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	<title>provincia di catanzaro &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>provincia di catanzaro &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Borgia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 14:09:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Borgia e le sue origini</h1>
<p>Centro in provincia di Catanzaro, <strong>Borgia</strong>, circondato da vigne, prati e frutteti, è situato a ridosso della piana della Fiumarella di Borgia, 341 metri sopra il livello del mare e conta 7.654 abitanti.</p>
<h2>Storia</h2>
<p>L’origine dell’abitato risale al XVI secolo, quando il <strong>principe Borgia</strong>, marchese di Squillace, raccolse gli abitanti del villaggio di Palagorìo, esposti alla malaria alle incursioni piratesche, in questo luogo, anche se l’odierno abitato nasce dopo che il terremoto del 1783 distrusse il nucleo originario.</p>
<h2>Da vedere</h2>
<p>Antica colonia greca, ricordata da Strabone e Plinio, la ricca zona archeologica di <strong><a href="http://eccellenzefriulane.com/eccellenzecalabresi.it/parco-scolacium/">Scolacium </a></strong>e&#8217; oggetto di scavi e ricerche. Sono stati riportati alla luce il teatro, l&#8217;area centrale, varie statue e sculture decorative di eta&#8217; imperiale. Sono state individuate le aree del foro, dell&#8217;anfiteatro e della necropoli. Si svolgono ulteriori scavi e lavori di restauro e di adattamento degli edifici recuperati. Nei dintorni (Stalettì) il castrum medievale e luoghi fondati da Cassiodoro, primo ministro di re gori, vissuto nell&#8217; VIII secolo.</p>
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		<title>Carlopoli</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:39:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Abbazia di Santa Maria di Corazzo.]]></category>
		<category><![CDATA[Bruzi]]></category>
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		<category><![CDATA[età eneolitica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Carlopoli: la storia</h1>
<p><strong>Carlopoli</strong> è un comune di 1.666 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.</p>
<p>Il territorio dove oggi sorge l’abitato di Carlopoli, si trova al centro di un ideale triangolo i cui vertici sono rappresentati da tre antichi paesi di diversa origine ma che nel tempo ne influenzarono la storia. Tiriolo, esistente già in età protostorica, Scigliano, di origine romana, emanazione dell’antica Martirano il cui nome richiama il dio latino della guerra, e Taverna, l’antica Trischene. Tale posizione privilegiata rappresentò, anche grazie alla limitrofa presenza dell’abbazia di Corazzo, percorsi di transito soprattutto nel Medioevo.</p>
<p>Diversi ritrovamenti di reperti archeologici avvenuti nel secolo scorso in tutto il territorio compreso tra Scigliano e Tiriolo, dimostrano che queste terre furono interessate da insediamenti umani in età protostoriche, se non addirittura preistoriche. Il più recente di tali ritrovamenti riguarda proprio il territorio del comune di Carlopoli: in località Terzo della Castagna sono stati rinvenuti nel corso del 2005 reperti risalenti all’età eneolitica e tracce consistenti di manufatti anche di epoche successive: bruzie , romane e medioevali, a testimonianza di un continuum abitativo da non sottovalutare. Ma Carlopoli fece il suo ingresso ufficiale nella storia nel 1625. Nel mese di Febbraio di quell’anno alcuni uomini provenienti da Panettieri e da altri antichi casali di Scigliano, presentarono al conte Carlo Cicala , proprietario del feudo di Tiriolo, una richiesta formale di fondare in quelle terre un nuovo casale che avrebbero chiamato, in onore allo stesso conte Cicala, Carlopoli: (Città di Carlo). Carlo Cicala approvò tali richieste e permise la fondazione feudale di Carlopoli per tomola 45 di germano da pagare ogni mese di Agosto.  