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	<title>Locri &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>Locri &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Rosarno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 11:28:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Locri]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Rosarno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Reggio Calabria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Rosarno: l&#8217;antica Medma</h1>
<h2>Le origini</h2>
<p>Alla fine del VI secolo a.C. i Locresi avevano bisogno di andare sul mar Tirreno e per non attraversare lo Stretto di Messina, valicarono i passi della Limina, di Croce Ferrata, di Ropola e del Mercante, che si trovano a 952 metri sul livello del mare e scendendo lungo facili pendii si diressero verso una vasta e fertile pianura attraversata da rigogliosi corsi d’acqua, che distava da Locri Epizephyrii meno di una giornata di cammino.  Arrivati alla collina posta al centro della pianura, trovarono in loco delle popolazioni indigene, di stirpe indoeuropea, e da queste trassero e diedero alla città da loro stessi rifondata il nome di <strong>MEDMA</strong>, che in lingua indigena, significa “città di confine”.  L’agglomerato urbano dell’antica cittadina, tanto ampio da ospitare una popolazione superiore ai quattromila abitanti, si estendeva sul magnifico terrazzo di Pian delle Vigne.  Case, laboratori artigianali, negozi, templi, sorgevano nel perimetro compreso tra il Bellavista del Rione Ospizio, l’attuale cimitero, contrada Pomaro e la zona “Ospedale”.  Solo più tardi i coloni di Locri Epizephyrii si accamparono su un altopiano più a Nord di MEDMA, fondando Hipponion, l’odierna Vibo Valentia, città marinara e con un ferace retropiano agricolo, ampliando così i propri confini territoriali e imponendo una maggiore azione politica e commerciale sul versante tirrenico.  Tucidide narra che i Locresi stipularono, nel 422, un accordo con l’ateniese Feace mentre erano in guerra con gli Hipponiati e Medmei, confinanti e coloni della stessa Locri.  Diodoro Siculo narra che Medma subì una prima istruzione nel 396 a.C. ad opera di Dionigi, tiranno di Siracusa, il quale, chiamato in aiuto dai Locresi di Locri Epizephyrii, fece prigionieri quattromila Medmei destinati a popolare Messina.  L’Attestazione epigrafica più antica di Medma, finora rinvenuta, ci proviene da uno scudo di bronzo che è stato rinvenuto nel 1938 nel santuario greco di Olimpia, uno dei santuari più famosi dell’antichità. Su questo scudo vi è un’iscrizione, facilmente integrabile, in cui si legge che i Medmei, alleati coi Locresi di Locri Epizephyrii e con gli Hipponiati, hanno sconfitto gli abitanti di Crotone.  Inoltre, in questo contesto, non possiamo fare a meno di ricordare che l’unico Medmeo antico, di cui conosciamo il nome, è Filippo di Medma, discepolo, amico e segretario personale di Platone, oltre che autore di un opera dal titolo “Intorno ai venti”, come afferma Alessandro Afrodisiaco nel commento alle “Meteore di Aristotele”.  Nell’Ottocento, a <strong>Rosarno</strong> eseguirono numerosi scavi archeologici il conte vibonese Vito Capialbi, il Vescovo di Mileto Mons. Filippo Mincione e gli antiquari tedeschi Merz e Major di Taormina.  All’inizio dello scorso secolo, negli anni 1912-13 e &#8217;14, l’archeologo roveretano Paolo Orsi, soprintendente della Sicilia orientale e della Calabria, ha condotto due distinte campagne di scavo nel territorio di <strong>Rosarno</strong>, su Pian delle Vigne e sulla collina di Nolio Carozzo.  In tempi più recenti altri archeologi scavarono a Rosarno. In ordine di tempo, ricordiamo Paolo Enrico Arias, Salvatore Settis, Claudio Sabbione, Maurizio Paoletti, Maria Cecilia Parra, Maria Teresa Iannelli, Rossella Agostino.  Dalla città di Medma derivò Rosarno, che si trova su una collina che si affaccia come un balcone naturale sul porto di Gioia Tauro e sulla pianura circostante.  Rosarno, per la collocazione geografica, è destinata a svolgere un ruolo molto importante nel sistema intermodale dei trasporti nazionali ed internazionali.  Il suo territorio (di cui 120 ettari sono parte del Piano Regolatore predisposto dall’ASI per gli insediamenti industriali) è la porta di ingresso terrestre (ferroviaria ed autostradale) al porto ed alle aree destinate agli insediamenti produttivi.</p>
