienti semplici e freschi, fatti però sempre in modo innovativo e con tanto amore.</p>
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		<title>Arianna Errigo</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/arianna-errigo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 12:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Arianna Errigo]]></category>
		<category><![CDATA[fioretto]]></category>
		<category><![CDATA[scherma]]></category>
		<category><![CDATA[schermitrice italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- nel mondo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Arianna Errigo: campionessa mondiale di scherma</h1>
<p><strong>Arianna Errigo </strong>(Monza, 6 giugno 1988) è una schermitrice italiana con origini calabresi (infatti la madre è di Condofuri &#8211; leggi sotto) la cui specialità è il fioretto.</p>
<p>Campionessa del mondo nel 2013, ha vinto la Coppa del mondo di scherma nelle stagioni 2008/2009, 2011/2012 e 2012/2013.</p>
<p>Il 28 luglio 2012 ha vinto la medaglia d&#8217;argento nel concorso individuale di fioretto femminile ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra. Il 2 agosto 2012, assieme alle compagne Elisa Di Francisca, Valentina Vezzali, e Ilaria Salvatori (riserva), si è aggiudicata la medaglia d&#8217;oro nel concorso a squadre, nella cui finale è stata sconfitta la squadra russa.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p>Residente a Muggiò (MB). Fa parte dell&#8217;Arma dei Carabinieri.</p>
<p>Atleta molto promettente, ha iniziato a vincere fin da giovanissima. Nel 2004 ha vinto i campionati del mondo cadetti a Plovdiv. Nel 2006, nei campionati europei giovanili a Poznan, ha vinto l&#8217;oro nella competizione individuale e l&#8217;argento in quella a squadre. Nel 2009 ha vinto l&#8217;oro nella gara a squadre agli europei di Plovdiv, poi un altro oro nella gara a squadre di fioretto e il bronzo nella gara di fioretto individuale ai mondiali di Adalia. Compagne di squadra dell&#8217;oro mondiale sono state Elisa Di Francisca, Margherita Granbassi e Valentina Vezzali.</p>
<p>Il 28 luglio 2012 ottiene la medaglia d&#8217;argento nel torneo individuale di fioretto femminile ai Giochi della XXX Olimpiade di Londra, battendo, in semifinale, la connazionale, e più volte campionessa olimpica, Valentina Vezzali, perdendo poi la finale per un solo punto contro Elisa Di Francisca. Nel torneo a squadre di fioretto vince la medaglia d&#8217;oro, tirando in finale contro la Russia.</p>
<p><strong>Il 17 agosto 2012 le è stata conferita la cittadinanza onoraria di Condofuri, paese di origine della madre.</strong></p>
<p>Il 7 agosto 2013 a Budapest vince il Mondiale nella specialità del fioretto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arianna_Errigo" target="_blank" rel="noopener">Wikipedia</a></p>
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