Circa cinque anni dopo l’infeudamento di Carlopoli, Carlo Cicala ebbe il privilegio di fregiarsi del titolo di Principe. Le attività economiche del XVII secolo a Carlopoli furono gestite da pochissime famiglie: i Montoro e i Guzzo, giunte da Tiriolo, e poi i Talarico , i Pingitore, i Brutto e i Nicotera. A testimonianza di quel tempo rimangono ancora a Carlopoli le vestigia di antichi palazzi signorili: arcaiche strutture murarie che paiono cocciutamente resistere al tempo e agli uomini. Nel corso del 1700 Carlopoli fu protagonista di un significativo incremento demografico, dovuto soprattutto ad un eccezionale sviluppo del commercio di prodotti caseari, di ovini e di legname. Carlopoli appare citata in vari registri di compravendita di merci nel corso del XVIII secolo: castagne et pelli pecorine e zimbarine, pellucce di capra e pecore senza lana. Inoltre in una tabella delle entrate della dogana di Napoli per la Calabria Ultra nel 1778 compare Carlopoli per 111 ducati e nel 1792 per 125 ducati. In questi anni si sviluppò a Carlopoli l’attività di lavorazione del latte che fece dei carlopolesi abilissimi artigiani la cui fama ancor oggi resiste soprattutto tra i loro eredi operanti sul litorale ionico tra Catanzaro e Crotone.  Nel 1742 dal libro dello stato delle anime di Carlopoli, redatto dall’arciprete Filippo Aiello, si contano 230 nuclei abitativi. All’epoca i componenti medi di una famiglia erano otto, da cui facilmente si può calcolare il numero degli abitanti. Da ciò si evince come in poco più di cento anni Carlopoli seppe attirare migliaia di coloni, non solo da Scigliano e dai suoi casali: Panettieri, Castagna, Pedivigliano ecc. ecc. ma anche dalle terre di Tiriolo: Cicala, Gimigliano, Settingiano, divenendo così centro economico e sociale di primo piano. Ma anche da Carlopoli, gli antichi coloni si mossero. Dapprima come semplici transumanti nelle calde terre del Marchesato, poi divenendo in quelle terre sedentari. Ancor oggi i dialetti di molti paesi appollaiati sulle alture ioniche conservano ritmi e suoni dell’antica Carlopoli. Non solo: anche molti cognomi riecheggiano padri carlopolesi: Torchia, Talarico, De Fazio, Colosimo, Falbo, Gentile, ecc. ecc. Nel corso del Settecento però iniziò a dare segni di declino un’attività fino ad allora fiorentissima: l’allevamento del baco da seta. A Catanzaro, luogo terminale del commercio, dei 5000 telai esistenti nel XVII secolo, nel 1785 ne erano rimasti meno di trecento, inoltre nelle terre dei Cicala vi fu una contrazione quasi spontanea del gelso, sostituito da alberi da frutto. Il 29 Ottobre 1808 i Francesi, con decreto nr. 922, innalzarono carlopoli ad “Università”, cioè comune autonomo.  Fu infatti solo dal 1809 che vennero istituiti, grazie al riordino amministrativo operato sulla scorta degli ideali giacobini, i registri anagrafici dei nati e dei morti: primo segno di civiltà e di rispetto verso tutti. Nel 1811 venne perfezionato il decreto 922 e Carlopoli entrò a far parte del distretto di Catanzaro .Durante il Risorgimento anche Carlopoli ebbe i suoi “Patrioti” : Alessandro Talarico, Filippantonio Talarico, Francesco Aiello, Serafino Talarico, Vincenzo Talarico, Giovanni Cianflone, Giuseppe Maria Scavo e Carmine Talarico, che può essere considerato il maggior esponente del liberalismo risorgimentale di Carlopoli e fu colui che, nell’imminenza della spedizione dei Mille si tenne in contatto con i maggiori esponenti rivoluzionari della regione: con Donato Morelli di Cosenza, con i catanzaresi Vincenzo e Antonio Stocco, nipoti del più noto Francesco, con i Marincola e con i comitati rivoluzionari di Reggio. Costoro furono attivissimi già nelle rivolte del 1848 e combatterono nei campi di Maida e Curinga.</p>