<h2>Da vedere</h2>
<p>&#8211; Chiesa di San Domenico, ora detta &#8220;Chiesa del Rosario&#8221;</p>
<p>&#8211; Chiesa Matrice o di San Giovanni Battista, protettore della città</p>
<p>&#8211; Chiesa del Purgatorio</p>
<p>&#8211; Chiesa dell&#8217;Immacolata</p>
<p>&#8211; Chiesa dell&#8217;Addolorata</p>
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		<title>Locri</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/locri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 13:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Centro culturale]]></category>
		<category><![CDATA[Centro religioso]]></category>
		<category><![CDATA[Locri]]></category>
		<category><![CDATA[Locride]]></category>
		<category><![CDATA[Parco archeologico di Locri Epizeferi]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Reggio Calabria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Locri: centro culturale e religioso del territorio della Locride</h1>
<h2>I confini</h2>
<p><strong>Locri</strong>, e’ una cittadina di quasi 13.000 abitanti e confina con le città di Siderno, Gerace , Antonimina e Portigliola. Gli abitanti, vengono chiamati Locresi.</p>
<h2>Le origini</h2>
<p>Anch’essa ha delle origini molto antiche, a testimonianza della quali, le diverse chiese della citta’ che sono di gran lunga meta ambita da tanti turisti. E’ un centro di grande interesse grazie ad una presenza amministrativa possente all’interno della citta’ stessa. (Tribunale, Ospedale, Sede Vescovile,Archivio di Stato, ecc).</p>
<h2>Il terreno fertile</h2>
<p>Gode di un terreno fecondo e molto fertile , la cui migliore attivita’ agricola e l’olivocoltura. E’ situata in una posizione lungimirante per i trasporti, i quali avvengono attraverso la SS 106, che collega tutti i paese della zona Jonica della Calabria e con la SS 111, superstrada che congiunge i due versanti della penisola calabrese.</p>
<p>Oltre ad essere ricca di terra fertile, <strong>Locri</strong>, sembra come una venere sdraiata lungo la costa del suo mare che si estende per kilometri. Vanta ancora delle sue sorgenti termo-minerali, che hanno forti poteri curativi e ancora grande attrazione storico-culturale e ‘ data dalle vestigia archeologiche greco-romane.</p>
<h2>Da visitare</h2>
<p>&#8211; <strong>Parco archeologico di <em>Locri Epizeferi</em></strong>, di cui sono visibili le mura che perimetrano la vecchia citta’ per circa 7,5 kilometri; &#8211; rione “Centocamere”;</p>
<p>&#8211; il tempio Jonico di Marasa’ e le torridi avvistamento;</p>
<p>&#8211; il teatro greco-romano;</p>
<p>&#8211; Museo Nazionale.</p>
<h2>Eventi</h2>
<p>Tra le manifestazioni piu’ antiche e importanti, il premio nazionale  di Poesia <em>“Giugno Locrese”;</em></p>
<p>&#8211; la  rassegna di teatro, che si svolge nella parte archeologica di <em>“Locri Antica”.</em></p>
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		<title>Crotone</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 15:44:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Capocolonna]]></category>
		<category><![CDATA[costa ionica]]></category>
		<category><![CDATA[Kroton]]></category>
		<category><![CDATA[Locri]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Cz</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Crotone: il quinto comune più popoloso della regione</h1>
<h2><strong>La storia</strong></h2>
<p>Si estende verso il mare su un promontorio della costa ionica, allo sbocco della regione collinare del Marchesato.<br />
La città vanta una storia prestigiosa e molto antica. Fondata da coloni greci intorno al 710 a.C., ben presto divenne un centro florido ed estese il suo dominio lungo la costa calabra, scontrandosi con la potente colonia di Locri, che sconfisse i crotonesi intorno al 560 a.C.<br />
