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	<title>Cirò &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<description>La rete del Made in Calabria</description>
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	<title>Cirò &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Cirò</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 13:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Cirò]]></category>
		<category><![CDATA[città del vino]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di croone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Kr</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Cirò: la città del vino</h1>
<p><strong>Cirò</strong> è un comune di 3.342 abitanti della provincia di Crotone.</p>
<h2>La storia</h2>
<p>Alcuni ritrovamenti di armi e manufatti fanno risalire la storia millenaria di Cirò all&#8217;eta del Bronzo ma è sicuramente con l&#8217;arrivo di coloni greci che venne fondata la città di Krimisa (Crimisa o Crimissa) e che colonizzarono l&#8217;area compresa tra Sibari e Crotone.</p>
<p>La posizione territoriale precisa della città di Krimisa è oggi oggetto di discussione e tesi differenti tra archeologi e storici: c&#8217;è chi individua l&#8217;area costiera dell&#8217;attuale Cirò Marina come probabile sede dell&#8217;antica Krimisa o l&#8217;area collinare che domina il litorale ionico dell&#8217;attuale Cirò. L&#8217;idea più condivisa individua l&#8217;area nella zona di Punta Alice. Secondo il mito, Cirò sarebbe stata fondata da Filottete e chiamata Chone; il geografo greco Strabone pone la città di Chone (Ypsicron) in posizione più elevata rispetto a Krimisa. Questo indizio avvalora l&#8217;idea che colloca Krimisa nella zona di Punta Alice. La Città conobbe un fiorente periodo e vennero eretti alcuni templi per il culto in varie zone del territorio; quello dedicato ad Apollo Aleo è il più famoso grazie ai pochi ma inequivocabili rinvenimenti di alcuni capitelli e vari elementi architettonici ad opera dell&#8217;archeologo Paolo Orsi. Oggi infatti molte aree e zone presentano nomi locali che richiamano all&#8217;antichità ellenica nel dialetto locale degli abitanti: Santa Venere ne è un esempio molto esaustivo. Probabilmente è molto legato il passaggio dalla costa alle colline tra l&#8217;VIII e il X secolo a.C. per ragioni politici e militari di sicurezza a difesa dalle incursioni ad opera di popolazioni come i Saraceni. Durante le guerre puniche la città di Krimisa fu predata e saccheggiata ad opera dei Romani e dei Cartaginesi e distrutta diverse volte durante la guerra Gotico-Bizantina.</p>
<p>Krimisa fu probabilmente abbandonata al suo destino e gli abitanti si rifugiarono sulle colline che rappresentavano un&#8217;ottima posizione strategica e contribuirono a popolare la città di Chone, l&#8217;attuale Cirò.</p>
<h2>Personaggi illustri</h2>
<p>Tra i personaggi illustri si ricorda <strong>Luigi Lilio </strong>(o Giglio, in latino Aloysius Lilius; Cirò, intorno al 1510 – forse a Roma, verso il 1576). Ideatore assieme al fratello Antonio della riforma del calendario gregoriano. Vedi anche personaggi_Storici.A seguire si ricorda <strong> Gian Teseo Casoppero</strong> (15xx): scrittore, latinista, filosofo, autore di opere tra il 1527 ed il 1535, ispiratore di Luigi e Antonio Lilio. E poi ancora <strong>Elia Astorini , </strong>intellettuale di fama europea, frate carmelitano, medico. Aderì in Svizzera alla riforma protestante; insegnò filosofia e fu vice prefetto dell&#8217;Università di Marburgo. <strong>Giovan Francesco Pugliese,</strong> giurista, scrittore, autore di &#8220;Descrizione e istorica narrazione di Cirò&#8221;, testo di rilievo per la dettagliata descrizione socio-economica della realtà di un comune del sud Italia nel IXX secolo.  <strong>Domenico Siciliani ,  </strong>generale di corpo d&#8217;Armata, Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Esercito Regio, Governatore della Cirenaica. Autore materiale del Bollettino della Vittoria della I guerra mondiale, firmato dal generale Armando Diaz (&#8230;&#8221;I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza&#8221;.). <strong>Luigi Siciliani ,   </strong>poeta e scrittore. Fratello del generale Domenico Siciliani. Potrebbe essere l&#8217;ispiratore del Bollettino della Vittoria della guerra contro l&#8217;Austria del &#8217;15-&#8217;18, firmato dal generale Armando Diaz.  <strong>Vittorio Pugliese,  </strong>politico, parlamentare, più volte Segretario di Stato e principale esponente della Democrazia Cristiana in Calabria tra il dopoguerra e gli anni sessanta, fu relatore della Legge di riforma agraria (c.d. Legge Gullo). <strong>Stefano Pugliese,  </strong>medaglia d&#8217;oro al valor militare per l&#8217;affondamento dell&#8217;incrociatore San Giorgio a Tobruk. Ammiraglio di squadra navale con incarichi speciali, comandante in capo della flotta NATO del Mediterraneo centrale. <strong>Ilio Adorisio</strong>  ingegnere, filosofo, organizzatore industriale, economista, drammaturgo, ordinario di Economia dei trasporti e di Economia matematica nelle università di Cagliari, L&#8217;Aquila e Roma, consulente della Banca Mondiale e di svariati governi per la pianificazione dei trasporti.</p>
<h2>Da vedere</h2>
<p>IL CASTELLO CARAFA</p>
<p>La città si avvolge attorno a un manufatto mili­tare, il castello dei Carafa (oggi di proprietà pri­vata), che ne condiziona l&#8217;assetto abitativo. Fu quasi certamente fatto costruire dai suddetti feudatari, spinti sia da esigenze di difesa verso assalti nemici, sia dalla volontà di controllare gli abitanti della cittadina. Il castello ha una forma trapezoidale, i cui vertici sono occupati da quattro torri circolari, ed è diviso in tre parti: i sotterranei, che per l&#8217;alone leggendario che li circonda, hanno sempre suscitato curiosità; il piano magazzini con il lastricato del cortile in pietra locale (particolare la stella centrale a nove punte ripetute, in modo concentrico, all&#8217;interno di un cerchio); il piano superiore che comprendeva due appartamenti e altre stanze per la servitù.</p>
<p>PALAZZO ADORISIO</p>
<p>Edificio su tre livelli in via S. Giuseppe. Il portale con arco a tutto sesto è provvisto di lucer­nario.</p>
<p>PALAZZO QUATTROMANI</p>
<p>Si trova in piazza San Giovanni, per anni ha ospitato gli uffici della Pretura. Sulla facciata posteriore, che affaccia su vico San Cataldo, si nota un&#8217;ampia apertura a doppio arco con pilastro centrale.</p>
<p>PALAZZO SICILIANI</p>
<p>Costruito nel 1919 in via Marconi, oggi ospita il liceo scientifico &#8220;Ilio Adorisio&#8221;. Particolare il portale d&#8217;ingresso a doppio arco con piccola rampa di scale e balconcino balaustrato sovrastante. Sulle finestre del piano superiore spicca­no una serie di maschere in pietra. L&#8217;imponente edificio della seconda metà dell&#8217;800 ha la caratteristica di essere stato costruito sopra uno dei torrioni della cinta muraria del borgo. Nel 1950 fu venduto dal conte Umberto Siciliani alle famiglie Arcuri, Conci e De Franco.</p>
<p>PALAZZO SUSANNA</p>
<p>La costruzione si trova in via Lilio ed è caratte­rizzata da un portale ad arco con mascherone apotropaico alla chiave di volta e lucernario in ferro battuto finemente lavorato. In alto si apre un delizioso terrazzino.</p>
<p>PALAZZO TERRANOVA</p>