<p>In un bollettino del 10 Giugno 1848 redatto nel campo di Maida appare, tra le altre, la firma di Alessandro Talarico. Per questi fatti essi furono processati dalla gran corte criminale borbonica nel 1852: questi i reati loro ascritti: Provocazione di reati contro lo stato con discorsi e con scritti nel fine di distruggere e cambiare il governo; Attentati contro la sicurezza interna delle stato con arruolamento in bande armate organizzate per distruggere e cambiare il governo, Reiterazione dei due misfatti. Nel 1867 scaturì un evento storico nella storia di Carlopoli: il 29 Settembre di quell’anno l’amministrazione provinciale di Catanzaro richiese ai comuni di Carlopoli e Castagna deliberazioni circa la loro effettiva volontà di aggregarsi. Il 3 Maggio 1868 il Sindaco di Carlopoli Davide Talarico lesse ad alta voce:  Udita la proposta di aggregazione, come da nota 30 Marzo della Regia Prefettura, la quale ha per oggetto aggregazione del comune di Castagna a quello di Carlopoli, considerando che questo comune con pochissime rendite patrimoniali, tanto misere da non giungere alla cifra di lire cinquecento, deve di necessità ogni anno caricare i comunisti con tasse o con sovraimposte di tributi diretti onde far fronte alle spese del proprio bilancio che d’anno in anno vengono aumentando, considerando che Castagna trovasi press’a poco al medesimo stato e condizione nostra, essendo che sia indubbio il vantaggio delle associazioni, dal quale se crescono da una parte le spese, non crescono però mai in proporzione del maggior introito che si può avere, talchè l’uno e l’altro comune certamente vi troveranno un grandissimo interesse. Considerando che la posizione topografica d’ambedue si presti in ogni modo a questa aggregazione, non distando l’un l’altro questi due comuni più di un quarto d’ora di strada quasi piana: considerato che fatto un solo comune, essendo gli interessi pure fatti comuni sarà facilissimo realizzare ciò che da tempo è solo un asperanza: il tronco di strada che unisce alla consolare passando per Castagna che dista dalla consolare suddetta non più di mezz’ora, considerando che questa aggregazione porterà pure un vantaggio in riguardo alla sicurezza pubblica assai travagliata in Castagna, quali ne siano le cause che ora non può questo consiglio decifrare , ma che però seguendo l’aggregazione tutte sparirebbero. Il consiglio comunale di Carlopoli deliberò all’unanimità di aderire. A ciò seguì il 21 Marzo 1869 il Regio decreto nr. 4981 che soppresse il comune di Castagna.</p>
<h2>Da vedere</h2>
<p>Nel territorio di Carlopoli si trovano i resti dell&#8217;antica <strong>Abbazia di Santa Maria di Corazzo.</strong></p>
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		<title>Chiaravalle Centrale</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:36:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chiaravalle: l&#8217;antica Claravallis Storia Fu occupato, intorno al 1074, dal conte Ruggiero I. Nell&#8217;archivio nazionale vi è traccia da villaggi denominati &#8220;San Biagio&#8221;, &#8220;Madonna&#8221;, &#8220;Spirito&#8221;, &#8220;San Giovanni&#8221;. Nei registri di morte, esistenti solo nel 1722, vengono menzionate chiese con la stessa denominazione dei villaggi delle quali oggi non vi è traccia, eccezione per quella dello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Chiaravalle: l&#8217;antica Claravallis</h1>
<h2>Storia</h2>
<p>Fu occupato, intorno al 1074, dal conte Ruggiero I. Nell&#8217;archivio nazionale vi è traccia da villaggi denominati &#8220;San Biagio&#8221;, &#8220;Madonna&#8221;, &#8220;Spirito&#8221;, &#8220;San Giovanni&#8221;. Nei registri di morte, esistenti solo nel 1722, vengono menzionate chiese con la stessa denominazione dei villaggi delle quali oggi non vi è traccia, eccezione per quella dello Spirito Santo. Lo spostamento del paese si è verificato in seguito al terremoto nel 1783.  Il nome Claravallis figura in un documentato del 1483 scritto in latino, quando il borgo fu eretto a feudo da Alfonso II d&#8217;Aragona, feudo che ne venne affidato al conte Goffredo de Borges. Claravallis diviene poi Claravalle e quindi <strong>Chiaravalle</strong>, e tale permane fino al 1863, quando con Regio Decreto assume l&#8217;attuale denominazione.  Claravallis, intorno al 1400, era già famosa per le sue industrie e commerci dei lini. Vi è una zona in Chiaravalle chiamata &#8220;Gurne&#8221; dove la tradizione localizza l&#8217;esistenza di vasche per la macerazione dei lini.  Chiaravalle nel terremoto del 1783, contando 2.466 anime, ebbe due morti e fu quasi completamente diroccata, per un danno di 70.000 ducati. Ben più grave e catastrofico fu il terremoto della mezzanotte del 5 novembre 1659 quando Chiaravalle fu distrutta e contò 67 morti.</p>