Negli stessi anni delle guerre di espansione, Crotone ospitò il grande filosofo e matematico greco Pitagora, che qui decise di fondare la sua scuola. Pitagora, con la sua autorità ed il suo prestigio influenzò molto la vita culturale della città ed il suo governo e pare che il suo appoggio sia stato determinante nella battaglia di Nike contro <em>Sibari</em>, vinta dai crotonesi.<br />
Dopo anni di splendore culturale ed economico, Crotone fu conquistata dai Siracusani e successivamente dai Romani, perdendo la propria autonomia. Durante il Medioevo rimase un importante centro strategico sia sotto i bizantini che sotto i normanni, che ne rinforzarono le mura ed ampliarono il porto. Nel 1284 divenne feudo dei Conti Ruffo e nel corso del Medioevo e del Rinascimento fu un florido porto commerciale. Ancora oggi, Crotone è il porto calabrese più attrezzato sullo Ionio.</p>
<h2> <strong>Da vedere:</strong></h2>
<p><strong><em> Il Duomo</em></strong>, costruito nel IX sec., è stato profondamente rinnovato nel Cinquecento, utilizzando anche materiale di scarto proveniente dal tempio greco di Hera Lacinia. Al suo interno è conservata una tavola in stile bizantino raffigurante la Madonna nera o Madonna di Capocolonna.</p>
<p><strong><em>Il Palazzo Vescovile</em></strong>, del XVI secolo.</p>
<p><strong><em> La Chiesa di S. Chiara</em></strong>, del ‘700 ma parte di un complesso risalente al ‘400, mostra una interessante facciata con decorazioni a “graffito”.<br />
Il Castello è stato realizzato alla metà del 1500 fortificando i resti di un precedente castello normanno, sul sito dell’antica acropoli greca. L’edificio ospita oggi la Biblioteca comunale e il Museo Civico.</p>
<p><strong><em>Il Museo Archeologico Nazionale</em></strong> accoglie i reperti dell’antica <strong><em>Kroton</em></strong>, recuperati durante le numerose campagne di scavi o donati da collezionisti privati.</p>
<p><em>Pescheria </em>è il quartiere più suggestivo del centro storico, dove si possono trovare i palazzi nobiliari risalenti al ‘400 e al ‘500, le cui facciate austere dominano le strette viuzze.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Oleificio Capogreco</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/oleificio-capogreco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 14:42:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[frantoio]]></category>
		<category><![CDATA[Locri]]></category>
		<category><![CDATA[Oleificio Capogreco]]></category>
		<category><![CDATA[olio extravergine d’oliva]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oleificio Capogreco: tra Storia e Tradizione A Locri, nel cuore della Calabria, territorio ricco di storia, dove la cultura dell’olio e la produzione hanno antiche origini, nel 1888 la famiglia Capogreco intraprende la via dell’olio col primo frantoio a trazione animale. L’impegno e la dedizione di quattro generazioni, hanno consentito di mettere a frutto l’esperienza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Oleificio Capogreco: tra Storia e Tradizione</h1>
<p>A Locri, nel cuore della Calabria, territorio ricco di storia, dove la cultura dell’olio e la produzione hanno antiche origini, nel 1888 la famiglia <strong>Capogreco</strong> intraprende la via dell’olio col primo frantoio a trazione animale.</p>
<p>L’impegno e la dedizione di quattro generazioni, hanno consentito di mettere a frutto l’esperienza acquisita nel tempo, facendo della tradizione, della qualità e dell’innovazione tecnologica i punti cardine della missione aziendale.</p>
<p>Grazie a tutto questo, nel 2006 la tradizione familiare si trasforma in una moderna realtà imprenditoriale con l’inaugurazione di una nuova struttura dotata di tecnologie all’avanguardia con una doppia linea di produzione: una convenzionale e l’altra biologica.</p>
