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	<title>IGP &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>IGP &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>L’ortofrutta della Calabria al Macfrut 2018</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Home]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 May 2018 14:27:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ortofrutta della Calabria al Macfrut 2018: dal 9 all&#8217; 11 Maggio. &#160; Non manca all’appuntamento con Macfrut 2018, la Regione Calabria che presenta a Rimini le migliori espressioni di una produzione ortofrutticola che sta conquistando nuovi e più ampi mercati. Cinque consorzi di tutela e quattro tra le più importanti organizzazioni di produttori, insieme per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>L’ortofrutta della Calabria al Macfrut 2018: dal 9 all&#8217; 11 Maggio.</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non manca all’appuntamento con <strong>Macfrut 2018</strong>, la <strong>Regione Calabria</strong> che presenta a Rimini le migliori espressioni di una produzione ortofrutticola che sta conquistando nuovi e più ampi mercati. Cinque consorzi di tutela e quattro tra le più importanti organizzazioni di produttori, insieme per dare il più ampio ventaglio delle produzioni ortofrutticole, espressione della grande biodiversità del territorio. La partecipazione della Regione alla manifestazione fieristica internazionale è curata dal Dipartimento Agricoltura e Risorse agroalimentari insieme all&#8217;Arsac, Azienda Regionale per lo Sviluppo in Agricoltura.</p>
<p>“L’ortofrutta rappresenta uno dei pilastri della produzione agricola regionale  – ha affermato il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio – e Macfrut rappresenta un appuntamento oramai consolidato per i prodotti ortofrutticoli calabresi. Saremo presenti a Rimini con alcune delle tipicità orticole dei nostri terrori,  già molto apprezzate sui mercati, per dare continuità nel sostegno al lavoro e all’impegno di tanti agricoltori calabresi che tutti i giorni producono qualità”.</p>
<p>Per conquistare i buyer presenti a <strong>Macfrut</strong>, al fine di promuovere non solo prodotti di qualità ma anche cultura e tradizione, riflettori puntati sulle produzioni <strong>Igp</strong>, la <strong>Cipolla di Tropea, le Clementine di Calabria, la Patata della Sila, il Limone di Rocca Imperiale, ma anche sul Finocchio di Capo Rizzuto</strong> e altre orticole.</p>
<p>Secondo Ismea, il comparto ortofrutticolo calabrese, con un valore alla produzione di 12 milioni di euro, rappresenta il 63% del valore alla produzione dell’intero comparto Food, a seguire quelli a base di carne con il 16%, i formaggi con con il9%, gli oli d’oliva con l’8%.  La prima provincia per impatto economico è Cosenza (12,2 milioni), la seconda Vibo Valentia (4,9 milioni), seguite da Catanzaro (1,1 milioni).</p>
<p>A far da padrona è la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp che rappresenta con 19.810 tonnellate la produzione principale del comparto food ed è il primo prodotto in termini di valore della produzione, con poco meno di 9 milioni di euro. Il prodotto, dalle caratteristiche pregiate di dolcezza e versatilità, ha da tempo simboleggiato la Calabria,  sua regione di provenienza. Prodotto Igp dal 2008 e già affermata nei mercati europei come <strong>eccellenza italiana</strong>.</p>
<p><strong>Patata della Sila IGP</strong></p>
<p>Coltivata secondo un rigoroso disciplinare di produzione integrata, la patata della Sila Igp, rappresenta Una produzione annua di 60.000 quintali con una superficie dedicata di 200 ettari gestita da 70 produttori, di cui 50 certificati. La Patata della Sila Igp è uno dei prodotti tipici che sta riscontrando un notevole successo tra i consumatori di tutta Italia, tanto che il consorzio sta pensando di raddoppiare i volumi nel giro di cinque anni. Si tratta di una patata a pasta gialla dalla spiccata sapidità e dalla polpa consistente, che la rende ideale per fritture e gnocchi. Non imbrunisce dopo il taglio.</p>