<h2>Monumenti e luoghi d&#8217;interesse</h2>
<p>* Convento dei Padri Cappuccini, nel rione Cona;</p>
<p>* Chiesa Matrice, in piazza Dante;</p>
<p>* Chiesa di Santa Maria della Pietra, in località Foresta;</p>
<p>* Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, piccola chiesa nel vecchio centro storico;</p>
<p>* Rione Cappella, vecchio centro storico.</p>
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		<title>Nocera Terinese</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 14:11:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Nocera Terinese: la magnogreca Temesa</h1>
<p><strong>Storia</strong></p>
<p><strong>Nocera Terinese</strong> è un comune italiano di 4.817 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria. È l&#8217;ultimo comune della provincia sul mar Tirreno in direzione nord, subito dopo inizia il territorio dell&#8217;importante centro cosentino di Amantea con la frazione Campora San Giovanni. Secondo gli ultimi rilievi emersi dalle rilevazioni archeologiche, nel territorio di <strong>Nocera Terinese</strong> era posta, sin dal IV secolo a.C., la città magnogreca di Temesa, che probabilmente era formata da una confederazione di villaggi e gravitava nell&#8217;area tra i fiumi Savuto e Oliva. L&#8217;antica Temesa doveva sorgere sul vasto pianoro, circa 30 ettari, denominato Piano di Tirena, posto tra i fiumi Savuto e Grande a poca distanza dal mare.</p>
<p><strong>Da vedere</strong></p>
<p>&#8211; Chiesa Santa Maria: un’antica tradizione vuole che esistesse un Tempio pagano dedicato a Bacco. Esso fu trasformato in oratorio cristiano e dedicato alla Vergine; sarebbe,quindi, la più antica chiesa di Nocera, come appare dallo stesso titolo, Santa Maria, titolo che richiama la più antica denominazione e invocazione cristiana della Vergine. Il portale di pietra tufacea secentesco è perfetto stile classico dorico (con paraste, architrave, triglifi e fregi).</p>
<p>All’epoca del restauro avvenuto nel 1735, esistevano ancora alcuni frammenti di scultura sopra la porta e l’altare (formati da tralci di vite con foglie e frutti) di soggetto pagano, e sulla porta lignea, delle sculture col sole e col leone. Risulta dall’archivio della Chiesa Matrice la presenza di una congregazione sotto il titolo della Pietà (1735). La campana è stata fusa nei primi anni del XV secolo e reca la seguente iscrizione:O.D.D.D.D. VII. T. (1407). Nel 1903 fu restaurata a cura del parroco D. Francesco Adamo e fatta decorare dal pittore Zimatore di Pizzo.</p>
<p><strong>Tradizioni</strong></p>
<p>Durante la Settimana Santa si continua a dar vita, in alcuni centri della Calabria, ad una serie di suggestive e significative commemorazioni che ricordano la Passione e la Morte di Gesù Cristo. Tra le più interessanti di queste cerimonie sono da annoverare quelle che si tengono ogni anno a Nocera Terinese. Si tratta di manifestazioni di origini antichissime che, tramandatesi da generazione in generazione, si sono conservate fino ai nostri giorni, resistendo all&#8217;inesorabile passare del tempo, superando gli ostacoli posti dalla Chiesa che non è mai stata del tutto favorevole a tali riti. Tra queste ricordiamo &#8220;I Vattienti&#8221;.</p>
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		<title>Soverato</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Copanello]]></category>
		<category><![CDATA[Costa degli Aranci]]></category>