<p>Nel pieno rispetto per la natura e con grande amore per la terra, l’<strong>Oleificio Capogreco</strong> produce un olio extravergine d’oliva della massima qualità, grazie ad un sistema di lavorazione e di controllo innovativo per la molitura secondo partite omogenee di olive e per l’imbottigliamento in ambiente controllato che consente anche la rintracciabilità del prodotto “dal campo alla tavola” a completa garanzia del consumatore.</p>
<p>L’<strong>azienda Capogreco</strong> si estende su una superficie di 100 ettari, tra le varietà di produzioni agricole primeggia l’uliveto con 6000 piante, cultivar “Grossa Geracese” e “Nocellara Messinese”, messe a dimora in terreni argillosi collinari e soleggiati, patrimonio nonché vanto aziendale;</p>
<p>Da sempre impegnata a promuovere il gusto made in Calabria, ogni giorno la famiglia Capogreco si impegna per trasformare i frutti della propria terra in prodotti di alta qualità e grazie alla produzione dell’olio extravergine d’oliva “Il Tradizionale”, contribuisce a valorizzare e a far conoscere il territorio calabrese.</p>
<p>Il limpido colore verde, con riflessi giallo oro, presenta quest’olio che si apre all’olfatto con tenui profumi di oliva al giusto grado di maturazione, con chiare percezioni di foglia di olivo ed erba, notevoli i richiami al cardo ed al pomodoro verde.</p>
<p>Si presenta al gusto in modo fine, saporoso e persistente, con decise note di amaro, piccante e dolce che si rincorrono sul palato creando grande armonia sensoriale.</p>
<p>Un piacevole retrogusto di frutta secca, in particolare noce e mandorla, perfeziona il profilo e la piacevolezza finale dell’olio “Il Tradizionale”.</p>
<p>Un olio, dunque, da gustare su pietanze tipiche e di alta gastronomia, che certamente andrà ad arricchire la tavola degli intenditori e di coloro che amano consumare prodotti genuini, garantiti e soprattutto frutto della terra Calabrese.</p>
<h2>Il primo frantoio</h2>
<p>Alla fne dell’ottocento la famiglia Capogreco, intraprende la via dell’olio col suo primo frantoio a trazione animale, nella rigogliosa piana della Locride.La vita dell’intera famiglia, da quel momento, generazione dopo generazione, viene scandita dai ritmi della lavorazione olivicola, secondo le metodologie tradizionali, con sacrifcio ma anche con grande amore per la terra e nel pieno rispetto per la natura.</p>
<p>Nel 2006 culmina il percorso, mettendo a frutto l’esperienza acquisita in quattro generazioni: la tradizione familiare si trasforma in una moderna realtà imprenditoriale, facendo della qualità e dell’innovazione tecnologica i punti fermi del nuovo oleifcio Capogreco. L’inaugurazione del nuovo stabilimento in Contrada Moschetta di Locri, vicino alla SS 106, consente di ofrire servizi efcienti e all’avanguardia per la molitura secondo partite omogenee di olive e per l’imbottigliamento in ambiente controllato, per ottenere un olio extravergine di oliva della massima qualità.</p>
<p>Il sistema di lavorazione</p>
<p>Un sistema di lavorazione e di controllo innovativo che consente anche la rintracciabilità del prodotto “dal campo alla tavola” a completa garanzia del consumatore. Gli oli extravergini di oliva Capogreco (“Il Tradizionale” ed “Epizephiri”), proposti nella bottiglia tonda che ricorda la vicina Colonna di Marasà di ellenica memoria, si caratterizzano per il fruttato intenso di olive verdi ed invaiate, con sentori di erba e foglie, verdure acerbe e pomodoro verde. Si presentano al gusto con note di amaro, piccante e dolce che si rincorrono sul palato con grande armonia sensoriale. In chiusura rimane un piacevole retrogusto di frutta secca, in particolare noce e mandorla. Molto armonici e dal colore giallo oro con rifessi verdi.</p>
<p>Un olio dunque, da gustare su pietanze tipiche e di alta gastronomia, che certamente arricchirà la tavola degli intenditori e di coloro che amano consumare prodotti genuini, garantiti e soprattutto frutto della terra Calabrese.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.eccellenzecalabresi.it/oleificio-capogreco/">Oleificio Capogreco</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.eccellenzecalabresi.it">Eccellenze Calabresi</a>.</p>
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