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	<title>Palmi &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>Palmi &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Palmi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 14:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Viola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palmi: la città natale di Francesco Cilea E&#8217; un comune di 19.569 abitanti, il più grande della Provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo Reggio Calabria ed è la città natale del grande compositore Francesco Cilea. Il territorio Palmi è sita a ridosso delle pendici del monte Sant&#8217;Elia (582 m s.l.m.), e sovrasta un tratto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palmi: la città natale di Francesco Cilea</h1>
<p>E&#8217; un comune di 19.569 abitanti, il più grande della Provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo Reggio Calabria ed è la città natale del grande compositore <strong><a href="http://eccellenzefriulane.com/eccellenzecalabresi.it/francesco-cilea/">Francesco Cilea</a></strong>.</p>
<h2>Il territorio</h2>
<p><b>Palmi</b> è sita a ridosso delle pendici del monte Sant&#8217;Elia (582 m s.l.m.), e sovrasta un tratto di Costa Viola. Confina con il comune di Seminara e con il comune di Gioia Tauro.<br />
Non molto distante dal centro di <strong>Palmi</strong> si trova la frazione <em>&#8220;Palmi Taureana&#8221;</em> di interesse paesaggistico e turistico-balneare; un piccolo centro abitato che si sviluppa su un&#8217;area stretta dal mare e dalla montagna cadente a picco sul mare da dove ha inizio la Costa Viola che da Palmi si estende fino a Santa Trada con un sistema di spiagge, terrazzamenti e scogliere, tra cui il celebre &#8220;Scoglio dell&#8217;ulivo&#8221; e la spiaggia della Marinella. Nelle immediate vicinanze del <em>Lido di Palmi</em> è stata rinvenuta un&#8217;area di interesse archeologico con i ruderi dell&#8217;antica Taurianum.</p>
<p>L&#8217;insediamento abitativo di Palmi sorse, probabilmente, intorno al X secolo, ad opera dei profughi di Taurianum, distrutta dalle incursioni saracene. Nel 1549 subì l&#8217;invasione del pirata Draught Rais fu riedificata, munita di cinta muraria e torri, nello stesso luogo, ad opera del Conte Carlo Spinelli da cui poi prese il nome di Carlopoli.</p>
<p>Palmi, con il suo impianto cinquecentesco, le mura e le tre porte principali, venne rasa al suolo dal terremoto del 1783, ricostruita con un disegno nuovo e con nuove ambizioni urbane fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1894 e nuovamente distrutta dal terremoto del 1908; tra i pochissimi edifici sopravvissuti la Chiesa del Crocefisso, a pianta rettangolare con abside, a unica navata, rimaneggiata dopo il terremoto del 1908, collegata al monastero tramite un chiostro, e nella quale recentemente, in un ambiente posto sotto l&#8217;altare principale, è stata rinvenuta una camera mortuaria dei monaci che conserva gli originali sedili in pietra.</p>
<p>Palmi, un tempo Casale di Seminara, nel 1811 fu posta a capo di un Circondario comprendente i comuni di Pietrenere, Seminara, Gioia Tauro e Melicuccà e nel 1816 fu sede di Distretto provinciale comprendendo i circondari di Laureana, Galatro, Polistena, Casalnuovo, Oppido e Sinopoli.</p>
<h2>Le attrazioni</h2>
<p>Una delle attrazioni particolari è lo <em>&#8220;scoglio dell&#8217;ulivo&#8221;,</em> con il caratteristico alberello d&#8217;ulivo sulla sommità dello scoglio in mezzo al mare.</p>
<h2>Gli eventi</h2>
<p>L&#8217;estate palmese offre una vasta gamma di eventi, fra i quali spiccano: la festa di San Fantino <em>(il Santo più antico della Calabria sec. IV),</em> che conserva ancora oggi i caratteri della tradizione bizantina (Divina liturgia in lingua greca e benedizione dei cavalli e cavalieri in costume d&#8217;epoca); la tradizionale processione di San Rocco del 16 agosto (molto sentita dalla popolazione locale) e la rinomata festa della Varia, la manifestazione più importante di Palmi.<br />