		<category><![CDATA[località balneare]]></category>
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		<category><![CDATA[soverato]]></category>
		<category><![CDATA[soverato marina]]></category>
		<category><![CDATA[soverato superiore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Soverato: una delle località più conosciute della Calabria</h1>
<h2>La cittadina moderna e turistica</h2>
<p>Il flusso turistico estivo e non solo, è tra i più alti della Calabria. Nel cuore della Costa degli Aranci, a pochi chilometri da <strong>Soverato</strong>, Copanello, all&#8217;estremità sud del golfo di Squillace. La cittadina si sviluppa in due centri separati e distinti, la Marina, appunto Soverato, con i suoi hotel, residence, centri commerciali e quanto altro è d&#8217;obbligo ad una cittadina moderna e turistica e <em>Soverato Superiore</em>, su un colle a pochi chilometri dalla costa.</p>
<h2>La storia</h2>
<p>Le origini sono avvolte nella leggenda, ma è certa la presenza di popolazioni italiche preistoriche, poi vennero i greci ed i romani attratti dalla bella posizione geografica. Una conferma sono il ritrovamento di monete greche d&#8217;argento, di epoca romana a Soverato i resti di strutture portuali, alcune tombe e mura. La Soverato <em>(Superiore)</em> dell&#8217;età medioevale non sopravvisse al terremoto del 1783, il nuovo centro urbano si ricostruì su un colle, lo sviluppo di Soverato moderna si ebbe alla costruzione della ferrovia che collega Reggio Calabria a Taranto.</p>
<h2>Arte</h2>
<p>In Soverato superiore, nella chiesa matrice di Maria Santissima Addolorata, si conserva il gruppo marmoreo della Pietà, realizzato da Antonello Gagini.</p>
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		<title>Lamezia Terme</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/lamezia-terme/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 15:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Catanzaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Lamezia Terme]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di catanzaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Lamezia Terme: il comune più esteso della provincia</h1>
<h2>La storia</h2>
<p>E&#8217; una città calabrese in provincia di Catanzaro. Il comune, che conta 70.846 abitanti , è il terzo della Calabria  ed il maggiore sulla costa tirrenica tra Salerno e lo Stretto di Messina e con 160,24 km² rappresenta il comune più esteso della provincia di Catanzaro ed uno dei più estesi della regione. È sede di un  aeroporto internazionale, il più importante della regione ed è un importante centro commerciale. Per effetto ed a seguito del D.P.R. 21 luglio 1972, il Comune di Lamezia Terme ha diritto di fregiarsi del titolo di Città.</p>
<p>Nata nel 1968 dall&#8217;unione amministrativa dei comuni di <em>Nicastro, Sambiase e Sant&#8217;Eufemia</em>, è oggi una città di rilevante importanza dal punto di vista, commerciale e agricolo, per la sua posizione centrale in Calabria e il suo territorio pianeggiante. Infatti è sede di un aeroporto int21ernazionale, il più importante della regione  e di uno snodo ferroviario, la Stazione di <em>Lamezia Terme</em> Centrale che è il più importante della provincia di Catanzaro. Vanta una vivace e rinomata coltivazione dell&#8217;olivo da cui si produce l&#8217;olio Lametia <em>DOP</em> e della vite da cui si ricavano i vini Lamezia.</p>
<p>La città prende il suo nome dal fiume Amato, un tempo chiamato Lamato <em>(lat. Lamatus),</em> che la attraversa nella sua parte più periferica. Questo nome fu originariamente dato solo al comune, ora divenuto quartiere della città, di <em>S.Eufemia</em>. Dopo l&#8217;unione amministrativa del 1968, si è scelto il nome di Lamezia per l&#8217;intera città, a cui è stato aggiunto terme, per via delle terme di Caronte che si trovano sul territorio e le cui proprietà benefiche erano note già al tempo dei romani.</p>
