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	<title>Sport &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>Sport &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Giusy Versace: una storia di forza, coraggio e diritti da conquistare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 10:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giusy Versace nel podcast Eccellenze Italiane: sport, disabilità, diritti e inclusione. Una storia di coraggio che ispira e fa riflettere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nuovo episodio del podcast <em>Eccellenze Italiane</em>, in uscita oggi alle 18:00, il protagonista è un volto noto dello sport, della televisione e della politica: <strong>Giusy Versace</strong>. Un nome che è ormai sinonimo di determinazione, resilienza e impegno civile. Una voce autorevole che lotta per i diritti delle persone con disabilità, ma anche una donna che non si è mai arresa di fronte alla sfida più dura: reinventarsi dopo un incidente che le ha cambiato per sempre la vita.</p>
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<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="wp-block-heading">Una puntata che tocca il cuore (e la coscienza)</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>In questa intensa conversazione, Giusy racconta il suo percorso personale e professionale: dall’incidente stradale che le ha fatto perdere entrambe le gambe all’approdo sulle piste dell’atletica paralimpica, passando per il palcoscenico di Ballando con le Stelle e l’aula del Parlamento.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Ma soprattutto, parla con lucidità e passione del <strong>diritto allo <a href="https://www.eccellenzecalabresi.it/skipass-anche-la-calabria-al-salone-del-turismo-e-degli-sport-invernali/">sport</a></strong> come strumento di inclusione. “Un amputato come me ha bisogno di una protesi da corsa che costa anche 5.000 euro”, spiega. “Oggi lo Stato non copre questa spesa, quindi lo sport diventa un lusso. Ma lo sport non deve essere un lusso, è un diritto!”. È una frase che colpisce e fa riflettere. Perché il diritto allo sport, in un Paese civile, dovrebbe essere garantito a tutti – indipendentemente dalle condizioni fisiche o economiche.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="wp-block-heading">Disabilità e politica: cosa manca davvero?</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Durante la puntata, Giusy denuncia con chiarezza anche le mancanze della politica nei confronti delle persone con disabilità: “Serve ascolto. Serve attenzione. E purtroppo oggi spesso mancano entrambi”. Le sue parole sono dirette, mai vittimistiche, ma sempre propositive. È una chiamata all’azione, un invito a costruire un sistema più equo e realmente inclusivo.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="wp-block-heading">“La disabilità non è una parola unica”</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Un’altra riflessione centrale dell’intervista riguarda il modo stesso in cui si affronta il tema della disabilità. “È un ventaglio vastissimo – dice Versace – e non si possono dare risposte uniche a problemi diversi. Bisogna saper ascoltare, capire, personalizzare”. Anche in questo, il suo approccio è pragmatico ma visionario, e suggerisce quanto ancora ci sia da fare, anche a livello culturale.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="wp-block-heading">Un esempio, non un’eccezione</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>L’episodio, come sempre condotto da <strong>Piero Muscari</strong>, mette in luce il lato umano e profondo dell’ospite, senza mai indulgere nella retorica. Giusy Versace viene raccontata nella sua interezza: atleta, attivista, politica, donna. E il suo messaggio è forte: non si può rimanere indifferenti. Ognuno di noi ha il dovere di contribuire a una società più giusta.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3 class="wp-block-heading">Dove vedere la puntata</h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>👉 La puntata completa sarà disponibile da oggi alle 18:00 su <a class="" href="https://www.youtube.com/@eccellenzeitalianetv/podcasts" target="_blank" rel="noopener">Eccellenze Italiane Podcast</a>.</p>
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		<title>Benoit Manno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 10:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Benoit Manno]]></category>
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		<category><![CDATA[campione italiano universitario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - Sport </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Benoit Manno: la sua Storia</h1>