<p>L&#8217;edificio in via Casoppero fu abitato dalla famiglia Terranova, una delle più illustri del paese, che ne rimase in possesso fino al 1947. Degno di nota è l&#8217;imponente portale d&#8217;ingresso con piedritti modanati su cui poggia un arco a tutto sesto con decoro alla chiave di volta. Bello anche il lucernario a raggiera in ferro battuto.</p>
<p>PALAZZO TETI</p>
<p>L&#8217;antico edificio di via Pugliese pare sia stato abitato nel &#8216;700 dalla famiglia Mauro e nell&#8217;800 da quella dei Cristiani per poi passare, infine, nelle proprietà di Oreste Teti. Degno di nota il portale d&#8217;ingresso ad arco con cancello in ferro battuto.</p>
<p>PALAZZO VERGI (oggi Baffa)</p>
<p>Edificio in via Marconi. Costruito in pietra facciavista, si presenta su due livelli più un corpo rialzato. Il portale è arricchito da un portale ad archi concentrici. In alto un piccolo balcone con mensole in pietra e ringhiera in ferro battuto. Gli angoli sono evidenziati da pietre squadrate.</p>
<p>EX PALAZZO VESCOVILE</p>
<p>Questo edificio era utilizzato in passato come residenza estiva del vescovo di Umbriatico. Si caratterizza per un corpo avanzato nel quale si apre un arco poggiante su colonne modanate che introduce nella corte interna.</p>
<p>PALAZZO PIGNATARI</p>
<p>Si trova lungo via Casoppero ed è noto per il balcone &#8220;della Madonna delle Lacrime&#8221;, così chiamato per via della presenza di un quadro della Vergine che pare abbia lacrimato. La loggia con angioletti e targa centrale è abbellita da colonne monolitiche dotate di semplici capitelli reggenti una copertura in muratura finemente decorata.</p>
<p>PALAZZO VITETTI</p>
<p>In piazza Bandiera. In passato appartenne al marchese Susanna che pare vi abbia ospitato re Ferdinando d&#8217;Aragona.</p>
<p>PALAZZO VITO</p>
<p>È molto particolare questo palazzo che ha ospi­tato in passato vari uffici comunali e scuole. L&#8217;ingresso, più basso rispetto all&#8217;assetto strada­le, si raggiunge per mezzo di una scalinata che scende fino a una piccola corte esterna. Composto da corpi irregolari, ha un portale con arco a tutto sesto sovrastato da due finestre ad arco.</p>
<p>MONUMENTO AI CADUTI</p>
<p>È un monumento composito addossato alla fac­ciata principale della chiesa madre. Circondato da una ringhiera in ferro battuto, è formato da una lapide in bronzo (inaugurata nel 1921) sulla quale sono incisi i nomi dei 96 cirotani caduti nella Prima guerra mondiale e da una lapide in marmo (inaugurata nel 1949) che riporta, inve­ce, i nomi dei 41 soldati morti nella Seconda guerra mondiale e di un caduto della guerra d&#8217;Africa. Tra le due lapidi c&#8217;è lo stemma di Cirò e in alto una statua (ideata da Salvatore Ianni) che raffigura un soldato ferito.</p>
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		<title>Luigi Lilio</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/luigi-lilio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 13:50:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Storici]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[astronomo]]></category>
		<category><![CDATA[calendario Gregoriano]]></category>
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		<category><![CDATA[Rinascimento italiano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- storici </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Luigi Lilio: biografia</h1>
