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	<title>Gioia Tauro &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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	<title>Gioia Tauro &#8211; Eccellenze Calabresi</title>
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		<title>Antonio Mermolia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2013 13:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Emergenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Personaggi - emergenti </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Antonio Mermolia: lo chef di Gioia Tauro che ha conquistato New York.</h1>
<p>Quando la passione diventa amore, allora l’amore si trasforma in arte. È questo che fa a New York il giovane chef Antonio Mermolia, cresciuto a Gioia Tauro, trasforma l’amore in arte.</p>
<p>L’amore per la sua famiglia, per la sua Calabria e per la sua Italia, tutto espresso nei piatti che propone ai clienti del ristorante in cui lavora a New York, per l&#8217;esattezza a Manhattan, un paio di &#8220;blocks&#8221; da Times Square. La cucina de <em><strong>“Il Punto”,</strong></em> nella Grande Mela, il suo mondo fino alle 2:00 di notte. Eppure, prima di approdare al mondo dell’arte culinaria, il 29enne Antonio, era tutt’altro. Giocatore professionista di basket, senza basi per approcciare al mondo della ristorazione, un giorno decide di fare il cuoco e ci riesce bene.</p>
<p>Il basket lo tiene lontano da casa per parecchi anni, ma quando torna, perché stanco di stare separato dalla famiglia e di vivere una vita troppo sacrificata, decide di continuare a giocare nella squadra locale di Gioia Tauro, così da poter coltivare tutte le sue passioni, che non sono poche.</p>
<p>Muove i suoi primi passi nella cucina dell’hotel dei genitori, Marisa e Salvatore, e all’inizio, quando l’hotel inaugura, non entra in cucina, ma si dedica al lavoro in sala. Studia per diventare sommelier e, quando può, legge libri di cucina. Quando, però, in punta di piedi, si avvicina ai fornelli per aiutare il papà, scopre un mondo, il suo mondo.</p>
<p>La sera dopo il lavoro, torna a casa e analizza le tecniche di cucina che hanno fatto grandi i grandi della cucina. Prova e riprova queste tecniche nella cucina dell’hotel, il suo laboratorio, le associa alla cucina tradizionale, utilizza solo ed esclusivamente ingredienti di prima scelta, come la pasta di Gragnano, l’olio d’Aspromonte, ed il gioco è fatto, i piatti serviti ai clienti dell’hotel sono buoni e preparati con gli ingredienti migliori.</p>
<p>Da quasi un anno in America, Antonio arriva a Manhattan per caso convinto di fare un’esperienza formativa, che lo arricchisse, di un mese al massimo, poi, invece, ci è rimasto.</p>
<p>Il vecchio manager del ristorante <strong><em>“Il Punto”</em></strong> cerca uno chef capace di cambiarne l’immagine. Contatta Antonio, lo conosce all’opera nel suo ristorante e da lì al volo di sola andata per New York, il passo è breve. Antonio, comunque, non dimentica la sua terra, porta sul tavolo dei suoi clienti quella che lui definisce “la tradizione, con qualcosa di mio, ma con grande rispetto!”.</p>
<p>Eh sì, perché per lo chef Mermolia, la tradizione è qualcosa di sacro che non si può stravolgere e che oggi è tornata ad essere la forza e la più grande ricchezza della ristorazione e della cucina italiana. Rivoluzione in cucina, direbbe forse qualcuno se leggesse il menu de “Il Punto”, ma quella rivoluzione si chiama tradizione, con la “T” maiuscola. Certo la tradizione di Antonio è diversa dalla solita calabrese, perché contaminata dalla Campania, regione d’origine dei suoi nonni materni. Così, torna sui tavoli l’antica ricetta amalfitana delle melanzane al cioccolato, che lui serve alla sua maniera, oppure la stroncatura di alici, un tipo di pasta tipico della zona di Gioia Tauro.</p>
<p>Tutto questo secondo Antonio non va stravolto perché bisogna rispettare la storia della cucina per poter un giorno scriverla. <em>“Quello che noi oggi chiamiamo tradizione un tempo era attualità e quello che oggi per noi è attuale un giorno sarà tradizione, per questo bisogna avere rispetto per tutto, specie qui a New York dove è facile perdersi”.</em></p>