<p>Trent’anni e il titolo di campione nazionale categoria <strong><em>Superpiuma</em> </strong>conquistato l’11 novembre 2011. <strong>Benoit Manno</strong>, sangue calabrese (originario di Acquaro nel Vibonese) e maturazione piemontese (dove vive da diversi anni), al palasport “<em>Le Cupole</em>” di Torino ha affrontato in 10 riprese Luigi Mantegna conquistando il titolo nazionale.</p>
<p>Professionista dal 2009, Manno ha iniziato con la boxe a 16 anni al “<em>Boxing Club Torino</em>”, ha disputato una settantina di match conquistando 3 volte il campionato interregionale, svariate coppe e cinture piemontesi, due volte il titolo di campione italiano universitario (nei pesi welter e nei pesi leggeri), per due volte è stato vicecampione Prima serie, ed è stato convocato anche in nazionale dove si è classificato al quarto posto ai Mondiali in Russia. «<em>Ho provato una soddisfazione enorme</em> – spiega Manno nel ricordare la vittoria nazionale &#8211; <em>è stato il premio per i tanti sacrifici sofferti in questi 13 anni di attività in cui ho messo la boxe al di sopra di ogni cosa: amici, divertimento, amore, lavoro. I miei sacrifici sono stati ripagati ma solo in parte, la cintura di Campione d&#8217;Italia rappresenta solo uno degli obiettivi che mi sono prefissato</em>».</p>
<p>La boxe al di sopra di tutto, un percorso fatto di allenamenti, solitudine e concentrazione. «<em>Il pugilato è per me uno stile di vita – </em>prosegue Benoit, per gli amici Ben<em> &#8211; dedico 4 ore al giorno agli allenamenti, rispetto una dieta ferrea, faccio poca vita mondana. Le mie giornate sono pesanti, perché oltre ad allenarmi devo anche lavorare. Chi decide di intraprendere la carriera di pugile professionista deve mettere in conto che con la boxe non si vive e, oltre ad allenamenti e diete, il pugile contemporaneo lavora anche</em>».</p>
<p>Con la boxe, dunque, non si diventa ricchi, a reggere le gambe sul ring c’è tutta la passione di un uomo pronto a sfidare l’avversario ma, soprattutto, se stesso, in cerca dei propri limiti con la segreta speranza di superarli, pugno dopo pugno, round dopo round, match dopo match per salire in cima al tetto del mondo. «<em>È uno sport poco remunerato, ai miei livelli – </em>spiega ancora Manno<em> – si guadagna pochissimo, per poter vivere di solo pugilato bisogna per lo meno vincere un Europeo, titolo a cui aspiro. Rimane, comunque, uno degli sport più amati e ricercati dai giovani, il suo fascino è quasi primordiale e le persone che mettono piede in palestra è difficile che non rimangano “colpite” dalla purezza della boxe</em>».</p>
<p>Ma cosa fa scattare il suono del gong nellamente di un pugile? Semplice: «<em>Adrenalina pura. Mi fa sentire vivo. Ho iniziato a 16 anni, su consiglio di un amico, 6 mesi dopo dovetti scegliere se proseguire nel calcio o buttarmi in questa avventura; scelsi il pugilato</em>». Una scelta di vita, perché «<em>a differenza degli sport di squadra, il pugilato ti responsabilizza molto, se sei stanco il tuo maestro non ti sostituisce con un altro pugile, sta a te tenere duro e continuare, se sei stanco vorrà dire che non ti sei allenato a sufficienza e te ne assumerai le responsabilità rischiando di prendere più colpi</em>». Una strada che ti fa capire che la vita non è facile, che per crescere bisogna fare sacrifici e lottare fino all’ultimo, che nulla è dovuto ma ogni cosa va conquistata. «<em>È uno sport complesso, coinvolge tante emozioni: aggressività, paura, ansia e questo non può far altro che responsabilizzare e far maturare chi si avvicina alla boxe</em>», una palestra di vita che fa crescere. «<em>Il pugilato è strano – </em>racconta Manno<em> &#8211; si fa tutto al contrario, nessuno andrebbe incontro a un pericolo, mentre il pugile va sempre verso i pugni dell’avversario, verso ciò che teme, verso la propria paura</em>». Essere un boxer non significa solo dare e incassare pugni, la vita continua anche fuori dal ring, anzi è proprio fuori dal ring che si combatte il match più duro, quello con le difficoltà quotidiane. Per questo è necessario non trascurare nulla, in primo luogo l’istruzione: «<em>Sono iscritto all’università – </em>conferma Manno<em> – Scienze motorie e spero di laurearmi al più presto» e soddisfare così la sete di «conoscere, sapere, avere un&#8217;ampia visuale del mondo e della vita. Quando ho un attimo di tempo libero lo dedico ai viaggi, ai libri, coltivo il più possibile le mie passioni</em>». Ma che cos’è lo sport per Benoit Manno? «<em>Una delle ruote più importanti per lo sviluppo della vita, svolge un ruolo determinante nella formazione, nello sviluppo e nell&#8217;educazione. Ad alcuni sport, come il calcio, i giovani si dedicano sulla spinta della televisione per la ricerca del successo, della notorietà. Ad altri sport, di nicchia, ci si dedica per la passione, per condividere momenti piacevoli, per divertimento</em>».</p>