<p>Ben 500 anni fa nasceva <strong>Luigi Lilio</strong>, il padre del calendario Gregoriano: medico ed astronomo di Ciro&#8217;, fu colui che diede vita alla riforma del calendario, emanata da Papa Gregorio XIII da cui prese il nome nell&#8217;anno 1582; questa costituì una delle riforme decisive del Rinascimento italiano, nata dalla mente di Lilio e poi portata avanti nella città di Roma da un gruppo di calabresi alla cui guida figurava il Cardinale Guglielmo Sirleto.  Luigi Lilio, nativo di Ciro&#8217; nei pressi di Crotone, nacque nel 1510 ed assieme al fratello frequentò l&#8217;Università di Napoli dove si laureò in medicina, coltivando comunque e portando avanti la passione per l&#8217;astronomia e la matematica; dopo un po&#8217; di tempo trascorso presso l&#8217;università di Perugia i due fratelli Lilio presero a frequentare un gruppo di intellettuali collegati all&#8217;Accademia delle Notti Vaticane, fondata a Roma dal Cardinal Sirleto e dal Cardinale Carlo Borromeo. Esattamente in questo periodo Luigi Lilio portò a compimento e perfezionò il manoscritto contenente la sua fenomenale e straordinaria intuizione.</p>
<p><strong>SINTESI DELLA LECTIO MAGISTRALIS TENUTA A CIRÒ</strong></p>
<p><strong><em>in apertura delle Celebrazioni del Quinto Centenario della Nascita di Aloysius Lilius venerdì 18 giugno 2010</em></strong></p>
<p><strong>ALOYSIUS LILIUS E IL CALENDARIO PERFETTO</strong></p>
<p>Siamo all’alba del Terzo Millennio e finalmente tutti gli abitanti della Terra usano lo stesso Calendario: uno strumento di alta precisione per la vita di tutti i giorni. Il merito di questo Calendario va ad Aloysius Lilius, nato a Cirò in Calabria 500 anni fa. Le radici del Calendario di Aloysius Lilius non sono nella Scienza né nel progresso tecnologico ma nella concezione mistica del Tempo. Ecco perché Gregorio XIII promulgò il Calendario di Aloysius Lilius con la Bolla “Inter gravissimas pastoralis officii nostri curas” firmata a Mondragone (Frascati) il 24 febbraio 1582 [1]. Il Calendario Gregoriano elaborato da Aloysius Lilius — ha detto Papa Giovanni Paolo II agli scienziati della World Federation of Scientists — è: «&#8230; un contributo tra i più significativi e duraturi offerto dalla Cultura Cattolica sin dal lontano 1582 a tutti i popoli del mondo». Popoli di tutte le latitudini e longitudini avevano cercato di sincronizzare i tre movimenti della Terra (a trottola, orbitale e di precessione) con i moti del Sole e della Luna affinché le date del Calendario corrispondessero con le stagioni. Dall’alba della civiltà l’uomo ha sempre voluto capire il significato del Tempo. Nel corso di millenni e millenni ha inventato tanti possibili modi per legare lo scorrere del Tempo ai ritmi della sua attività ed è per questo che ha inventato i Calendari. Ogni popolo e civiltà ha avuto il suo. Nella Roma pagana il Calendario era strumento di potere, privilegio di pochi, con il risultato che Giulio Cesare definì ultimus annus confusionis (709 a.U.c) il Calendario con 445 giorni. Poi accade qualcosa: nasce, muore e risorge un Uomo. Risorge la prima domenica dopo il plenilunio che segue l’equinozio di primavera. Dalla babele di Calendari emerge un nuovo modo di guardare al Tempo. E alla metà del Primo Millennio una figura modesta e splendida di abate venuto dal Caucaso, abilissimo astronomo e matematico, Dionysius Exiguus (Dionigi il Piccolo), attribuisce al Tempo una dimensione mistica, come testimonia quanto lui dice a proposito della data di Pasqua: “essa va calcolata come illuminazione dello Spirito Santo” [2]. Da questa concezione mistica del Tempo nasce – grazie ad Aloysius Lilius – il Calendario a noi familiare che nel Terzo Millennio ha varcato tutte le frontiere, imponendosi per la sua straordinaria precisione (sette centesimi di secondo al giorno) nel sincronizzare le date del Calendario con l’effettivo occorrere di equinozi, solstizi e stagioni. Lo strumento di alta precisione che usiamo è destinato a restare tale nei millenni a venire. Esso esiste in quanto studiosi di Fede Cattolica hanno dedicato le loro