<p>E per non perdere di vista ciò che, se si volta indietro a guardare, scorge tra le mani di mamma Marisa o delle sue nonne, il tenace e caparbio Antonio si fa ispirare da tutta la ristorazione italiana. <em>“È questo che mi dà la forza di essere il più possibile autentico qui a New York. Siamo italiani e la nostra forza è legata alle nostre radici. Questo penso!”.</em></p>
<p>Quello che lo affascina, non è ciò che cucina in sé, ma l’idea di quello che sta facendo assieme al proprietario Tony Pecora,e agli altri. L’idea di fare qualcosa di autentico che rappresenti veramente ciò che pensa, ciò che è. <em>“Che poi sia innovazione o tradizione poco importa, l’importante è che esprima fedelmente me stesso, se poi alla gente piace pure, ben venga. Non deve essere obbligatoriamente la cosa più buona che abbiano mangiato, ma semplicemente qualcosa di diverso, un pensiero diverso”.</em></p>
<p>Inconsapevole, di realizzare filosofia del cibo, Antonio, ancora non sa quando e se finirà la sua avventura a New York ed è prontissimo a tornare nella sua amata Calabria senza rimpianti, a riprendere il posto nella cucina dove ha mosso i primi passi. Lui, che al mattino, racconta con molta semplicità, si alza <em>“alle 8:45, perché New York è una città che non si sveglia presto per nulla”</em>, e soffre la solitudine di vivere lontano dagli affetti, in una metropoli dove sei un puntino fra i puntini, lo immaginiamo a casa sua, ai fornelli, a cucinare stancamente, quell’uovo al tegamino col pomodoro che <em>“se mi chiedessi ‘prima di morire cosa vorresti mangiare?’ ti direi ‘l’uovo fatto in padella col pomodoro e un po’ di pane per fare la scarpetta’!”</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.strill.it/" target="_blank" rel="noopener">Strill.it</a></p>
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		<title>Jimmy Fontana: medley del galà 2005</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jul 2013 09:54:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Archivio Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[Galà delle Ecceenze]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia Tauro]]></category>
		<category><![CDATA[Jimmy Fontana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jimmy Fontana: medley del galà 2005 Medley di Jimmy Fontana durante il Galà delle Eccellenze 2005 svolto a Gioia Tauro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Jimmy Fontana: medley del galà 2005</h1>
<p>Medley di <strong>Jimmy Fontana</strong> durante il <strong>Galà delle Eccellenze</strong> 2005 svolto a Gioia Tauro.</p>
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		<title>Gioia Tauro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[PMSAdmin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 14:47:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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		<category><![CDATA[provincia di Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Provincia di Reggio Calabria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Gioia Tauro: nell&#8217;antica area di Metauros</h1>
<h2>Cenni storici</h2>
<p>E&#8217; un comune di 18.500 abitanti della Provincia di Reggio Calabria. La cittadina di aspetto moderno sorge nell&#8217;antica area di <em>Metauros</em>.</p>
<p>Non è chiaro se <em>Metauros</em> fu abitata anche in epoca romana e nel Medioevo, in quanto manca di documentazione archeologica dal IV secolo a.C. Nel II – IV secolo d.C. Taureana si estese oltre il Petrace, occupando l&#8217;area dove sorse la città greca. Si sono succeduti vari saccheggi e terremoti, che non lasciano alcuna traccia della vecchia civiltà. In contrada Petra sono state rinvenute centinaia di tombe risalenti al VII-IV secolo a.C. i cui corredi funerari di un certo valore sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.</p>
<h2>Il territorio</h2>