<p>Il futuro di una persona affonda le radici nel passato e anche per questo Manno ci tiene a ricordare le sue origini calabresi di cui «ho ricordi indelebili. Ho frequentato quasi tutte le scuole elementari, prima di trasferirmi più volte tra Francia e Italia. Gli odori della campagna calabrese, con i suoi ulivi, l’uva, le battaglie, i giochi all’aperto, la scuola, “rubare” frutta e verdura negli orti, il mare d&#8217;estate, i primi baci. Avere del sangue calabrese nelle vene ha contribuito ad aiutarmi, a essere tenace e battagliero, sia nella vita di tutti i giorni che nella boxe».</p>
<p>La boxe è una passione costante nei pensieri del trentenne campione italiano per il quale «<em>con la boxe si impara prima di tutto il rispetto per gli altri, sono pochi gli sport dove esiste il cosiddetto terzo tempo e il rugby e la boxe sono gli esempi più eclatanti. Dopo aver combattuto, i pugili si abbracciano chiudendo ogni rivalità. È un rituale che passa oramai inosservato ma che racchiude rispetto, stima, sentimento di pace. Questo è solo uno dei motivi, oltre alla completezza dell’allenamento, al suo rigore, la sua disciplina, il progressivo aumento di autostima, per cui consiglierei la boxe a un ragazzo che inizia a muovere i primi passi nel mondo dello sport</em>».</p>
<p>Lanciando uno sguardo al futuro Benoit Manno salirà di nuovo sul ring il prossimo 25 febbraio a Savigliano a 50 km da Torino (incontro in diretta su Sport Italia) con un sogno in mente e una richiesta alle autorità calabresi: «<em>Farmi combattere presto nella mia tanto amata terra</em>».</p>
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		<title>Giancarlo Bolognino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2014 10:21:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[miglior arbitro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- Sport</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Giancarlo Bolognino: &#8220;Guerin d’oro&#8221; &#8211; 1991/92 migliore arbitro</h1>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p><strong>Bolognino Giancarlo</strong> nasce a Siderno, (RC) nel 1959.</p>
<p>All’età di 15/16 anni frequenta il corso per arbitri di Locri, ed inizia, da qui, la sua carriera sportiva. Arbitrando nella zona, infatti, si fa presto distinguere per la sua professionalità. Dopo la maturità scientifica &#8211; e un breve periodo in cui lo vediamo studente della Facoltà di Ingegneria &#8211; si iscrive all’I.S.E.F. di Milano, dove tutt’ora è istruttore di Educazione Fisica.</p>
<p>Nel 1992 viene premiato per la stagione 91/92 con il &#8220;<strong>Guerin d’oro</strong>&#8221; (in C1) come migliore arbitro. Esordisce in serie A il 9 maggio del 1993, nella partita Sampdoria &#8211; Pescara.</p>
<p>Oggi dirige una palestra ad Opera, comune vicino Milano e organizza tornei di Mini Basket a livello regionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: <a href="http://www.calabriaonline.com/" target="_blank" rel="noopener">Calabriaonline</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pippo Callipo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 10:35:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Callipo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- Sport</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Pippo Callipo: biografia</h1>
<p>Nato a Pizzo il 22 giugno 1946, rappresenta la quarta generazione dei Callipo alla guida dell’azienda di famiglia, costituita nel 1913 e specializzata nella produzione (collocata in una fascia medio-alta di mercato) di tonno in scatola e in vasetto di vetro.</p>
<p><strong>Pippo Callipo è uno dei grandi protagonisti dello sport in Calabria</strong>, sport vissuto non da atleta, ma da imprenditore capace di guardare lontano. Ed è proprio il suo sguardo lungimirante a portare la “<strong>Volley Tonno Callipo</strong>” fino alle vette più alte della classifica. Fondata nel 1993, in soli dieci anni la squadra raggiunge, partendo dalla serie C2, la massima serie: la A1.</p>
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		<title>Simone Perrotta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 09:58:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[Cerisano]]></category>
		<category><![CDATA[genitori calabresi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - Sport </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Simone Perrotta: biografia</h1>
<p>Nasce ad Ashtonunder- Lyne, nella contea inglese di Greater Manchester, nel 1977.</p>