energie intellettuali al fine di sincronizzare la data del Calendario con l’equinozio di primavera. Non perché tale equinozio li interessasse come fenomeno astrofisico ma in quanto a tale equinozio era — ed è — legata la data della Resurrezione di Cristo. Diamo tutti per scontato di essere nell’anno che indica il Calendario Gregoriano di Aloysius Lilius. Questo anno ce lo ha calcolato quell’abate, che aveva del Tempo una concezione mistica. L’ateismo nega l’esistenza della sfera trascendentale ed è quindi costretto a sostenere che tutto avviene per coincidenza di eventi. Una certezza però viene dalla Scienza: la nostra esistenza materiale ha le sue basi nella Logica del Creato che non lascia spazio al caos. Se c’è una Logica deve esserci l’Autore. È forse allora bene riflettere su quel piccolo grande abate che, nel legare l’origine del Calendario alla esistenza di Gesù e alla data della Sua Resurrezione, sentì che il Tempo doveva essere radicato in fatti legati ai Misteri della Fede. Misteri che trovarono, mille anni dopo, in Aloysius Lilius, medico di professione ma appassionato cultore di matematica e astronomia, il cattolico devoto che seppe risolvere quel problema, su cui si era focalizzata l’attenzione della Cultura Cattolica, per dare certezza alla data della Resurrezione di Cristo. Quando venne promulgata la Bolla Pontificia per il nuovo Calendario non esistevano gli orologi atomici né la Scienza. Nel Terzo Millennio, come nei millenni a venire, il Calendario Gregoriano di Aloysius Lilius sarà la guida quotidiana per tutti i popoli della Terra. Guida nata nel cuore della spiritualità cristiana. E anche la Scienza sarà — con il suo rigore e la sua logica — strumento indispensabile di progresso per tutti i popoli della Terra. Strumento nato, grazie a Galileo Galilei, per atto di Fede nel Creatore di tutte le cose visibili e invisibili [3]. A Dionigi il Piccolo dobbiamo la concezione mistica del Tempo, ad Aloysius Lilius l’avere saputo risolvere i problemi che hanno dato vita al Calendario più preciso mai concepito; a Galileo Galilei dobbiamo l’atto di Fede nel Creato da cui nasce la Scienza che ha portato alla misura del Tempo con precisione al livello di millesimi di miliardesimi di secondo, grazie agli orologi atomici. Dionigi Exiguus, Aloysius Lilius e Galileo Galilei: Fede, Ragione e Scienza legate indissolubilmente. Chiudiamo ricordando gli anni in cui il Calendario Gregoriano venne man mano adottato nei diversi Paesi del mondo: in Italia, Portogallo e Spagna nell’ottobre del 1582; nel dicembre dello stesso anno in Francia e nei Paesi Bassi di Fede Cattolica. Diciotto anni dopo, nel 1600, venne adottato in Scozia. Bisogna attendere il 1700 per vederlo in uso nei Paesi di Fede Protestante: Danimarca e Norvegia. E addirittura il 1752 per vederlo in uso nel Regno Unito d’Inghilterra. Nei paesi di Fede Ortodossa andò in vigore tra il 1916 e il 1923. In Russia fu introdotto nel 1917. In Cina il governo repubblicano adottò il Calendario Gregoriano il 20 novembre 1911. Negli usi comuni però rimase in vigore il vecchio Calendario finché il governo di Nanking stabilì che col 1º gennaio 1930 il solo Calendario valido a tutti gli effetti giuridici dovesse essere quello Gregoriano di Aloysius Lilius. Ecco perché l’anno del nostro Calendario 1930 coincide con l’anno 19 della Repubblica Popolare Cinese. È attraverso queste diverse fasi che oggi, per la prima volta nella storia del mondo, tutte le Nazioni si trovano ad avere lo stesso Calendario.</p>
<p>REFERENZE</p>
<p>1.Gregorio XIII, Bolla “Inter gravissimas pastoralis officii nostri curas” firmata a Mondragone (Frascati) il 24 febbraio 1582.</p>
