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	<title>liquirizia &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>liquirizia &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>La cucina tra terra e mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2014 14:00:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Iniziativa di Co.G.A.L. Monte Poro. La cucina vibonese è legata al proprio terrritorio che si estende dal mare fino alle montagne delle Serre. In questo tragitto passiamo dalla cipolla di tropea ai funchi, dal pesce alla carne, dal peperoncino alla liquirizia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziativa di Co.G.A.L. Monte Poro. La cucina vibonese è legata al proprio terrritorio che si estende dal mare fino alle montagne delle Serre.</p>
<p>In questo tragitto passiamo dalla cipolla di tropea ai funchi, dal pesce alla carne, dal peperoncino alla liquirizia.</p>
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		<title>Liquirizia Amarelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 13:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aziende</p>
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<h1>Liquirizia Amarelli: la pianta</h1>
<p>La pianta della <strong>liquirizia</strong> (<em>Glycyrrhiza glabra</em>) è conosciuta ed impiegata da molti secoli e cresce in molti paesi, ma – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”.</p>
<p>La storia della sua trasformazione è molto antica. La famiglia dei Baroni <strong>Amarelli</strong> si dedica all’estrazione del succo di liquirizia già dal 1500, alternando alla cura del proprio patrimonio agricolo anche un forte impegno militare e culturale. Nel 1731 viene fondato l’attuale “concio” Amarelli, alla cui attività fu dato particolare impulso nel 1800 con il miglioramento dei trasporti marittimi e con i privilegi e le agevolazioni fiscali concesse dai Borbone a queste industrie tipiche.</p>
<p>Dal 1840 in poi abbiamo testimonianza dell’attività di Domenico Amarelli e dei suoi discendenti, fino a giungere a Nicola, che nel 1907 ammodernò la lavorazione con due caldaie a vapore. Da allora la Amarelli ha incrementato sempre più la sua attività, rimanendo erede pressoché unica di una tradizione tipica della Regione Calabria.</p>
<h2>In tutti i mercati nazionali</h2>
<p>Con la sua produzione la Amarelli è presente in tutti i mercati nazionali, in Europa, nell’America del Nord ed in quella meridionale ed in Australia, con particolare attenzione, ovunque, sia al settore dolciario che ai circuiti farmaceutico ed erboristico.<br />
Il 21 luglio 2001 si è inaugurato il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”. La famiglia ne ha voluto fortemente la realizzazione nel desiderio di presentare al pubblico una singolare esperienza imprenditoriale, nonché la storia di un prodotto unico del territorio calabrese: in mostra preziosi cimeli di famiglia, utensili agricoli, una collezione di abiti antichi e, infine, macchine per la lavorazione della liquirizia, documenti d’archivio, libri e grafica d’epoca.</p>
<p>Gli uffici hanno ancora oggi la sede in un’antichissima dimora di famiglia, risalente al 1400. Di fronte, accanto ai capannoni del reparto produzione, svetta la ciminiera della caldaia del 1907, che fu considerata all’epoca un impianto modernissimo. Nei capannoni dove si lavora la liquirizia troviamo ancora una grande macina di pietra del 1700, che veniva utilizzata per schiacciare i rami di liquirizia. Oggi le radici, sminuzzate da un apposito macchinario, passano attraverso una serie di fasi modernissime e computerizzate, mentre nei cuocitori finali si ritorna allo stadio artigianale. La pasta densa, scura, lucida e profumata viene portata alle forme desiderate attraverso una serie di macchinari prototipo, frutto della centenaria esperienza aziendale. La lucidatura avviene ancora esclusivamente con l’impiego di forti getti di vapore acqueo, senza aggiunta di alcuna sostanza chimica.<br />
A questo punto le liquirizie, nere, brillanti e seducenti, sono pronte per essere confezionate in eleganti scatolette metalliche che riproducono antiche immagini tratte dagli archivi della Casa.</p>
<p><strong>I riconoscimenti</strong></p>
<p><span class="link_interno">Tra i molti riconoscimenti ricevuti dall’azienda e dal suo Presidente Pina Amarelli, il “<em>Premio Guggenheim &#8211; Premio Speciale Il Sole 24 Ore</em>” del 2001, per l’impegno di valorizzazione della cultura d’impresa nel Mezzogiorno. Il 2 giugno 2003 Pina Amarelli  è stata insignita dal Presidente Ciampi del titolo di <em>Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana</em>, per aver saputo coniugare impresa e cultura.<br />
Nel 2004 le Poste Italiane hanno dedicato un francobollo al “<em>Museo della <strong>Liquirizia Giorgio Amarelli</strong></em>”; nello stesso anno l’azienda è stata inserita nell’Albo delle “<em>Aziende Gemellate con l’Associazione delle Imprese Storiche Toscane</em>”.<br />