<p>Figlio di genitori calabresi originari di Cerisano, in provincia di Cosenza. Tornato in Calabria a 5 anni, <strong>Simone Perrotta</strong> inizia a giocare a calcio nella squadra del paese e subito viene notato dalla Reggina: a soli 13 anni lascia la sua famiglia per trasferirsi a Reggio Calabria ed esordisce in Serie B nel 1995. Nel 1998 viene ingaggiato dalla Juventus, ma è subito mandato in prestito al Bari, dove diventa una colonna portante del  centrocampo. Nel 2001 si trasferisce al Chievo, contribuendo al successo di quella piccola squadra in serie A. Nel 2004 viene acquistato dalla Roma dove mister Spalletti lo impiega come trequartista e lo lancia verso il successo e la convocazione in Nazionale. Con l’Under 21, allenata da Marco Tardelli, Perrotta ha collezionato 6 presenze ed un goal; ha disputato da titolare nella Nazionale maggiore gli Europei 2004, guidato da Giovanni Trapattoni, ed il Mondiale 2006 con Marcello Lippi, che lo ha promosso titolare per tutte le sette partite.</p>
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		<title>Giovanni Parisi</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/giovanni-parisi/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 10:08:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- Sport</p>
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</style><div class="td-fix-index"><h1>Giovanni Parisi: biografia</h1>
<p>Nasce a Vibo Valentia nel 1967.</p>
<p>Riconosciuto come il miglior pugile dell&#8217;ultimo ventennio nel solco di Nino Benvenuti e Patrizio Oliva, grandi campioni dei decenni passati. Ha due anni quando con la famiglia si trasferisce a Voghera. Qui studia ed inizia giovanissimo l’attività sportiva, prima nel calcio, come centrocampista, e poi nella boxe, nella quale trova la sua strada. Con coraggio e una determinazione tutta calabrese, <strong>Giovanni Parisi</strong> inizia a “macinare” incontri e infliggere sconfitte agli avversari, conquistando ben presto la ribalta della boxe internazionale.</p>
<p>È <em>Campione d’Italia dilettanti</em> nel 1985-1986 e poi, sbaragliando tutti gli avversari e sovvertendo i pronostici della vigilia, è <em>campione Olimpico</em> a Seoul 1988. Nel 1991 è <em>Campione d’Italia dei professionisti</em> dei leggeri e successivamente nel 1992<em> Campione del mondo dei leggeri Wbo</em>. Nel 1995 l’epico incontro, sul ring del Caesars Palace di Las Vegas, con Julio Cesar Chavez il boxeur più quotato del momento sotto la scuderia di Don King. Nel 1996 trionfa nel <em>Mondiale dei super leggeri Wbo</em> e per altri due anni sconfigge tutti gli avversari sul suo cammino, fino alla sconfitta nel 1998 contro Carlos Gonzales. Dopo un’altra serie di incontri, Parisi interrompe la sua carriera nel 2006 dedicando a suo figlio Giovanni Carlos una lettera sulla prima pagina della Gazzetta dello Sport. È il 25 marzo 2009, quando all&#8217;età di 42 anni, un incidente stradale nei pressi di Voghera, se lo porta via.</p>
</div></div>[vc_video link=&#8221;https://youtu.be/-8OjfNWeLW4&#8243;]</div></div></div></div></p>
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		<title>Francesco Versaci</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 08:37:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[campione mondiale giovanile]]></category>
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		<category><![CDATA[primo campione del Mediterraneo Wbc]]></category>
		<category><![CDATA[pugilato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- Sport </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Francesco Versaci: biografia</h1>
<p><strong>Francesco Versaci</strong>, 25 anni di Catona.</p>
<p>E&#8217; un mediomassimo, campione italiano di categoria, primo campione del Mediterraneo Wbc. Ha un curriculum eccellente: ha vinto 17 incontri su 18 disputati. E&#8217; stato il più giovane pugile italiano professionista. Il professionista reggino aggiunge il prestigioso titolo di Campione Mondiale giovanile IBF al suo ricco palmares battendo a Cagliari l’albanese Fatjon Murati.</p>
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		<title>Vincenzo Iaquinta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 11:29:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Mondiale 2006]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Iaquinta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - Sport </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Vincenzo Iaquinta: biografia</h1>
<p>Così come <strong><a href="http://www.eccellenzecalabresi.it/gennaro-gattuso/">Gennaro Gattuso</a></strong>, un altro dei grandi protagonisti del Mondiale 2006 è di origine calabrese.<br />
<strong>Vincenzo Iaquinta</strong> nasce a Crotone il 21 novembre 1979 è un centravanti di grande spessore tecnico e dalla grande prestanza fisica.<br />