<p>La Piana di <strong>Gioia Tauro</strong> è, grazie ad alcune bonifiche, la più fertile della regione, anche se per alcuni anni fu quasi dimenticata questa grande risorsa, per favorire un progetto di un grande polo siderurgico che non fu mai realizzato. Di questo progetto, resta il grande bacino portuale, che dopo anni di inattività è finalmente divenuto uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo.</p>
<h2>Il porto</h2>
<p><strong>Gioia Tauro</strong> è il porto italiano che movimenta più merci in container, prima di Genova e La Spezia; occupa il terzo posto in Europa nella classifica dei porti contenitori (dopo Rotterdam ed Amburgo) ed il primo nel Mediterraneo.</p>
<h3>Archeologia e Arte</h3>
<p>Metauros, anfora a figure nere con cavaliere e cane di produzione calcidese. Seconda metà del VI secolo a.C. (Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale) Metauros, skyphos di produzione calcidese. Seconda metà del VI secolo a.C. (Reggio Calabria, Museo Archeologico Nazionale). Dell’antica Metauros si è presunta l’acropoli e sono stati scoperti i ruderi di una casa romana del II secolo d.C. come pure quelli di un tempio greco, di un acroterio rappresentante un gruppo equestre fittile databile 490-480 a.C., di alcuni skyphos calcidesi nonché numerose monete, anfore, coppe, lucerne, vasi corinzi, ionici, attici e romani. Di grande rilievo è stata la scoperta della necropoli durante le campagne di scavi: 1850 tombe, la più vasta del meridione d’Italia. Pochi i monumenti antichi visibili: il borgo medievale &#8220;Piano delle Fosse&#8221; ove spiccano il Palazzo Municipale, il Palazzo Baldari (oggi biblioteca/mediateca e centro conferenze), il Palazzo della Principessa di Gerace (oggi Tripodi), la Chiesa-Cattedrale di Sant’Antonio e la prima e minuscola chiesa del borgo del sec. XI; in piazza Municipio v&#8217;è la tipica fontana settecentesca detta ’U tri canali; in piazza Duomo spicca la figura neoclassica della chiesa matrice (il Duomo, appunto) al cui interno vi sono pregevoli opere d’arte dell’800 e recenti vetrate artistiche policrome; i palazzi (sec. XVII-XVIII) di via del Commercio, di via Roma e lungo la Piazza dell’Incontro (pal. Maurigoffe, 1786).</p>
<h3>Chiese ed edifici di culto</h3>
<p>Chiesa Località Festeggiamenti;</p>
<p>&#8211; Duomo consacrato a Sant&#8217;Ippolito Centro 13 agosto;</p>
<p>&#8211; Chiesa di Sant&#8217;Antonio Piano delle Fosse 13 giugno;</p>
<p>&#8211; Chiesa di Maria SS. di Porto Salvo Quartiere Marina 8 settembre;</p>
<p>&#8211; Chiesa dell&#8217;Immacolata Quartiere Stazione 8 dicembre;</p>
<p>&#8211; Chiesa di San Francesco di Paola Quartiere Monacelli 2 aprile;</p>
<p>&#8211; Chiesa della Sacra Famiglia Quartiere Eranova;</p>
<p>&#8211; Chiesa di San Gaetano Catanoso SS. 111 20 settembre.</p>
<h3>Luoghi di interesse</h3>
<p>* il borgo medievale (sec. X) denominato “Piano delle Fosse” con la coeva chiesetta di piazza Carmelo Silipigni;</p>
<p>* la torre di don Giacomo (sec. XV);</p>
<p>* la chiesa di Sant&#8217;Antonio (sec. XVII);</p>
<p>* la fontana artistica &#8216;U tri canali (sec. XVII);</p>
<p>* il palazzo Maurigoffe (1786) che si affaccia su Piazza dell’Incontro;</p>
<p>* il palazzo Sant’Ippolito (sec. XVIII), sede di rappresentanza municipale;</p>
<p>* il palazzo della Principessa di Gerace (sec. XVIII), oggi palazzo Tripodi;</p>
<p>* il palazzo Baldari (sec. XVIII), oggi biblioteca-mediateca e centro conferenze;</p>
<p>* il neoclassico Duomo (1933), consacrato a Sant’Ippolito, al cui interno vi sono pregevoli opere d’arte dell’800;</p>
<p>* i palazzi (sec. XVII-XVIII) lungo l’antica via del Commercio, oggi via Roma (il tratto iniziale) e via G. Lomoro (il tratto finale fino alla moderna rotatoria del Quadrivio Sbaglia).</p>
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		<title>Palmi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 14:40:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[LUOGHI]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Costa Viola]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cilea]]></category>