<p>2.Dionigi il Piccolo, Epistolae duae de Ratione Paschae, Epistola Prima, in J.P. Migne, Patrologia Latina, Vol. 67, colonna 19, Bibliothecae Cleri Universae, 1865.</p>
<p>3.Antonino Zichichi, Galilei, divin uomo, Il Saggiatore, quattro edizioni (2001–2006), Marco Tropea Editore, due edizioni (2009–2010), tradotto in inglese “Galilei divine man” e pubblicato dalla Società Italiana di Fisica, due edizioni (2009–2010).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caparra e Siciliani</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/caparra-e-siciliani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 13:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[azienda vinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Caparra e siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[Cirò]]></category>
		<category><![CDATA[vigneti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caparra e Siciliani, tra i vigneti di Cirò Ciro&#8217;, lungo la costa ionica calabrese, in provincia di Crotone, tra vigneti ad alberello, uliveti secolari e rovine millenarie,  le cui campagne del comprensorio, ricche d&#8217;acqua, pianeggianti verso il mare, con dolci colline, si rilevano le più idonee a beneficiare di quella felice posizione volta verso il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h1>Caparra e Siciliani, tra i vigneti di Cirò</h1>
<p>Ciro&#8217;, lungo la costa ionica calabrese, in provincia di Crotone, tra vigneti ad alberello, uliveti secolari e rovine millenarie,  le cui campagne del comprensorio, ricche d&#8217;acqua, pianeggianti verso il mare, con dolci colline, si rilevano le più idonee a beneficiare di quella felice posizione volta verso il sole nascente: la più favorevole alla prosperità del vitigno, alla sua cultura, alla vinificazione del suo frutto.</p>
<p>A Ciro&#8217;, lungo la costa ionica calabrese, in provincia di Crotone, tra vigneti ad alberello, uliveti secolari e rovine millenarie,  le cui campagne del comprensorio, ricche d&#8217;acqua, pianeggianti verso il mare, con dolci colline, si rilevano le più idonee a beneficiare di quella felice posizione volta verso il sole nascente: la più favorevole alla prosperità del vitigno, alla sua cultura, alla vinificazione del suo frutto.</p>
<p>Produttori di vino sin dal XIX secolo, le famiglie <strong>Caparra e Siciliani</strong> hanno una solida tradizione agraria e vitivinicola in particolare. Nel 1963, facendo tesoro comune di queste esperienze, nasce la &#8220;<strong>CAPARRA &amp; SICILIANI</strong>&#8220;. L&#8217;azienda opera esclusivamente nella zona del &#8220;Cirò&#8221; e del &#8220;Cirò Classico&#8221;, lavorando le uve provenienti dai vigneti di proprietà dei soci, estesi per circa 213 Ha.</p>
<h2>Una cantina di alta qualita&#8217;</h2>
<p>La cantina ha prestato fin dalla nascita particolare cura all&#8217;imbottigliamento ed il prodotto da imbottigliare viene selezionato dopo un accurato esame condotto con autentica passione vitivinicola, profonda competenza e coscienza professionale. Tutto il sistema è infatti curato da uno dei maggiori enologhi italiani: il dottor Fabrizio Ciufoli. L&#8217;alta qualità della produzione vinicola raggiunta, ha permesso all&#8217;azienda di raggiungere ed affermarsi nei maggiori mercati nazionali ed europei: Germania, Svizzera, Francia, ma anche nei mercati d&#8217;oltre oceano, Canada, USA, Brasile, Australia. I vini prodotti sono stati ripetutamente premiati e destinatari di qualificati riconoscimenti in Italia e all&#8217;estero, frutto di quell&#8217;impegno volto alla valorizzazione della viticoltura ed enologia calabrese.</p>
<h2>I concorsi</h2>
<p><strong>25° Concorso nazionale vini &#8220;Bollino dell&#8217; Enohobby&#8221;<br />