<p><strong>Clementine di Calabria IGP</strong></p>
<p>È l’incrocio tra arancio amaro e mandarino, senza semi e facilissime da sbucciare. Conosciuta per il grande equilibrio tra acidi e zuccheri della polpa, con la raccolta che inizia il 15 ottobre, è il primo agrume che arriva sul mercato. La produzione delle Clementine di Calabria Igp ha registrato crescite ad andamento esponenziale passando dai 2.000 quintali prodotti nel 2007, primo anno di Igp, agli 80dell’ultima stagione 2017/2018.</p>
<p>A queste colture vanno affiancate altre specialità che, se ancora di nicchia, stanno raccogliendo grande interesse dal marcato, parliamo del Limone di Rocca Imperiale IGP e del Finocchio di Capo Rizzuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pane di Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 06:59:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[PRODOTTI]]></category>
		<category><![CDATA[Cerchiara]]></category>
		<category><![CDATA[Città del pane]]></category>
		<category><![CDATA[IGP]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale del Pollino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pane e l&#8217;arte antichissima in Calabria Fare il Pane in Calabria e&#8217; un &#8216;arte antichissima, ancora viva in tutta la Regione. Sulle pendici del massiccio del Pollino, a Cerchiara di Calabria, il Pane ha una forma di una strana pagnotta &#8220;con la gobba&#8221; del peso di 2 o 3 chili, e si mantiene morbido [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Il pane e l&#8217;arte antichissima in Calabria</h1>
<p>Fare il <strong>Pane</strong> in Calabria e&#8217; un &#8216;arte antichissima, ancora viva in tutta la Regione. Sulle pendici del massiccio del Pollino, a Cerchiara di Calabria, il <strong><em>Pane</em></strong> ha una forma di una strana pagnotta &#8220;con la gobba&#8221; del peso di 2 o 3 chili, e si mantiene morbido e saporito  per due settimane. Impastato a mano con il sessanta per cento di farina di grano tenero integrale e il quaranta per cento di grano duro rimacinato, lievito madre ( che gli conferisce un sapore e un profumo inconfondibili ), sale e acqua di sorgente, viene lasciato ad lievitare per due ore e poi cotto nel forno, utilizzando legna di quercia e di faggio, per quattro ore.</p>
<p>Con il marchio del <strong>Parco Nazionale del Pollino</strong>, che lo riconosce come prodotto tipico dell&#8217;area protetta, celebrato al Salone del Gusto di Torino, questo pane gustosissimo ha oggi un altro riconoscimento: Cerchiara è stata infatti inserita tra le &#8220;<em>Città del Pane</em>&#8220;, di cui fanno parte i luoghi più significativi della panificazione tradizionale italiana. Anche Cutro, nell&#8217;entroterra Jonico Crotonese, e&#8217; rinomato per la produzione del pane, che rimane patrimonio esclusivo di poche famiglie. Il <strong><em>Pane</em></strong> di Cutro (per cui è stato richiesto il marchio <strong>IGP</strong>) è prodotto per l&#8217;ottanta per cento (o poco meno) con semola di grano duro e per la parte restante con semola di grano tenero. lievito madre, acqua e sale. Dalla pasta si modellano forme tonde e filoni da 1 o 2 chili che, infarinati appena  e segnati longitudinalmente con un taglio, sono coperti e messi a lievitare per circa un ora.</p>
<p>Il  <strong><em>Pane</em></strong>, cotto per poco tempo più di un&#8217;ora con listrelli di pino o di faggio nel forno a legna, si presenta di colore giallo dorato; ha crosta croccante e omogenea, mollica consistente e porosa, ed emana un intenso profumo di grano. A Canolo, nell&#8217;area Reggina, si produce il <strong><em>Pane</em></strong> di segale (<em>jermanu</em>). Connotato da una una tipicità molto elevata (si consideri che lo stesso comune mette a disposizione i forni a legna che servono per la cottura), si presenta come una pagnotta di forma circolare del peso variabile dai 500 ai 1500 grammi. La crosta, di colore dorato scuro, si presenta friabile e croccante, mentre la mollica è alveolata in maniera non regolare e di colore avorio carico.</p>
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