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		<category><![CDATA[provincia di Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Taurianum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palmi: la città natale di Francesco Cilea E&#8217; un comune di 19.569 abitanti, il più grande della Provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo Reggio Calabria ed è la città natale del grande compositore Francesco Cilea. Il territorio Palmi è sita a ridosso delle pendici del monte Sant&#8217;Elia (582 m s.l.m.), e sovrasta un tratto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>Palmi: la città natale di Francesco Cilea</h1>
<p>E&#8217; un comune di 19.569 abitanti, il più grande della Provincia per numero di abitanti dopo il capoluogo Reggio Calabria ed è la città natale del grande compositore <strong><a href="http://eccellenzefriulane.com/eccellenzecalabresi.it/francesco-cilea/">Francesco Cilea</a></strong>.</p>
<h2>Il territorio</h2>
<p><b>Palmi</b> è sita a ridosso delle pendici del monte Sant&#8217;Elia (582 m s.l.m.), e sovrasta un tratto di Costa Viola. Confina con il comune di Seminara e con il comune di Gioia Tauro.<br />
Non molto distante dal centro di <strong>Palmi</strong> si trova la frazione <em>&#8220;Palmi Taureana&#8221;</em> di interesse paesaggistico e turistico-balneare; un piccolo centro abitato che si sviluppa su un&#8217;area stretta dal mare e dalla montagna cadente a picco sul mare da dove ha inizio la Costa Viola che da Palmi si estende fino a Santa Trada con un sistema di spiagge, terrazzamenti e scogliere, tra cui il celebre &#8220;Scoglio dell&#8217;ulivo&#8221; e la spiaggia della Marinella. Nelle immediate vicinanze del <em>Lido di Palmi</em> è stata rinvenuta un&#8217;area di interesse archeologico con i ruderi dell&#8217;antica Taurianum.</p>
<p>L&#8217;insediamento abitativo di Palmi sorse, probabilmente, intorno al X secolo, ad opera dei profughi di Taurianum, distrutta dalle incursioni saracene. Nel 1549 subì l&#8217;invasione del pirata Draught Rais fu riedificata, munita di cinta muraria e torri, nello stesso luogo, ad opera del Conte Carlo Spinelli da cui poi prese il nome di Carlopoli.</p>
<p>Palmi, con il suo impianto cinquecentesco, le mura e le tre porte principali, venne rasa al suolo dal terremoto del 1783, ricostruita con un disegno nuovo e con nuove ambizioni urbane fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1894 e nuovamente distrutta dal terremoto del 1908; tra i pochissimi edifici sopravvissuti la Chiesa del Crocefisso, a pianta rettangolare con abside, a unica navata, rimaneggiata dopo il terremoto del 1908, collegata al monastero tramite un chiostro, e nella quale recentemente, in un ambiente posto sotto l&#8217;altare principale, è stata rinvenuta una camera mortuaria dei monaci che conserva gli originali sedili in pietra.</p>
<p>Palmi, un tempo Casale di Seminara, nel 1811 fu posta a capo di un Circondario comprendente i comuni di Pietrenere, Seminara, Gioia Tauro e Melicuccà e nel 1816 fu sede di Distretto provinciale comprendendo i circondari di Laureana, Galatro, Polistena, Casalnuovo, Oppido e Sinopoli.</p>
<h2>Le attrazioni</h2>
<p>Una delle attrazioni particolari è lo <em>&#8220;scoglio dell&#8217;ulivo&#8221;,</em> con il caratteristico alberello d&#8217;ulivo sulla sommità dello scoglio in mezzo al mare.</p>
<h2>Gli eventi</h2>
<p>L&#8217;estate palmese offre una vasta gamma di eventi, fra i quali spiccano: la festa di San Fantino <em>(il Santo più antico della Calabria sec. IV),</em> che conserva ancora oggi i caratteri della tradizione bizantina (Divina liturgia in lingua greca e benedizione dei cavalli e cavalieri in costume d&#8217;epoca); la tradizionale processione di San Rocco del 16 agosto (molto sentita dalla popolazione locale) e la rinomata festa della Varia, la manifestazione più importante di Palmi.<br />
Alla Varia, grande carro sacro, che rappresenta l&#8217;Assunzione della Vergine, è unita la devozione alla Madonna sotto il titolo della Lettera, che i palmesi, prendendo esempio da Messina, elessero la loro protettrice. La devozione, poi, del Sacro Capello, conferma ulteriormente l&#8217;origine della festa importata a Palmi da Messina e testimonia le ottime relazioni dei palmesi con i messinesi.</p>
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