<p>La città è anche sede vescovile, una delle più antiche della Calabria chiamata, prima della nascita della nuova città, Diocesi di Nicastro <em>(Diocesis Neocastrensis).</em></p>
<h2><em>Il territorio<br />
</em></h2>
<p>Il territorio comprende 8 km di costa, una parte della Piana di Sant&#8217;Eufemia e una parte collinare e montuosa che si estende fino al Monte Mancuso che è la propagine occidentale della Presila catanzarese. Il comune di Lamezia Terme<em>Lamezia Terme</em>), posta al centro della costa tirrenica in Calabria e si affaccia sul golfo di Sant&#8217;Eufemia (ormai conosciuto come golfo di<em> Lamezia</em>). Il centro del comune si trova indicativamente a metà strada fra la costa tirrenica e la Presila catanzarese ed è posizionato all&#8217;estremità occidentale dell&#8217;istmo di Catanzaro, il più stretto d&#8217;Italia, dove il Tirreno dista solo 28 km dallo Ionio. ha sede sul bordo della pianura costiera detta piana di Sant&#8217;Eufemia (o piana di</p>
<p>La città della piana si trova in posizione centrale, a breve distanza dai capoluoghi di provincia della regione: 30 km da Catanzaro, 35 da km Vibo Valentia, 77 km da Cosenza, 116 km da Crotone e 145 km da Reggio Calabria. Una parte importante della città sorge nella Piana di <em>Lamezia Terme</em>, creata a seguito di bonifiche di varie aree paludose. Di aspetto misto con nucleo in pianura, il comune annovera anche una serie di piccole frazioni geografiche che hanno sede sulle colline e montagne adiacenti, oltre a 8 km di costa situati nel cuore del golfo di Santa Eufemia, in corrispondenza dell&#8217;omonimo centro abitato.</p>
<h2>I musei</h2>
<p>* Museo Diocesano</p>
<p>* Museo Archeologico Lametino</p>
<p>* Ecomuseo &#8211; Luogo della Memoria</p>
<p>* Piccolo Museo del Tirion &#8211; Bastione di Malta</p>
<h2> Eventi culturali</h2>
<p>* Premio Nazionale Anthurium d&#8217;Argento (fine luglio &#8211; inizio settembre) istituito dallo stesso Centro Studi. La Cerimonia di consegna dei Premi e Riconoscimenti ha luogo nel Parco Naturale delle Terme Caronte. Ha lo scopo di diffondere il culto dei valori morali, civili, sociali, culturali e religiosi.</p>
<p>* Concorso internazionale pianistico, riservato a giovani pianisti di qualsiasi nazionalità,e concorso nazionale di musica, allo scopo di valorizzare giovani talenti musicali,(mese di maggio) organizzati da A.M.A. Calabria,patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali &#8211; Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo, dalla Regione Calabria Assessorati alla Promozione Culturale ed al Turismo e dalla Città di Lamezia Terme.</p>
<p>* Lamezia Demofest e Mei Sud (fine luglio) organizzato da Ruggero Pegna in collaborazione con l&#8217;Amministrazione Comunale e &#8220;Demo, l&#8217;Acchiappatalenti&#8221; di Radio1 Rai. Festival/Fiera della nuova musica italiana con lo scopo di valorizzare i giovani talenti.</p>
<p>* Ogni anno a Lamezia prende il via la &#8220;Stagione Teatrale&#8221;, durante la quale vengono rappresentate opere messe in scena dai più noti attori e dalla compagnie più famose d&#8217;Italia. La stagione teatrale comprende il Teatro di Prosa, il Teatro Ragazzi e il Ricrii Teatro.</p>
<p>A questa si aggiunge anche la &#8220;Stagione Musicale&#8221;, con Musica da Camera, Lamezia Jazz e Grandi Eventi.</p>
<p>* Manifestazione &#8220;Cinema e Cinema&#8221;, organizzata da Arci Lamezia Terme nei mesi estivi, durante la quale vengono proiettati alcuni dei film d&#8217;autore più belli e in voga nel periodo, nella splendida cornice del Castello Normanno-Svevo del quartiere Nicastro.</p>
<p>* Manifestazione &#8220;Teatro Magna Graecia&#8221;, con la messa in scena di spettacoli teatrali, per lo più della mitologia classica, nella cornice dell&#8217;Abbazia Benedettina del quartiere Sant&#8217;Eufemia.</p>
<p>* Il 9 ottobre 2011 il Santo Padre Papa Benedetto XVI farà visita alla città.</p>
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