Originario di Cutro (KR), ha iniziato la carriera nel Reggiolo, squadra del Campionato Nazionale Dilettanti.<br />
Ha poi militato nelle serie minori con il Padova ed il Castel di Sangro, fino al passaggio nel 2000 all&#8217;Udinese.</p>
<p>Dopo una prima stagione passata a fare da riserva a giocatori più esperti di lui, Iaquinta ha iniziato a farsi notare per la sua rapidità in campo e per la sua capacità ad andare in rete.<br />
Nella stagione 2004-2005, in coppia da titolare con Antonio Di Natale, ha segnato 13 reti, contribuendo alla qualificazione dell&#8217;Udinese ai preliminari della <strong>Champions League.</strong><br />
Nel 2005, all&#8217;esordio in Champions League, Iaquinta realizza una splendida tripletta contro i greci del Panathinaikos.</p>
<p>Iaquinta è stato uno dei protagonisti dei Mondiali di Germania 2006. Durante il mondiale è sceso in campo quattro volte e nella partita di esordio degli azzurri contro il Ghana ha realizzato il suo primo gol con la maglia della Nazionale.</p>
<p>Nella stagione 2007/2008 vestirà la maglia della Juventus.</p>
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		<title>Gennaro Gattuso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 11:21:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Old Trafford di Manchester]]></category>
		<category><![CDATA[serie a]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi- Sport</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Gennaro Ivan Gattuso: biografia</h1>
<p>Nasce a Corigliano Calabro il 9 gennaio 1978.</p>
<p>Centrocampista incontrista dalla grande carica agonistica e resistenza atletica, tanto da essere soprannominato <em>Ringhio</em> dai suoi tifosi, nel tempo ha notevolmente affinato le sue capacità tecniche fino a diventare un giocatore fondamentale del Milan e della Nazionale.</p>
<p><strong>Gennaro Gattuso</strong> debutta in Serie A a soli diciassette anni, il 22 dicembre 1996, con la maglia del Perugia, e lo stesso anno veste la maglia azzurra nel campionato europeo under 18.<br />
Nel 1997 lascia Perugia dopo 8 presenze in serie A e si trasferisce in Scozia, dove gioca nei Rangers Glasgow. Il periodo passato in Scozia esalta le sue caratteristiche di grande lottatore a centrocampo in un campionato duro e difficile.<br />
Al termine della stagione Gattuso torna in Italia, alla Salernitana. Qui si afferma come giocatore chiave del centrocampo, diventando uno dei calciatori più ambiti dalle grandi squadre italiane. Tra i vari club che se lo contendono ha la meglio il <strong>Milan</strong>, dove Gattuso si trasferisce nel 1999<br />
Beniamino assoluto dei tifosi milanesi, Gattuso conquista anche la Nazionale maggiore, dove debutta il 23 febbraio del 2000.</p>
<p>Nella stagione 2002/03 vince la <strong>Champions League</strong> nella finale dell&#8217;<strong>Old Trafford di Manchester</strong> contro la <strong>Juventus </strong>e la<strong> Coppa Italia</strong> contro la Roma. Con il Milan è stato anche Campione d&#8217;Italia nel 2004.</p>
<p>Nel 2006 conquista la Coppa del Mondo con la <strong>Nazionale italiana</strong> di Marcello Lippi.</p>
<p>Il 23 maggio 2007 conquista la sua seconda Champions League con il Milan e prende la maglia numero 8.</p>
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		<title>Francesco Panetta</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 11:13:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[atletica leggera]]></category>
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		<category><![CDATA[medaglia internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - Sport</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Francesco Panetta: biografia</h1>
<p>Nasce a Siderno (RC) nel 1963 ed è considerato uno dei mezzofondisti più importanti nella storia dell’ <strong>atletica leggera</strong> <strong>italiana</strong>. Conquista la sua prima medaglia internazionale ai Campionati Europei 1986 di Stoccarda.</p>
<p>Nel 1987 avviene la sua consacrazione, con la vittoria nei 10.000 metri al Meeting di Stoccolma, l’argento nella stessa specialità ai Campionati Mondiali a Roma e l’oro nella finale dei 3.000 metri Siepi, sempre a Roma. Nel 1989 <strong>Francesco Panetta</strong> è ancora grande protagonista sui 10.000 metri al Meeting di Helsinki, dove arriva terzo; ai Campionati Europei del 1990 a Spalato Panetta vince il Titolo Europeo nei 3.000 Siepi. L’ultima partecipazione internazionale di Panetta è nel 1994 agli Europei di Helsinki. In quella occasione si distingue per un grande gesto sportivo: nei 3.000 Siepi aiuta il collega Lambruschini a rialzarsi dopo una caduta nella finale permettendogli di vincere e sacrificando la propria gara, che chiudera&#8217; solo ottavo.</p>
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