Alla Varia, grande carro sacro, che rappresenta l&#8217;Assunzione della Vergine, è unita la devozione alla Madonna sotto il titolo della Lettera, che i palmesi, prendendo esempio da Messina, elessero la loro protettrice. La devozione, poi, del Sacro Capello, conferma ulteriormente l&#8217;origine della festa importata a Palmi da Messina e testimonia le ottime relazioni dei palmesi con i messinesi.</p>
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		<title>Leonida Repaci</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/leonida-repaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[Giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gramsci]]></category>
		<category><![CDATA[Leonida Repaci]]></category>
		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
		<category><![CDATA[premi letterari]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Sila]]></category>
		<category><![CDATA[Viareggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - arte e cultura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Leonida Repaci: biografia</strong></h1>
<p>Nasce a Palmi nel 1898.</p>
<p>Dopo un’infanzia difficile in una famiglia numerosa, Repaci si trasferisce a Torino, dove si laurea in Giurisprudenza. Viene chiamato da Gramsci in persona a collaborare come giornalista a <em>Ordine nuovo</em> e aderisce al socialismo. Dopo la marcia su Roma si trasferisce a Milano e si schiera apertamente contro il regime fascista: è nella prima redazione de <em>L&#8217;Unità</em>. Nel 1929 inventa insieme a Salsa e Colantuoni il <em><strong>Premio Vareggio</strong></em>, di cui sarà presidente fino agli ultimi anni della sua vita. Nel 1933 vince il premio Bagutta con la prima parte della <em>Storia dei Rupe</em>.</p>
<p>Il dopoguerra è per Repaci un periodo di infaticabile lavoro: fonda il quotidiano <em>Il Tempo</em>, inventa il <em>Premio “Fila delle Tre Arti”</em> e il <em>Premio “Sila”</em>, porta avanti con grande successo il Viareggio, ancora oggi uno dei premi letterari più ambiti d’Italia.<br />
A poco a poco si allontana dall&#8217;attività giornalistica per dedicarsi alla stesura definitiva della triologia Storia dei Rupe: il secondo volume vince nel 1970 il Premio Sila.</p>
<p>Muore a Pietrasanta (Lucca) nel 1985.</p>
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		<title>Francesco Cilea</title>
		<link>https://www.eccellenzecalabresi.it/francesco-cilea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[PERSONE]]></category>
		<category><![CDATA[editore Sonzogno]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cilea]]></category>
		<category><![CDATA[Palmi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Personaggi - arte e cultura</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Francesco Cilea: biografia</h1>
<p>Nacque a Palmi (RC) nel 1866.</p>
<p>Talento musicale precoce, fu inviato dalla famiglia a studiare presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Al termine dei suoi studi a Napoli, nel 1889, compone la sua prima opera, <em>Gina</em>, che gli procura subito il primo contratto, con l&#8217;editore Sonzogno, per la scrittura de <em>La Tilda</em>, che debuttò con successo il 7 aprile 1892 a Firenze e fu rappresentata anche a Vienna.<br />
La terza opera di Cilea fu <em>L’Arlesiana</em>, del 1897, che debuttò a Milano e che proponeva nel cast anche Enrico Caruso. L’opera, molto amata da Cilea, fu però un insuccesso. Nel 1902 il compositore propose al pubblico milanese <em>Adriana Lecouvreur</em>, che riscosse un grandissimo successo e che è ancora oggi l’opera con cui Cilea è conosciuto in tutto il mondo.<br />
L&#8217;ultima opera di Cilea, del 1907, fu <em>Gloria</em>, diretta da Arturo Toscanini. Dopo quella data Cilea compose solo musica da camera sinfonica, iniziando contemporaneamente una lunga e felice attività di insegnante, dirigendo il Conservatorio Bellini di Palermo ed il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli.<br />
Cilea morì nel 1950 a Varazze. Alla sua memoria sono intitolati oggi il teatro ed il conservatorio di Reggio Calabria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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