</strong>CONCORSO ENOGASTRONOMICO INTERNAZIONALE &#8211; Marzo 2007<br />
Diploma di Gran Menzione<br />
Cirò Rosso Classico Superiore &#8220;Volvito&#8221; 2004</p>
<p><strong>25° Concorso nazionale vini &#8220;Bollino dell&#8217; Enohobby&#8221;</strong><br />
8ª SELEZIONE NAZIONALE VINI DA PESCE<br />
Cirò D.O.C. Rosato &#8220;Le Formelle&#8221; 2006</p>
<p><strong>8ª Selezione nazionale vini da pesce<br />
</strong>Cirò D.O.C. Bianco &#8220;Curiale&#8221; 2006</p>
<p><strong>Top hundred 2006 </strong><br />
Cirò Rosso &#8220;Volvito&#8221; 2002</p>
<p><strong>24° Concorso nazionale vini &#8220;Bollino dell&#8217; Enohobby&#8221;</strong><br />
Rosso Val di Neto &#8220;Mastro Giurato&#8221; 2003</p>
<p><strong>7ª Selezione nazionale vini da pescce</strong><br />
I VINI ROSATI DEL GAMBERO ROSSO 2007<br />
Cirò D.O.C. Rosato &#8220;Le Formelle&#8221; 2005</p>
<p><strong>33ª Concorso nazionale vini a Doc e a Docg Premio Douja D&#8217;or 2005</strong><br />
Cirò D.O.C. Rosato &#8220;Le Formelle&#8221; 2004</p>
<p><strong>44° Concorso enologico nazionale &#8211; &#8220;Città di pramaggiore&#8221;</strong><br />
Cirò D.O.C. &#8220;Curiale&#8221; 2004</p>
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<div><img decoding="async" src="http://www.eccellenzecalabresi.it/images/next.gif" width="10" height="10" /> Caparra e Siciliani &#8211; Informazioni</div>
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<h2>Alcuni tra i grandi vini “CAPARRA &amp; SICILIANI&#8221;:</h2>
<h3><strong>Mastro Giurato &#8211; Val di Neto Rosso</strong></h3>
<p>VITIGNO: Gaglioppo &#8211; Greco nero, gradazione 14% Vol.<br />
Colore denso, con accenni di granato, su fondo che tende all&#8217;arancione con l&#8217;invecchiamento. Profumo sottilissimo di lampone, di frutti piccoli. Sapore morbido, perché l&#8217;affinamento, in piccole botti in legno, ha contribuito ad attenuare i tannini i quali appaiono gradevoli ed eleganti.</p>
<h3><strong>Volvito &#8211; Cirò rosso classico superiore riserva</strong></h3>
<p>VITIGNO: Gaglioppo 100%, gradazione 14% Vol.<br />
Colore rosso rubino, profumo intensamente vinoso. Sapore caldo e armonico. Adatto con salumi, arrosti, brasati e selvaggina, va servito a temperatura ambiente.</p>
<h3><strong>Cirò rosso classico superiore riserva</strong></h3>
<p>VITIGNO: Gaglioppo 100%, gradazione 13.50% Vol.<br />
Colore rosso rubino, profumo delicato ed intensamente vinoso, sapore caldo e vellutato con l&#8217;invecchiamento. Si accompagna con cacciagioni, arrosti e brasati. Il vino va portato nel locale dove verrà servito con qualche giorno di anticipo e le bottiglie vanno stappate qualche ora prima della mescita.</p>
<h3><strong>Cirò rosato &#8220;Le formelle&#8221;</strong></h3>
<p>VITIGNO: Gaglioppo 100%, gradazione 13% Vol.<br />
Colore tra il rosso corallo e il cerasuolo, profumo fruttato, sapore deciso, armonico, di buona stoffa.<br />
“Le formelle” è un vino rosato ottenuto da uve gaglioppo le cui bucce degli acini rotti vengono lasciati a contatto con il mosto per almeno una ventina di ore affinché il vino raggiunga la sua gradazione di colore. La macerazione condotta ad una temperatura inferiore ai 18° c. contribuisce ad accrescere note di fruttato e ad elevare le componenti del sapore.</p>
<h3><strong>Cirò bianco &#8220;Curiale&#8221;</strong></h3>
<p>VITIGNO: Greco bianco in selezione 100%, gradazione 13% Vol.<br />
Colore giallo paglierino poco intenso, profumo vinoso e gradevole, sapore armonico, vivace e delicato. Ottenuto da accurata selezione di uve greco ed affinato, è ottimo con pesce, antipasti di mare e crostacei. Eccellente aperitivo, va servito freddo.</p>
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