Pina Amarelli ha presieduto la Sezione Agroalimentare dell’Assindustria di Cosenza, è Accademico aggregato dell’Accademia dei Georgofili di Firenze, è nel Comitato Mezzogiorno di Confindustria, nella Commissione Nazionale Cultura di Confindustria ed è componente del Consiglio Direttivo dell’AIDI (Associazione Aziende Dolciarie Italiane) con delega per il Sud. Infine, nel Giugno 2006, Pina Amarelli è stata nominata <em>Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica</em>, Prima donna in Calabria ad ottenere questo prestigioso riconoscimento.</span></p>
<p><span class="link_interno"> </span></p>
</div>
<h2>Amarelli: i gustosi prodotti</h2>
<div class="testo">
<p>La gamma dei prodotti comprende tutto quanto si può ricavare dalle radici di liquirizia: il bastoncino di legno grezzo, le liquirizie pure dal profumo naturale o con aggiunta di aroma di anice o di menta, le liquirizie gommose profumate all’arancia e alla viola ed infine la liquirizia  confettata, dal  classico  “bianconero” al  ricercatissimo “sassolino dello Jonio”. E poi il liquore, il rosolio, la grappa, il cioccolato, i biscotti, i torroncini, i tagliolini sempre alla liquirizia e, infine, l’acqua di colonia e lo shampoo-doccia alla liquirizia.</p>
</div>
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		<title>Torrone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 06:52:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia del torrone artigianale A Taurianova nel cuore della piana di Gioia Tauro, a Bagnara Calabra così come a Delianova e a Giosa Jonica (rimasta nel Guiness dei primati per il Torrone piu&#8217; lungo del mondo) la storia del Torrone Artigianale, un tempo preparato solo con le nocciole tostate in glassa di zucchero, si perde in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>La storia del torrone artigianale</h1>
<p>A Taurianova nel cuore della piana di Gioia Tauro, a Bagnara Calabra così come a Delianova e a Giosa Jonica (<em>rimasta nel Guiness dei primati per il <strong>Torrone</strong> piu&#8217; lungo del mondo</em>) la storia del <strong>Torrone Artigianale</strong>, un tempo preparato solo con le nocciole tostate in glassa di zucchero, si perde in un passato lontano.</p>
<p>Tutelato e valorizzato da diverse associazioni di produttori nei vari centri che tradizionalmente lo producono, questo magnifico dolce e&#8217; ottenuto della cottura  e lavorazione di zucchero e mandorle tostate al momento, cui si aggiungono miele grezzo di zagara della Piana di Gioia, zucchero , albume d&#8217;uovo, oli essenziali e spezie differenti, a seconda dei tipi. Fragranze e gesti antichi compongono un quadro d&#8217;altri tempi: mani sapienti a racchiudere in minuscoli involucri una delizia infinita. Tante le varianti, ma tutte eccellenti: croccante, morbido, ostiato e i gusti, i più diversi: <em><a href="http://eccellenzefriulane.com/eccellenzecalabresi.it/bergamotto/">Bergamotto</a>, Cedro, <a href="http://eccellenzefriulane.com/eccellenzecalabresi.it/liquirizia/">Liquirizia</a>, Limone</em>, <em>Cannella, Cioccolato, Vaniglia, Caffe&#8217;, Gianduia</em>. Da abbinare con un liquore dolce.</p>
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		<title>Liquirizia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 06:21:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La liquirizia e le sue proprietà La Liquirizia (glycyrrhiza ovvero radice dolce) è conosciuta e impiegata da più di trentacinque secoli, presente in Calabria con due qualità, la glabra e l&#8217;echinata, ha trovato un habitat ottimale nel litorali della Piana di Sibari (sia a nord che a sud), in quello jonico catanzarese e nel reggino. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>La liquirizia e le sue proprietà</h1>
<p>La<strong> Liquirizia</strong> <em>(glycyrrhiza ovvero radice dolce)</em> è conosciuta e impiegata da più di trentacinque secoli, presente in Calabria con due qualità, la glabra e l&#8217;echinata, ha trovato un habitat ottimale nel litorali della Piana di Sibari <em>(sia a nord che a sud),</em> in quello jonico catanzarese e nel reggino. La pianta della <strong>Liquirizia</strong> è spontanea e la sua forza e il suo pregio stanno proprio nelle radici: lunghe, grosse, contorte e difficili da estirpare, si estraggono ogni tre-quattro anni, tra l&#8217;autunno e la primavera. Da sempre la<strong> Liquirizia</strong> ha costituito per la Calabria un potenziale di ricchezze, alla fine dell&#8217;800, nella regione c&#8217;erano centoventi conci, cioè impianti dedicati alla lavorazione artigianale.  Infiniti i suoi principi attivi e le proprietà curative: largamente impiegata nell&#8217;industria farmaceutica, in erboristeria, nella cosmetica e nella profumeria, nella concia di molti tabacchi e nella produzione di birra scura, essa trova, tuttavia, il suo utilizzo più felice nel settore dolciario, nella confetteria, nella liquoreria e nell&#8217;arte culinaria.</p>
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